27 agosto 2018

Come al solito non so bene cosa abbia intenzione di scrivere, ma sei abituato, io non so mai cosa dire, ma dentro ho un uragano.

Poi non chiedermi perché quando ho qualcosa che sento dentro, che esplode, devo scrivere.

Non sarebbe più semplice parlare? 

Vabbè, io sono fatta strana, ma sai pure questo.

Tanto lo so che se in questo momento fossi fisicamente presente avresti già iniziato con le tue frasi di “incoraggiamento” che odio da morire perché mi fanno l’effetto opposto, ed io avrei già iniziato con le minacce, e niente, rido solo a pensarci.

Non voglio che tu ti senta il mio sacco da boxe sul quale scarico tutto, non la vedere così, vedila nella maniera più pulita possibile, vedi piuttosto quanta fiducia ho nei tuoi confronti per riuscire a scrivere anche le cazzate più assurde che mi passano per la testa senza dovermi poi vergognare che tu le legga.

Con questo non voglio dire che devi farti andare bene tutto, odio le persone accondiscendenti a prescindere, dico solo che dal non parlare affatto sono passata allo scrivere e mi fa piacere aver trovato questa specie di “equilibrio” nel quale tu sei tipo il cantastorie.

Scherzi a parte, sai che non voglio farti pesare nulla, però se inizio a pensare poi non smetto più, ma con questo non dico che io stia pensando a cose brutte. Sono pensieri misti, ma sappi che in quelli belli ci sei tu.

Mi piace pensare a quanto siamo diversi, ma allo stesso tempo a come riusciamo ad incastrarci, come un puzzle, che all’inizio sembra impossibile da mettere insieme, ma poi, pezzo dopo pezzo prende forma e ne esce un’immagine bellissima, tra colori e sfumature.

Che poi io non ci credo neanche più alle cose che sono o solo bianche o solo nere, ho capito che servono ste sfumature, che sono quelle che fanno tutto.

Pensa ad un foglio bianco, è solo bianco, no?

Che ti trasmette?

Credo nulla.

Ma pensa se su quello stesso foglio ci trovi un disegno, oppure una scritta, come sto facendo io, quante cose ti arrivano? 

Così vale per me e per te. 

Se io sono nero e tu sei bianco, come possiamo stare insieme se io non sono disposta a diventare bianco e tu non sei disposto a diventare nero?

Potrebbe essere difficile, potremo salutarci ed amici come prima, ma no, se metti insieme il bianco ed il nero viene fuori il grigio, ed ecco qua che la sfumatura l’hai fatta, ed ecco qua che non è più io e te, ma è noi e non sai quanto mi entusiasti questa cosa.

Vabbè, oggi era la giornata delle sfumature, mi hai chiamato e mi hai anche interrotto perciò ho perso il filo.

Lo so che sta volta è stata più tragica delle altre, almeno l’altra volta ti ho parlato di noi con la rappresentazione del blues che si scontra con il rap, sta volta sono le sfumature che non c’entrano un cazzo, però c’entrano sempre.

Spero che tu capisca, come sempre.

-G.

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

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Discussioni

    1. Grazie molte.
      Come ho già detto scrivo di getto, senza neanche pensarci troppo ed è bello che qualcuno apprezzi.

    1. Tendo a scrivere di getto, senza pensare troppo alle parole che uso, questo è quello che ne viene fuori e apprezzo molto che arrivi anche ad altre persone.
      Grazie mille!