3 marzo 26 – Ventotto – parte 1

Serie: Il martedì mi lagno


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Già sapet

Mi chiamo Ruggiero. Sì.

Il mio nome è Ruggiero.

Chiamatemi Ruggiero. Eh sì… sembro un coglione uscito da un film. Che devo fare, tipo James Bond, ma al contrario, e ribadire il nome col cognome? Che palle volevo rendere serio ed epico il momento in cui mi sarei per bene presentato a tutti. Vedete? La mia mania, il mio perfezionismo, il mio fare bene. Mi alzo le aspettative da solo, fallisco, e poi non so che farci.

Potrei riscriverlo? CERTO! Ma devo cercare di mantenere il flusso dei pensieri, l’autenticità, così come viene (almeno quanto più possibile). Non posso trasformare l’esercizio in un vero e proprio diario, sennò perde di senso. Credo? Non so. AH che palle!

Dio mio. Comunque sì, sono Ruggiero. E questa settimana è stata vuota e allo stesso tempo piena, e non so come sia possibile. Inoltre sono felice, ho l’umore speranzoso, anche se non sembra forse, ma perché vengo da giorni assurdi.

Iniziamo dalla prima cosa che avrete sicuramente notato: il mio account sulla piattaforma. 

Rob è in “vacanza letteraria” (ovvero sta un po’ in crisi con la scrittura). Forse – è una mia teoria – ci è rimasto un po’ male che le vendite del suo Siamo Pazzi siano così lente. Però che si aspettava, il Nobel al primo romanzo? Rob… se leggi non è che ti vengo contro, ne abbiamo anche parlato. Forse non dovevo scriverlo. Scusami, a volte escono cose che forse non dovrebbero uscire. Ma poi l’esercizio perde di efficacia se mi trattengo… che casino! Che poi Rob è perfettino più di me a volte: sta ancora rileggendo il libro che ha pubblicato un anno e passa fa, e si annota tutte le cose da sistemare per una seconda edizione! (Comunque ve lo consiglio Siamo Pazzi. Sì, divaga un po’ troppo – anche questo te l’ho detto -, ma è divertente e interessante).

Ad ogni modo, vista la sua “vacanza”, e siccome ormai mi seguite tutti quanti qui, giustamente, stesso lui mi ha proposto di prendere questo account (tanto non ha altre storie all’attivo ora), per farsene poi uno nuovo quando finalmente si sarà ripreso. Cioè quando tornerà in attività. Povero. Lo capisco.

Quindi ecco che, siccome voglio aprirmi ancora di più con voi; siccome voglio sentirmi in controllo di qualcosa; visto che mi siete vicini e mi date supporto e idee; e siccome più riesco ad essere trasparente con voi e meglio riesco a vedermi io, come in uno specchio (o con lo psicologo); ecco, per tutti questi motivi finalmente voglio uscire un po’ più allo scoperto. E poi perché nascondermi? I miei tanto non mi leggono, e neanche Lei o gli altri… credo. Vabbè mi espongo ma non troppo dai. Tanto non faccio nomi d’altri. E ora almeno sapete il mio. Ora almeno sapete che non mi chiamo “Martedì” o “Corrado”! (Scherzo!)

Inoltre questo è stato (insieme ad un libro che ha consigliato di leggere perché mi può aiutare: Il giovane Holden) il mio regalo di compleanno da parte di Rob. Perché sì, il 26 scorso è stato il mio compleanno.

Ed è stato uno dei peggiori della mia vita.

Ecco che ora mi eclisso di nuovo… Non vorrei cambiare umore di nuovo oggi, ma voglio parlarvene, e per farlo dovrò vivermi ricordi che mi faranno comunque cambiare umore.

Allora. Questa settimana non sono stato bene. Cioè non solo mentalmente (che novità, eh?) Diciamo che ho avuto un po’ di problemi fisici. Nulla di grave. Cioè, ci sono abituato. Vivrò ancora, ok? Però per un momento ho creduto che, tra gioie e dolori, questo martedì saltasse. Non so quale forza mi sta facendo mettere qui a scrivere, tra l’altro alle tre e cinque minuti di notte. Forse non sto scrivendo per nessuno, manco per voi, ma solo per dovere di cronaca, quasi per non dimenticare. Oddio, quindi alla fine forse sto scrivendo effettivamente per me? Vabbè, non ci sto capendo niente. Il fatto è che in realtà ho avuto anche problemi con i miei, ecco perché anche mentali.

Che è successo? Ecco, vi ho detto che giovedì ho compiuto ventotto anni, quindi sono entrato nei ventinove. Tra poco meno di un anno entro nei trenta. Già solo questo fa ansia a una persona normale con un vissuto normale. A me terrorizza. Ma comunque, a quasi trent’anni – sarà per i miei problemi ecco – i miei mi stanno col fiato sul collo più di quando ero bambino. E non lo sopportavo già allora. Ripeto: sto sotto i trenta. In particolare sono intolleranti sul fatto che torno tardi la sera. Se non sto a casa non riescono a dormire. Bah. In realtà penso che questa preoccupazione sia comune come cosa, ma non in maniera così ossessiva come a loro. Credetemi. Insomma, io sto cercando di superare il fatto di non essere più un adolescente da anni, ma loro proprio non ci riescono mi sa.

Ah, anche quel lavoro di cui vi parlai settimana scorsa. Siccome lo psicologo mi ha fatto uscire dal letto (grazie Gino!), ho potuto trovare un accordo in una pizzeria in zona. Un amico che lavora là mi ha messo in contatto con loro, e qualche giorno fa ho ufficializzato la cosa. Nulla di che, faccio un ruolo secondario (o meglio, credo sia anche molto utile, ma per dire, manco il pizzaiolo posso fare, solo qualcosa di marginale), ovvero il passista. Praticamente completo le guarnizioni delle pizze appena sfornate dal mio amico e dal suo capo. Per dirlo poeticamente (anche se di poetico non c’è nulla), sono il Caronte della pizzeria, e traghetto le pizze, appena arrivate sul bancone attraversando le fiamme, al loro triste destino. Ho letto la Divina Commedia? No. Mi rende più figo e colto citare roba a caso? No, solo più coglione. Se mi leggesse mio fratello… Ma inconsciamente vorrei fosse vero. Sentirmi qualcosa di diverso da ciò che sono intendo. Ecco qua, così si sfonda la porta della depressione che con fatica Gino aveva socchiuso per un po’! Bravo Ruggiero.

Continua...

Serie: Il martedì mi lagno


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Discussioni

  1. Non credo di aver capito tutto per filo e pet segno, peró mi hai lasciato, comunque, un gusto piacevole, fresco, dolce e light. Il tono scanzonato che sdrammatizza le pene famigliari ed esistenziali, mi conquista ogni volta.

    1. Scrivere alle tre di notte forse non è il massimo! Però forse è questa la differenza tra una storia di fantasia e un blog. Almeno so che ho mantenuto il flusso caotico dei pensieri 😂😂 se questo genera ilarità ancora meglio!

  2. Anche per me è stata una sorpresa. Quando ho associato Ruggero al titolo del tuo lavoro, ho capito chi eri. Perché, in un certo senso anche questo è un lavoro. Ogni martedì pubblichi qualcosa che ci trasmette una parte di te, e con il tempo potrebbe trasformarsi in qualcosa di più concreto. Ci metterei la firma per ritornare ai trent’anni. Non vederli come un traguardo ma come un prossimo inizio.😉

    1. Non ci ho mai pensato, cioè a vedere questo blog come “lavoro”. Ad ogni modo non sono uno scrittore, per questo non ho proprio teorizzato la cosa ahahah. Scrivo perché è l’esercizio dello psicologo, diciamo quindi una necessità. Comunque sì, cercherò di guardare a questa nuova tappa della vita come un nuovo punto di partenza. Oramai sono abituato a nuovi punti di partenza!

  3. Ho dato anche io la colpa all’età, quando ho visto la notifica della pubblicazione e ho passato tipo 5 minuti a chiedermi: ma io quando ho iniziato a seguire Ruggiero Bartolo? Poi ho aperto, e ho capito. E sai cosa anche ho capito? Che è vero, avvicinarsi ai trenta è impresa dura, molto pou dei quaranta (per quell’ora sarai già acciaccato e carente di memoria e tutto sarà poco lucido e piu nebuloso, sarà meno dura da accettare, fidati🤭)
    I trent’anni sono tosti, devi decidere chi sei, e inizi a diventare quello che sarai davvero…dubbio: non è che Rob ti ha passato la serie per farti compiere gli anni e invecchiare al posto suo?! È un trucchetto che usano, a volte. L’ho già visto fare da qualche parte…

    1. Mah chissà, considera che Rob è più giovane di me… e già ha pubblicato un libro. Lui dice sempre che non sa che fare della sua vita. Io rispetto a lui allora sto inguaiato. Decidere chi sono sarà il prossimo grande passo, spero. Però il confronto non mi fa bene, quindi, anche in questo caso, devo pensare a me!

  4. “Ora almeno sapete che non mi chiamo “Martedì” o “Corrado”! (Scherzo!)”😂 Questa è per me, ma purtroppo continuerò a sbagliare i nomi. È un mio difetto: forse dipende dall’età, che è meglio non dire, ma se può farti chiudere la porta della depressione o altro, posso anche scriverla tipo insegna sul teatro Ariston di Sanremo! Alla prossima Ruggiero.

      1. ahahaha no ho scherzato sul fatto che in un commento mi chiamarono Corrado. Fu molto divertente. Io sono Ruggiero, oramai Rob mi ha lasciato il suo account. Cioè siamo persone diverse, è andata come ho raccontato nell’episodio del blog