Primo Livello – Psichiatria
Ep. 1 della Serie: Io,Lei,L'Altra - Nella Nostra Mente
Non ricordava di aver camminato fino a lì. Eppure c’era. Il corridoio si stendeva davanti a lei come un limbo: lungo, innaturale. Somigliava a quelli…
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Non ricordava di aver camminato fino a lì. Eppure c’era. Il corridoio si stendeva davanti a lei come un limbo: lungo, innaturale. Somigliava a quelli…
Mentre Dave, in mansarda, si contava i lividi, la Vauxhall Astra arrancava tra le pozzanghere di Woodhouse Lane. La pioggia si era fatta più forte.…
Avevo dimenticato quel senso di nausea senza essere riuscita a mangiare. E, invece, eccolo di nuovo. Stessa storia, personaggi diversi. Sembra uno dei topoi dell’epica…
Un vento ostile montò dal mare di Okhotsk, graffiando la terra come un artiglio di ghiaccio. Il professor Kranz fissava la distesa rosso cupo ai suoi piedi. La laguna, sgombrata delle ultime nevi di fine maggio, non brillava, non rifletteva: sembrava una grande pozza di metallo fuso, sanguigno, inintaccabile. Dietro l’uomo, il giovane Brenner prendeva appunti su di un taccuino. Ogni tanto s’interrompeva per scrutare la conca, come se temesse che una minaccia ne potesse scaturire. «È vero quel che dicono, professore?» chiese infine. «Che questo luogo è unico al mondo?» Kranz si volse con un sorriso abbozzato. «Sì. Tre isole e tre laghi, disposti l’uno nell’altra, come matrioske. Le chiamano isole ricorsive». Accennò un passo verso la riva, poi si chinò e indicò un punto sulla mappa spiegazzata. «Qui, a sud-est della Kamčatka: quest’isoletta a oriente della fossa delle Curili. Al centro ospita un lago, nel quale si erge un piccolo vulcano. Al suo interno, nella depressione allagata del cratere, sorge un ultimo lembo di terra da cui sgorga un modesto specchio d’acqua termale. Questo è il livello finale. Il sesto». Brenner fissò ancora la pozza oscura davanti a sé. «A volte la Natura è psicotica», Kranz alzò un dito, picchiettandoselo sulla tempia. «Alcuni di questi sistemi esistono anche in Canada e nelle Filippine. Ma nessuno con sei livelli. È un’anomalia topografica unica. Come se la Terra stesse cercando una propria essenzialità». Brenner guardò la superficie del lago. Era un tappeto denso e oleoso, che il vento non muoveva. «E questo? Come lo spiega?» Kranz s’inginocchiò, sfiorando il liquido con la punta del guanto. …
Casamance, 1982 Amadou si spolverò le mostrine, poi indossò i guanti a mezzedita. Ora, aveva per le mani il fucile e fece attenzione che tutti…
“Ma sta a vedere che viene anche a piovere” fu il pensiero che si fece strada nella mia testa in mezzo a tutti quelli che…
«Hey, Cassian.» Cercò di mascherare la curiosità con una calma studiata, consapevole di essere osservato dai presenti. «Lucian… so che è passato del tempo, ma…
Nei giorni seguenti, ogni volta che andavo in chiesa e incontravo Suor Lucia, le chiedevo il motivo di quell’invito, ma lei mi ripeteva che era…
Quando Leila trovò la forza per piangere, lo fece in silenzio e senza disturbare, esattamente come aveva vissuto. Chiuse gli scuri della cucina, si assicurò…
Il Green Lion lo accolse con un calore improvviso, un abbraccio denso di odori e suoni che gli fece rabbrividire le mani ancora fredde. Il…
«Guarda questo frammento di vetro». Alle parole del Maestro d’investigazione, Michelino si abbassò a osservare da vicino il frammento. «Sì, è un pezzo di bottiglia,…
A volte penso che nella vita tutto sia già scritto. Quando mi fermo a guardare ciò che ho vissuto — senza essere nel pieno del…
Battì stava salendo le scale della palazzina in cui viveva a Marsiglia. Sulle spalle portava il peso di una lunga giornata di lavoro e, in…
Osservò il suo riflesso nello specchio sudicio. Una crepa divideva obliquamente il vetro, facendo sembrare il suo volto un dipinto cubista. Quella pelle abbronzata solcata…
Mi sveglio c’è luce, ma non sembra mattina. Il sole filtra dalla finestra e illumina le pieghe del letto, come ogni giorno. Giulia dorme ancora…
Non fu come la discesa agli inferi di tanti anni prima. Allora erano i sotterranei di un castello, le segrete, le celle, le prigioni, nelle…
Dall’ultima lettera di Fabius P. agli Openiani. Carissimi, questi quattro versi rendono bene l’idea del momento particolare che stiamo vivendo, caratterizzato da dei cambiamenti allarmanti…
Bisognava pensare al pranzo. Marco aveva voglia di fare tutt’altro, o forse niente. Era in piedi, ancora in mutande e t-shirt, la sua tenuta notturna,…
Finita la messa, mi incamminai verso casa con la testa piena di domande e dubbi, come se la lettura del vangelo avesse sollevato più domande…
Il Collasso narrativo di San Velario è stato un fenomeno collettivo verificatosi tra il 17 e il 23 ottobre 1981 nell’ex comune italiano di San Velario (provincia di Potenza), durante il quale circa il 92% degli abitanti ha improvvisamente smesso di ricordare la trama delle proprie vite. Il fenomeno è considerato un caso unico di sospensione temporanea della coerenza autobiografica a livello comunitario. Contesto San Velario era un piccolo borgo medievale (circa 1.300 abitanti) aggrappato a una cresta di pietra chiara sopra il Serrapotamo. Il centro, caratterizzato da una forte coesione sociale e da tradizioni orali ben radicate, fu storicamente in balìa di un peculiare isolamento, generato da condizioni geografiche e linguistiche uniche (gli abitanti avevano sviluppato una vera e propria lingua indipendente, una derivazione dell’antico osco, estinto oltre 2000 anni fa). Molti studiosi ritengono che questi fattori abbiano contribuito fortemente all’insorgere del fenomeno. I fatti Il 17 ottobre 1981, durante il mercato settimanale, alcuni testimoni riferirono che la popolazione cominciò a “dimenticare” gli…
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