A spasso

Zainetto in spalla, le scarpe rotte, camminava sul ciglio della strada e aspettava che passare qualche automobile. Faceva l’autostop e voleva andare in città, ma era così lontana e lui era uno scroccone.

Aveva sempre fiducia in sé, Luciano. Era ottimista e quando vedeva che tutto andava male cercava di vedere il lato positivo della cosa.

I suoi genitori l’avevano cacciato di casa, e lui aveva pensato che fosse una buona cosa: aveva diciotto anni, doveva pur iniziare a essere indipendente.

Adesso camminava sul ciglio di quella strada, ma era una buona mezz’ora che non passava nessuno e intorno c’era l’oscurità.

Si fece coraggio. Al limite, avrebbe passato tutta la notte a camminare. Avrebbe fatto un po’ di ginnastica, quando era a casa dai genitori non faceva altro che mangiare patatine e giocare ai videogame.

Decise di contare le stelle mentre camminava, in attesa che passasse qualche automobile. Ne contò una, due, tre… quella era una buona cosa, stava facendo esercizio ed era determinato a non perdere il conto.

Rise, perché era felice. Era un ribelle, la vita era sua e decideva per sé.

Si sentì una macchina. Luciano si girò e vide arrivare un’automobile.

Interruppe il conteggio delle stelle e fece il segno dell’autostop. «Dai, dai, dai!».

Ma l’automobilista era una cattiva persona, non si fermò.

Il rumore dell’automobile scomparve e Luciano si disse: «A dove ero arrivato?».

Sospirò, si rese conto che doveva riprendere da capo. «E va bene. Tanto, ho tutta la notte per me». Rise per la felicità perché sì, era una vita scomoda, ma almeno poteva fare tutto quel che voleva.

Continuò a camminare e arrivò alla fine della strada. Per una volta si arrabbiò, perché non era arrivato in città ma la strada finiva nel nulla. Oltre, c’erano le stelle e il vuoto.

Quella era la strada nel cosmo, e intorno c’erano stelle, pianeti, comete e meteore.

Fece spallucce. Va bene, si era sbagliato, ma adesso avrebbe vissuto lo stesso e allo stesso modo. Si fece coraggio e tornò indietro. Rise al pensare che l’automobilista che aveva incrociato doveva essere precipitato nel vuoto.

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy, Sci-Fi

Discussioni

  1. Un bel racconto, ma perché il ragazzo provò piacere nel sapere dell’ automobilista caduto giù? Magari non era cattivo, e non si era fermato solo perché non si fidava degli sconosciuti.😀 Cmq per un attimo mi è sembrato di stare sul posto dove la strada finisce e ci sono solo le stelle e il vuoto.