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Serie: Wiccats.


Il centro della cittadina di Jayapura era immerso in un silenzio irreale, il cielo si stava avviando verso un’alba rosata, facendo sparire le stelle meno luminose.
L’incantesimo inedito, originale e mai utilizzato da alcuna strega nella lunga storia della magia, persisteva stoicamente: un’intera cittadina racchiusa in un enorme bozzolo invisibile, dove ogni essere vivente era stato spostato di poco, uno sfasamento dalla nostra realtà di appena due decimi di secondo in avanti, in un limbo vuoto e silenzioso.
Un’intera popolazione che appariva agli occhi di Ingrid come una massa inerte di spettri immobili, di animali fantasma grandi e piccoli, bloccati in un fermoimmagine dell’attimo prima che l’incantesimo venisse lanciato e dall’aspetto traslucido e iridescente: sembravano delle fragili sculture fatte di bolle di sapone con bordi appena accennati che variavano la loro colorazione liquidamente e, se si provava a toccarne uno, non si avvertiva assolutamente nulla, semplicemente non erano lì.

NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Un potente flusso di mana, costante e continuo, riesce a stimolare nervi che coinvolgono sensazioni alquanto piacevoli: il nervo dorsale, il nervo vago e quello ipogastrico vengono coinvolti pienamente, ma raramente le streghe interessate, perdono razionalità e controllo.

«Quanto mana ti è costato un simile incanto? Quanti gatti hai ucciso consumandoli fino a disseccarli?» Nella testa di Melanippe, lo stregone assunse la forma di una divinità manifesta.
«Ti amo.» pensò, ma non riusciva a capire se lo avesse detto davvero o lo avesse solo sognato, aveva comunque le ginocchia che facevano fatica a sostenere il suo stesso peso. Cercò di mantenere l’equilibrio piegandosi in avanti e puntando le mani sui quadricipiti, la testa era immersa in un maelstrom di sentimenti nuovi e allarmanti.
«No, tranquilla, non metterei mai a rischio un gatto… Mele? Ma stai bene?»

Davide stava cercando all’interno del proprio Libro un paio di incantesimi che avrebbero combinato l’interruzione del dislocamento dimensionale con una completa amnesia dell’intera giornata trascorsa, ma anche quella magia gli sarebbe costata una fortuna in quanto a energia necessaria.
Prima però serviva una ristrutturazione generale.

«Mele, attaccati a me e adopera il diagramma che ti trasmetterò direttamente in memoria. Quanto mana riesci a reggere?»
Lo stregone allungò il braccio sinistro alla strega già ebbra di tutte quelle novità emozionali che la stavano distraendo.
«Sono abituata a Otto, lui tira certe stecche di energia che non ti dico.» Ingrid sentiva che il cuore aveva accelerato il suo incedere non proprio regolare.
Stava fissando il braccio a cui si era appoggiata, ne avvertiva la solidità e la certezza che un giorno ne avrebbe richiesto la mano: più di trecento anni di vita vissuta nascosta, braccata, in solitudine e adesso non vedeva l’ora di prendere marito.
Strinse il bicipite del mago come se stesse avviandosi per una passeggiata romantica nel lungomare di una riviera illuminata dalla luna.
Era decisamente più basso o meglio, lei era parecchio più alta, ma per la prima volta nella sua intera esistenza non si sentiva respinta, rifiutata, odiata. Stava per chiudere gli occhi, gustandosi quel momento tanto squisito e inaspettato, quando avvertì il fluire di un mana forte e vibrante, scorrerle lungo la mano e il braccio: era avvolgente, era caldo, quasi un solletico elettrico.
Poi, di colpo, fu uno tsunami inarrestabile di puro calore e piacere. Melanippe venne presa alla sprovvista. Cercò di restare vigile e cosciente, ma l’ondata spazzò via la sua mente facendola sbattere su uno scoglio aguzzo di stimoli mai provati, mai neanche immaginati.
Nella sua testa si formò un complesso cerchio fatto di linee sinuose e simboli conosciuti.
Era l’incantesimo che doveva lanciare? Non le importava più di nulla, la cosa che le premeva di più era restare incollata al braccio, suggendo ogni goccia di quel getto di magia che fuoriusciva da una paratoia di un’enorme diga straripante.
Provò a seguire lo schema del suo amato signore tremando, con le palpebre che vibravano per tutti gli impulsi a cui era sottoposta, il diagramma iniziò ad illuminarsi dell’arancione di un tramonto feroce, ma la mente di Ingrid deviava e sbandava, l’ultimo simbolo accadico venne ricalcato con un dito mentale impazzito investito da una convulsione di mana tanto violenta quanto gradevole.
Un enorme cerchio fatto di gradazioni di rosso, carico di milioni di stelline dorate, s’irradiò dai piedi della strega Spaccaossa come l’esplosione di un enorme serbatoio di nitroglicerina colpito da un Sobrero sadico e sorridente,  investendo l’intera città, i boschi circostanti, arrivando fino in periferia, dove sorgeva la villa distrutta della strega nera.
Melanippe cadde a terra in preda a spasmi e contrazioni involontarie di muscoli di cui non ricordava neanche l’esistenza. Avrebbe voluto darsi un contegno, resistere, recitare la parte della maga tosta e incrollabile, immune ad ogni cosa, ma era stesa a pancia a terra con scosse improvvise che la invadevano e si insinuavano lungo tutta la sua statuaria struttura.

«Ottimo lavoro Mele. Un po’ strano, ma efficace. Come ti senti?» Davide indicò i palazzi che qualche secondo prima erano praticamente distrutti.
La strega si mise carponi, con ancora feroci brividi che le uncinavano la schiena e prendevano a spallate i pensieri coerenti.

«Che cosa… cosa cazzo mi hai fatto? Mi sembra di essere stata assalita da un branco di giaguari rabbiosi… Quanto mana riesci a convogliare? Come cazzo fai?»

La strega stava passandosi una mano sul mento e sul collo umidi di saliva.

«Tu sei la prima a cui faccio da catalizzatore, ho voluto sperimentare fin dove potevo spingermi, forse esagerando un po’… Ti ho fatto male?»

«Eh?» Mele si rimise in fretta in piedi, barcollando leggermente e con il viso ormai perennemente acceso per quella attrazione incontrollabile.

«Male? Non esiste parola più lontana da come mi sento adesso.»
La strega fece finta di spolverarsi, ma in realtà stava controllando se nella foga di quell’evento estremo non si fosse spostato qualche elemento del suo vestiario scoprendo zone che potevano metterla ancora di più in imbarazzo.
«Ora tocca a me.» Davide chiuse gli occhi, visualizzò il cerchio nuovo, il risultato della fusione di tre incantesimi, combinandoli e creando una magia originale e unica, ma che gli consentiva di risolvere più problemi in una volta sola.
Ingrid gli stava accanto, non percepiva i colori degli incantesimi e del mana, ma i suoi piedi si stavano scaldando e aveva la netta sensazione che qualcosa di elettrico stesse confluendo in grandissima quantità all’interno del corpo del suo sposo inconsapevole.

Continua...

Serie: Wiccats.


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Young Adult

Discussioni

  1. Una versione fantasy del racconto vibrante di scosse erotiche in cui abbiamo provato a cimentarci con molte varianti, contribuisce in modo decisamente originale, ad ampliare il cerchio delle innumerevoli forme narrative. Bravo Emi, super fantastico. Un abbraccio.😘

    1. Ah! Ciao Emme! ♥ 🤗 ♥ Come scrivevo a Giuseppe, ero indeciso se pubblicare o meno questa scena con una strega molto peculiare dal punto di vista estetico, che si rende conto di aspetti che lei non aveva messo in conto e che ha sempre considerato come fragilità. Per di più causate da qualcuno che lei ha cominciato a considerare come effettivo compagno di vita, ovviamente a insaputa dell'”oggetto” del suo desiderio. Però sono contento della vostra reazione positiva. È anche per questo che vi voglio un gran bene. Grazie per aver letto! ♥

  2. Grande Emi! A parte il momentaneo pareggio, che comunque mi rincuora, ma che bella pagina hai scritto? La tua è poesia, latte con miele, cappuccino e brioche, torta di mele e vin santo! Un abbraccio!

    1. Ma dai Giuseppe!🤣 Grazie mille. Figurati che fino all’ultimo ero in dubbio se pubblicare o meno questo episodio un pochino “spicy”, ma poi non ho saputo resistere alla tentazione. Comunque sono contento che ti sia piaciuto tanto da paragonarlo alle cose che adoro, prima fra tutte cappuccino e brioche, ma anche per i vini liquorosi devo ammettere che ho un debole.

  3. A parte il mio scherzo sciocco, ho letto davvero con piacere e curiosità come si ‘svolgono’ certe dinamiche ad altre ‘latitudini’.
    La tua scrittura, sempre pulita e cristallina, dà quel tocco in più a questa bella storia che io vedo già su carta. Abbellita dai tuoi splendidi ‘disegnini’ (come li chiami tu)
    Un abbraccio Emi 🙂

    1. Aw! Cristiana ❤️sapessi quanto mi piace immaginare come potrebbe venire una versione deluxe di un mio racconto… copertina rigida con logo e titolo dorati, una sovracoperta prismatica coloratissima e… lo so, lo so: sono un bimbetto sognatore, che sorride felice fantasticando assurdità.
      E grazie mille per aver letto della povera Mele colpita da un inaspettato passaggio di una esagerata dose di energia magica. 😀

    1. Ma questa parte l’ho scritta mesi fa! Quando ieri ho letto il tuo racconto ho proprio pensato alla strana coincidenza dei temi trattati e la cosa mi ha divertito un sacco. Fatta! D’ora in poi dobbiamo inaugurare una sezione “spicy” su EO. 😀

    1. Kenji! ♥ Ti ringrazio sempre per aver continuato a leggere delle mie streghe muscolose, “gatte mannare” e stregoni di terracotta.
      Sto avviandomi ormai al finale che non è grande o particolarmente spettacolare, ma lascia ampio spazio a una serie di domande carine che dovrebbero dare il via ad un nuovo racconto. 😀