Affogando i pensieri

Si spogliò molto velocemente immergendosi nella vasca da bagno, l’acqua era caldissima proprio come piaceva a lei. Fuori i colori di un tramonto illuminavano la stanza, lo specchio si appannava mentre la nebbia saliva nel suo cuore. Era una sera di inizio autunno, quella stagione le faceva venire le lacrime agli occhi. Non c’era periodo dell’anno più adatto per sentire ancora più profondamente la mancanza di qualcuno. Affogava pensieri nell’ acqua tracciando i contorni di un tatuaggio che aveva sul braccio. Solo un paio di disegni sul corpo erano tutto quello che le era rimasto. Cristina continuava a non capire. Uscì frettolosamente dalla vasca mettendosi l’accappatoio alla velocità della luce, il suo corpo nudo riflesso allo specchio non le piaceva…le costole si contavano alla perfezione, ormai era diventata troppo magra. ”Cosa mi hai fatto?” pensava. Le persone ci possono fare terribilmente male, magari senza volerlo, e la mancanza di comprensione può portarci all’auto distruzione. Questo, era tutto ciò che Cristina aveva capito in sei anni. Tutto quel tempo passato a cercare di comprendere senza mai riuscirci davvero, le sembrava il maleficio di una strega cattiva ma la vita non è una favola, non ci sarebbe stato il Principe in sella al suo cavallo bianco a salvarla perché ognuno si salva da sé . Cristina ne era consapevole ma riuscire a metterlo in pratica era tutt’altra cosa. Si era fatto tardi, il sole con i suoi raggi giallo-arancio aveva salutato la fine di quella giornata con l’ultima esplosione di bellezza, colorandosi di un rosso accesso e promettendo che sarebbe tornato anche il giorno seguente. Sì, perché lui ci sarebbe stato comunque… anche dietro le nuvole. Con le lacrime agli occhi e il cuore colmo di malinconia Cristina dette un’occhiata all’orologio, erano le 19:19 quei ”Numeri Maestri” accesero un tenero sorriso nella sua anima.

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