
Alito sul collo
Serie: Nero Dharma
- Episodio 1: Aristocrazia criminale
- Episodio 2: Dharma in gabbia
- Episodio 3: Il fiore del crimine
- Episodio 4: In morte dello sbirro
- Episodio 5: Porno-Dharma
- Episodio 6: Ti insegno come fare la lupara bianca
- Episodio 7: Alito sul collo
- Episodio 8: La piovra
- Episodio 9: Guerra, faida
- Episodio 10: Il nuovo capo di Dharma
STAGIONE 1
Camminava per strada, guardava le ragazze che passeggiavano e cercava di indovinare cosa indossassero sotto i vestiti. Anche le modelle delle riviste e dei cartelloni pubblicitari. Forse avrebbe comperato il calendario dell’ultima starlette.
All’improvviso si rese conto di una sensazione.
«Possibile che io sia seguito?» si disse a mezza voce.
Adriano Prosperi, bravo ragazzo, qualcuno lo stava seguendo. Si era accorto di una pesantezza sul cervello e gli occhi saettavano in cerca di una risposta. In effetti qualcuno lo stava seguendo: un tizio con la faccia da sbirro non lo guardava mai, eppure Adriano aveva visto che gli stava dietro da mezz’ora.
L’uomo che aveva puntato andò via, lo sostituì un altro. Gli occhi cambiavano, la lepre no.
Adriano si strinse nelle spalle ed entrò in un negozio di cinesi. Per cinque euro comperò un telefonino usa e getta e se ne andò dopo essersi chiesto se quel negozio era stato ripassato dagli estorsori di Dharma. Lasciò perdere e sentendosi sicuro che nessuno lo poteva ascoltare fece uno squillo.
«Chi è?» seguì un’imprecazione.
«Ohi, sono io, Adriano».
«Hai cambiato numero?».
«No. Sospetto che mi seguano e se uso il mio smartphone mi ascoltano».
«Chi ti segue?».
«Sbirri» rispose con un filo di voce.
«Immagino che sia normale. Anche a me succede».
«Sì, ma abbiamo eliminato quelle informatrici».
«Dimenticale».
Come per ironia della sorte, Adriano vide dei volantini che denunciavano la scomparsa di Porsche e Ferrari affissi su una colonna del porticato lì davanti. Oltre i tatuaggi, il trucco, i capelli tinti e il seno rifatto, erano delle ragazze qualunque, con delle famiglie preoccupate per loro e pure dei nomi veri, non i nomi d’arte: Porsche era Laura Manghi mentre Ferrari era Roberta Ferrari. Scacciò quei pensieri inutili.
«Li semino e torno in albergo».
«Fa’ in fretta» disse con voce smozzicata. «Farai rapporto al signor Vitale».
«Intesi. E occhio, che magari intercettano pure te».
«Quante paranoie» rise.
Adriano pensò che Francesco fosse un tipo molto superficiale. Lo ignorò.
Ora, qualunque cosa avesse fatto, gli sbirri l’avrebbero saputo.
Si fece coraggio. Cercò di seminarli… “E che vadano all’inferno”.
Tornò in albergo, era sicuro che nessuno più lo seguiva.
Entrò e Marcello lo accolse con un’espressione ironica. «Fra poco agiamo».
«Sempre che gli sbirri non lo sappiano» osservò Adriano.
Il collega fece un altro tipo di espressione: sarcastica.
«Francesco non ti ha detto nulla?» continuò Adriano.
Sbuffò. «Ti preoccupi troppo».
“Forse Marcello ha ragione” pensò Adriano. Presto avrebbero agito.
Serie: Nero Dharma
- Episodio 1: Aristocrazia criminale
- Episodio 2: Dharma in gabbia
- Episodio 3: Il fiore del crimine
- Episodio 4: In morte dello sbirro
- Episodio 5: Porno-Dharma
- Episodio 6: Ti insegno come fare la lupara bianca
- Episodio 7: Alito sul collo
- Episodio 8: La piovra
- Episodio 9: Guerra, faida
- Episodio 10: Il nuovo capo di Dharma
… stai sereno, Adriano …
Bravo Kenji, la tensione resta alta.
Grazie Giancarlo! Domani vedrai come prosegue la storia. Prima di Natale avrò concluso la pubblicazione!