
Alle corde
Serie: Ritrovarsi
- Episodio 1: Anni dopo
- Episodio 2: Delusione amorosa
- Episodio 3: Alle corde
- Episodio 4: L’esilio
- Episodio 5: Ritrovare un amico
- Episodio 6: La teoria dello schianto controllato
- Episodio 7: Più forti insieme
- Episodio 8: Un incontro importante
- Episodio 9: Attraversare una soglia
- Episodio 10: Un nuovo inizio
- Episodio 1: Lo Splendido
- Episodio 2: Nuove conoscenze
- Episodio 3: Un invito
- Episodio 4: Un nuovo amore
- Episodio 5: I giorni grandi
- Episodio 6: Il giorno grande
STAGIONE 1
STAGIONE 2
I giorni successivi furono i peggiori della mia vita, mi sembrava di essere caduto anch’io nel buco nero che aveva inghiottito tutta la realtà che mi era sembrata così solida e stabile per tanti anni da non poter credere che potesse mutare così rapidamente fino a dissolversi. Non riuscivo a parlare coi miei, non riuscivo ad uscire, non riuscivo ad andare all’Università per lavorare alla tesi, non riuscivo quasi a mangiare. L’unica cosa che facevo era stare per ore disteso sul letto a pensare alla rottura della storia con Simona: lì mi arrivavano nella mente come rasoiate immagini del suo tradimento.
In ogni momento del giorno potevo sentire fortissimo e insopportabile un vuoto cupo e freddo che mi pulsava nel petto, come se mi avessero strappato una parte di me che era cresciuta in tutti gli anni trascorsi insieme a Simona.
Dopo almeno una settimana cominciai a uscire solo perché i vecchi amici che erano venuti a trovarmi avevano insistito perché mi scuotessi. Parlare con loro mi faceva stare meglio, ma continuavo ad avvilupparmi nella mia storia con Simona ed era difficile per gli altri starmi vicino. Ogni volta che uscivo venivo assalito da decine di particolari che mi rimandavano a qualche ricordo o immagine della mia vita con lei che ogni volta mi ributtavano nel pozzo cupo e disperato da cui avevo cercato di uscire.
Durante il nostro ultimo incontro io ero stato preso da un violento scatto di rabbia ed ero andato via bruscamente, prendendo di corsa la porta e poi le scale, e da quel momento non ci eravamo più veduti ne sentiti. Per questo quando più di una settimana dopo ricevetti una sua lettera ebbi un balzo al cuore pensando che potesse essere un suo tentativo di provare riallacciare i fili sfibrati del nostro rapporto. Ma poi pensai a quanto in quel momento un’alternativa del genere mi sembrasse irreale, come una sagoma di una nave quasi impercettibile sulla linea dell’orizzonte.
Federico,
ti scrivo perché l’ultima volta che ci siamo visti, sei andato via così infuriato che non ho avuto modo di spiegare perché è accaduto il mio tradimento.
Ti dico subito che non sono fiera di me stessa per aver ceduto alle avances di Guido, ma dato che credo che normalmente non mi sarebbe mai successo, sono arrivata alla conclusione che la colpa non sia solo mia, ma che sia stata piuttosto la conseguenza inevitabile del nostro rapporto.
Per tanti anni ti ho detto di quanto mi rendeva scontenta il fatto che tu non mi dedicassi abbastanza attenzioni, ma che avessi bisogno di appassionarti a così tante cose, al tennis, alla bici, agli amici, al cane, alla montagna, ai libri. Tante volte ti ho detto che mi sembrava di occupare uno spazio interstiziale nella tua vita e di non esserne al centro, come dovrebbe essere in un rapporto d’amore. In innumerevoli occasioni mi sono lamentata dicendoti che pensavo che se avevi bisogno di tutte queste cose, voleva dire che io non ti bastavo.
Per cui, se sono arrivata ad avere una relazione con un altro, poco prima del matrimonio che stavamo preparando è solo perché la scontentezza, l’estrema insoddisfazione di essere rimasta per tanto tempo nell’ombra, il rifiuto di sentirmi scontata hanno raggiunto una tale intensità da darmi tutto il coraggio e la forza di allontanarmi da te, cosa che da molto tempo a questa parte ho inconsapevolmente cercato e senza i quali ho protratto oltre misura quella che per me è stata una vera e propria agonia. Una delle poche cose che mi hai detto l’altro giorno è che questa nostra crisi ti ha colto di sorpresa.. Ma questo è accaduto solo ed esclusivamente perché non ti sei voluto lasciar coinvolgere e hai ignorato i segnali che indicavano in modo chiaro che si stava preparando da tempo una crisi definitiva.
Nel tuo estremo egoismo hai pensato che una situazione piatta basata su atteggiamenti abitudinari fosse il massimo auspicabile per noi. Ma in tutta questa bella e comoda filosofia di vita, io che ruolo ho ricoperto? Quello di tappare i buchi? Di riempire il tempo che lo studio, la palestra, il tennis, il cane e le passeggiate con i tuoi amici lasciavano libero?
Mi hai spesso detto che dopo tante discussioni fra noi, negli ultimi anni eri un po’cambiato, ma non lo hai fatto dedicandomi più tempo e più attenzioni, ma hai solo cercato di coinvolgermi maggiormente nei tuoi interessi. Questo all’inizio mi divertiva, ma poi dato il tuo ritmo instancabile mi sono ridotta a svegliarmi la domenica mattina pensando con ansia “Oddio oggi c’è il sole, mi toccherà andare a fare un’escursione, oppure in bicicletta, oppure a passeggiare coi cani…”.
Tutto questo sicuramente mi fa tristezza, perché è difficile pensare di essere diventati degli estranei, dopo tutto quello che abbiamo condiviso, ma sarebbe stato molto più doloroso fingere di essere ancora legati quando invece ormai non era più vero.
Col tempo sono sicura che ti renderai conto che è stata la cosa migliore per tutti e due.
Simona
Quando finii di leggere la lettera mi sentii soffocare per le parole di Simona, così piene di rabbia e astio, come se fossero un gas velenoso che mi assaliva il naso e la gola e poi scendeva bruciando nei polmoni.
Mi sembrava sleale essere biasimato in quel modo dopo i tanti mesi di umiliazioni, bugie e sotterfugi. Mi sembrava di essere andato avanti per anni in distorsioni della realtà invece di comprendere l’inutilità dei miei tentativi disperati di trovare un bilancio precario fra le nostre esigenze così diverse. Mi sembrava di avere sprecato tutta la mia curiosità, tutta la mia passione, tutto il mio entusiasmo ora che capivo quanto lei odiasse tutto ciò che amavo e quanto detestasse la mia voglia di condividere queste tante passioni con lei. Mi sembrava di essere terribilmente stanco di sentirmi sempre in colpa per ciò che mi rendeva felice, di essere infinitamente esausto di dover continuamente cercare di far funzionare la nostra relazione. Mi sembrava di essere circondato dai ruderi di una città devastata da una calamità naturale e di non avere più risorse e alcuna motivazione per provare a riscostruire qualcosa.
Mi sentivo come un pugile alle corde, senza speranze, senza vie di fuga, senza forze residue, ma quando fui sul punto di andare al tappeto mi giunse un aiuto da un angolo inaspettato.
Una mattina di fine gennaio ero steso come sempre sul letto quando sentii suonare il telefono e dopo poco mi chiamarono dicendo che la chiamata era per me. Mi alzai e andai a rispondere senza voglia di parlare con nessuno e ripetere il racconto di quanto mi era accaduto.
“Fede?”
Risposi “Carlo!”, senza la minima esitazione, anche se non lo vedevo e non lo sentivo da più di due anni.
“Mi ha chiamato Andrea, mi ha detto di te e Simona” disse lui e poi aggiunse “Un bruttissimo colpo! Come stai ora?”
“Male, Carlo, non riesco a scuotermi…, tutti i pensieri continuano ad andare su di lei e sulla nostra rottura.”
“Ti capisco, stavate insieme da un’eternità, penso sia impossibile abituarsi in pochi giorni a una rottura come questa”.
“Si, è proprio così”, risposi io.
E mi sembrava di stare già meglio parlando con lui.
Fece una pausa, come se stesse pensando a qualcosa e poi disse “È un’eresia non essersi sentiti per così tanto tempo e poi riparlarsi quando succede una cosa brutta. Non dovrebbe essere così.”
“È vero, ma è sempre stato difficile negli ultimi anni incastrare tutto, poi io ero anche vincolato da Simona…”
“Allora parti ora e vienimi a trovare, non c’è alcun impedimento adesso, poi sono sicuro che ti farebbe bene partire”.
In quel momento mi sembrò come se mi avessero lanciato un salvagente mentre stavo per affondare e mi ci aggrappai con tutte le forze.
Dissi: “Preparo una valigia e parto subito dopo pranzo.”
“Benissimo, ti aspetto allora!”, disse Carlo.
Serie: Ritrovarsi
- Episodio 1: Anni dopo
- Episodio 2: Delusione amorosa
- Episodio 3: Alle corde
- Episodio 4: L’esilio
- Episodio 5: Ritrovare un amico
- Episodio 6: La teoria dello schianto controllato
- Episodio 7: Più forti insieme
- Episodio 8: Un incontro importante
- Episodio 9: Attraversare una soglia
- Episodio 10: Un nuovo inizio
Guarda, questa Simona mi stava già antipatica, questa lettera mi ha solo fatto capire che è palesemente una stronza. Per fortuna ci sono gli amici. Bros before hoes
Mah, nei prossimi episodi verrà fuori che la situazione è come sempre più complessa di quello che può sembrare al protagonista in questo momento 😉
Che bello!