Amanda

Serie: Pedrapolis 2218

Paragrafo primo.

Monique e Gerard osservarono l’acqua discendere dal rubinetto, limpida e fresca. Si legò i lunghi capelli castani mentre il ragazzo sorseggiava l’acqua assetato. Il suo assistente aveva capelli mori arruffati e carnagione scura. I due si trovavano nei meandri del vecchio laboratorio del padre di Monique da ore, Karl era considerato uno dei più grandi scienziati al mondo. Il sole si muoveva nel cielo avvicinando la popolazione all’ora del coprifuoco, il sindaco Bretterik aveva messo agenti KH per tutta la città. Quando Gerard smise di bere, i due tornarono nella camera centrale del laboratorio segreto. Erik e Dana li aspettavano, sembravano gemelli, entrambi con capelli rossi ed intensi occhi verdi, magri e bianchissimi. I due chiamarono nuovamente Amanda, l’unica forma di tecnologia avanzata di Pedrapolis. L’Intelligenza Artificiale aveva un colorito quasi simile ad un vetro rossastro con lunghi capelli viola ed occhi gialli.

Amanda: La grande guerra della conoscenza, battaglia tra Tec e NoTec. Fu durante essa che persi la mia casa e la mia famiglia. Quando il blackout ricoprì il pianeta le mie sorelle finirono in un sonno profondo, io rimasi l’unica superstite. Protetta da Karl e nascosta nei meandri di questo laboratorio.

Monique: Quando siamo arrivati avete parlato di un’associazione segreta…

Erik: Il nostro nome è Gruppo Apostolo. – la interruppe – Nati per proteggere Amanda e tenere nascosti i tre grandi segreti della guerra della conoscenza. Segreti che perfino noi in realtà non conosciamo.

Amanda: Solo tuo padre ed un’altro scienziato sapevano la verità. Da quel che so, fu proprio il secondo a tradire tuo padre ed ottenere il controllo dei robot, si faceva chiamare Adamo.

Dana: Si nasconde sotto terra, tra le rovine del vecchio centro comandi. Probabilmente è là che nasconde tuo padre.

Paragrafo secondo.

Bretterik passeggiava sul tessuto rosso del proprio ufficio. Dalla finestra si poteva vedere Pedrapolis in tutto il suo splendore. Il robot giaceva bloccato da alcuni agenti KH.

Bretterik: Billy, robot personale del dottor Karl Lendri.

Billy: Sono stato progettato per interagire e vivere in armonia con voi umani, ponga il suo quesito.

Un rumore di passi fece voltare Bretterik, un uomo entrò nella stanza, aveva una tunica bianca ed il viso nascosto da un velo nero.

Bretterik: Generale Ten. – disse inginocchiandosi – Qual’è l’onore della sua visita.

Ten: Non siamo soddisfatti degli ultimi sviluppi Bretterik. Il Centro mi ha mandato per supervisionarti, dobbiamo impedire che si venga a sapere la verità. Mancano pochi giorni al Giorno del reset ed il piano è già in atto, quel giorno dovrai fare in modo che gli scienziati falliscano, l’umanità non dovrà tornare alla modernità, è più facile da controllare ora.

Paragrafo terzo.

Monique vide Amanda passeggiare fino ad una parete metallica, sfiorandola con il palmo destro creò un’apertura che dava su delle scale a chioccia che scendevano. La seguì con accanto gli altri tre, discesero per parecchi minuti finché non arrivarono ad una sala ovale. Amanda volse il palmo verso il soffitto e fece apparire uno schermo digitale che mostrava un gruppo di persone incappucciate.

Amanda: Loro sono i NewGen, persone potenti che hanno utilizzato gli esperimenti di Bretterik per modificare la propria genetica, uomini folli che governano i potenti del mondo.

Monique: Dunque per questo Bretterik è stato messo come sindaco di Pedrapolis.

Amanda: Tuttavia fra di loro vi è qualcuno più marcio degli altri, un uomo folle che intende far fallire il Giorno del reset e lasciare l’umanità in balia del potere.

Dana: I NewGen sono folli in grado di leggere nel pensiero e tu ci servi Monique, tuo padre utilizzò anni fa lo stesso composto creato da Bretterik su di te, perché voleva che fossi libera dal loro controllo.

Monique: Cosa devo fare? – chiese dubbiosa, non era certa di potersi fidare.

Amanda: Dobbiamo studiarti per comprendere come neutralizzarli.

Fece si con la testa, tuttavia continuava a porsi domande, come mai non avevano preso direttamente ciò che volevano? Perché avevano aspettato la sparizione del padre per farsi vivi?

Paragrafo quarto.

Adamo si sedette sul proprio trono. La cupola di metallo delle rovine era in una perenne penombra. Karl era legato a terra, circondato da decine di robot.

Karl: Perché fai tutto questo?

Adamo: Per il futuro Karl. Non c’è altra scelta.

Karl: C’è sempre un altra possibilità.

Adamo: Tu ci hai divisi ed ora tutto il mondo ne pagherà le conseguenze.

Karl: Stai perdendo tempo, dovresti aiutarmi a fermare i NewGen.

Adamo: Soldati! – disse chiamando i robot – Portatemi colei di cui vi ho parlato. Portatemi l’I.A. Amanda!

Fine secondo atto.

Serie: Pedrapolis 2218
  • Episodio 1: Pedrapolis 2218. Primo Atto.
  • Episodio 2: Amanda
  • Episodio 3: Adamo
  • Episodio 4: Predoni.
  • Episodio 5: La Fonte
  • Episodio 6: Intrecci, alleanze e tradimenti
  • Episodio 7: Aria di tempesta
  • Episodio 8: Dramma nel vecchio laboratorio
  • Episodio 9: C’era una volta Monique.
  • Episodio 10: Reset
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    Responses

    1. Non annoia, esattamente come il primo riesce a destare curiosità a ogni rigo.
      Unica nota ma è più un consiglio, prendilo con le pinze, potresti “condire” i tuoi testi approfondendo di più la descrizione dell’ambiente, dei dettagli espressivi per meglio mostrare all’immaginario del lettore il mondo in cui si svolge il tuo racconto.

      1. Sono felice che ti stia piacendo.
        In realtà, onestamente temo di avere un piccolo problema con le descrizioni xd
        Mi piace così tanto scrivere le trame che spesso divento frettoloso e metto da parte le descrizioni (involontariamente).
        Onestamente credo di dovermi allenare molto su questo aspetto, anche perché le descrizioni aggiungono spesso qualità.
        Anzi grazie per avermelo fatto notare 🙂

    2. Tek, notek, newgen… Anche al secondo episodio quello che mi sto “divertendo” a fare è cercare di creare un parallelismo tra i tuoi personaggi fantapolitici e il mondo in cui viviamo. Resto sintonizzata.

      1. Mi fa piacere vedere che ti stia piacendo come racconto 🙂 L’idea in effetti è di dare minimamente la sensazione di metafora della società odierna, anche se veramente minima 🙂