Amore e vendetta

Serie: Helena Everblue

Finale di stagione

Il suo nome è Hugo, fiero abitante della zona bassa di Newcity. I suoi passi risuonano silenziosi nella notte, negli ultimi sprazzi di nero che precedono l’alba. Nella sua testa vorticano un turbinio di emozioni, quasi lo stordiscono. Helena la bambina. Helena la donna. Occhi cobalto che osservano, vedono oltre le vane corazze. Un’illusione, forse un sogno ingannevole. Avrebbe dovuto recarsi al banco del pesce, è questa la realtà anche se, a voler essere sinceri, dubita che pallidi merluzzi puzzolenti possano attirare l’attenzione di chicchessia, altro che pesci leggendari.

I primi raggi di sole sfiorano gli sbalzi del suo volto squadrato, le rughe sulla fronte sembrano onde disegnate dalla mano incerta di un fanciullo. Mugugna qualche parola tra sé e sé. Un velo di polvere si è depositato ovunque; sottile, impalpabile. Quasi invisibile. Per il momento, solo lui riesce a vederlo, ma presto anche tutti gli altri lo avrebbero fatto. Non oggi, e con ogni probabilità neppure domani. Un giorno.

Un piede segue l’altro: Hugo continua a camminare. Ansima, ma non per la stanchezza. Pensa a Lhara e pensa a Helena, gli unici bagliori nella monotonia di giorni vuoti. La prima è ormai spenta, e la seconda rischia di scivolargli dalle dita. Di una cosa però è certo: non lo avrebbe permesso. Avrebbe stretto le mani per tenerla con sé. Donna o bambina che sia le vuole bene, tutto il resto non conta.

Davanti a lui, avvolte nella rugiada amara del neonato mattino, due ombre indistinte, vicine eppure lontane. Hugo allunga le nerborute braccia, quasi le sfiora. In un istante svaniscono. Jade e Helena. La sua Helena, la sua dolce bambinella.

È una piccola, minuscola daga a fermarlo. Lo ferisce all’altezza del fianco destro. Saetta crudele. Penetra nella carne. Viene estratta, lasciando che una rosa cremisi si spanda sulla logora tuta da lavoro. Il corpo di Hugo diventa pesante, tanto che le gambe rifiutano di sostenerlo. Con un tonfo incontra l’impassibile terreno, la ghiaia gli graffia il viso. Il dolore lo sconquassa.

«Ma che diavolo…» Le parole che escono dalla sua bocca sono un impasto di sangue e bile.

Il proprietario della daga si piega sulle ginocchia; avvicina il volto a quello della sua vittima. Sorride con occhi vacui.

«Boss, era da un pezzo che non ci si vedeva.»

«Jonathan?! Che mi hai fatto?»

Jonathan Bull si alza aiutandosi con le mani. «Non temere, con la dose che ho utilizzato schiatterai in men che non si dica.»

«Veleno?! Tutto perché non ti ho permesso di prendere la bambinella?»

Il pallido sorriso di Jonathan svanisce. Con il dorso della mano, si asciuga un filo di moccio che gli penzola da una narice. Solleva le sopracciglia in un’espressione pensierosa. «Stai parlando di Helena? Suvvia boss, non fare quella faccia! Certo mi è dispiaciuto non infilzarla col mio bastone, ma non morirai per questo. Vuoi sapere il motivo?»

Le labbra di Hugo si muovono per riversare nell’aria parole confuse, slegate a qualsivoglia significato.

«Che hai detto, boss? Non capisco.»

Gli spasmi assaltano il corpo di Hugo, il rosso inietta l’iride.

«Mi sa che il tuo banco del pesce sarà costretto a chiudere. Chissà come ci resteranno male i tuoi clienti. Aspetta, tu non hai più clienti!»

Una risata demoniaca ferisce la falsa quiete. Alcuni pezzenti si rifugiano sotto i loro lerci giacigli. Chiudono gli occhi e tappano le orecchie; hanno già abbastanza problemi senza accollarsi quelli degli altri.

«P perché?»

«Che hai detto, boss?»

«Perché?»

La risata di Jonathan scema per tramutarsi in un rabbioso borbottio. «Perché?! Perché mi chiedi?» Un’infinità di goccioline di saliva imbrattano il volto di Hugo. «Lei era mia e tu me l’hai rubata.»

«Lhara.» La voce di Hugo non è che un sussurro.

«Proprio così, boss. Era MIA!» Accarezza il cavallo dei pantaloni. «Ma tu te ne sei fregato; l’hai presa per portarla in questo maledetto posto. Proprio qui dove i bambini muoiono.»

«Lhara» ripete Hugo. «Helena.» Le sue dita afferrano il nulla, stringono. «Avrei vouto vedee i mondo assime a voi…»

«Mi sa che non hai capito niente» ringhia Jonathan. «Sei tu il cattivo. Sei tu!»

L’ultimo soffio di vita abbandona il corpo del mercante. Gli organi interni, ormai ridotti in poltiglia, decretano l’eterna conclusione. L’ineluttabile fine.

Più tardi, qualche avventore si sarebbe presentato al banco del pesce, forse nella speranza di trovare qualcosa da mettere sotto i denti. Non avrebbe trovato niente; non cibo e neppure anime. Nella silente desolazione, solo un sottile, impalpabile strato di polvere.

****

Helena si lascia trascinare da Jade; mano nella mano le due femmine avanzano in direzione del porto. Varcano il cancello che delimita l’ingresso del mercato. Un vecchio contadino passa accanto a loro su un carretto trainato da un cavallo dall’aspetto tozzo, non le degna di uno sguardo.

«Questo posto è una vera sorpresa.» Le parole di Jade sono quasi un pensiero a voce alta. «Sembra che il tempo sia fermo a cinquanta anni fa. Che dico, cento anni fa!»

«Non fosse stato per la morte di quell’aristocratica, non mi avresti mai trovato. E adesso? Dove andremo adesso? Immagino che gli scagnozzi di mio padre non siano lontani.»

Dalle labbra della dama nera non giunge risposta e, dopo averla osservata in volto, Helena decide che è meglio non insistere.

Oltre la casa-magazzino del signor Cho, il mare esterno allunga le sue molteplici braccia. Sfiora le eleganti scarpe di un distinto signore che, con le dita raggrinzite, si sta massaggiando la lunga barba argentata.

Signor Hugo, ho paura. Mi aiuti. Signor Hugo!

«Padre» biascica Helena. I suoi meravigliosi occhi di tempesta si spalancano. Doloroso stupore.

Jade abbassa lo sguardo.

«Helena, figlia mia! Sei pronta per me? Sei pronta ad amarmi?»   

Serie: Helena Everblue
  • Episodio 1: La fanciulla senza nome 
  • Episodio 2: Pesci leggendari per clienti spocchiosi
  • Episodio 3: Un uomo buono
  • Episodio 4: Pietà per gli ultimi
  • Episodio 5: Il disagio numero uno 
  • Episodio 6: Nani scaltri e misteriose femmine
  • Episodio 7: La dama nera
  • Episodio 8: Legami indissolubili
  • Episodio 9: Sangue nobile
  • Episodio 10: Amore e vendetta
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    Commenti

    1. Giuseppe Gallato

      Un finale di stagione che si apre a uno sconfinato orizzonte di possibilità… e che fa gridare la mia mente “E adesso?!”. Non appena a inizio episodio ho letto “Il suo nome è Hugo”, ahimé ho compreso che per lui non sarebbe finita bene. La sua morte è stata descritta veramente bene, malinconica, crudele, a tratti quasi poetica. Bravissimo, sei sempre in grado di intrattenermi a dovere con la tua penna e, soprattutto, con le tue idee! 🙂

      1. Dario Pezzotti Post author

        Grazie Giuseppe! Ti eri scordato della presenza di Jonathan Bull, vero?😂 In effetti, dopo il primo episodio, ho evitato di parlarne. In un precedente commento avevo avvertito che nessun personaggio è messo così a casaccio…😊

    2. Daniele Parolisi

      Nooo, non può finire cosi. Maledetto! Ora come posso trattenere questa fame selvaggia di sapere?! Ti oooodio!
      Ps:Nel mio odio profondo ti faccio i complimenti per aver concluso (per adesso 😉 ) la serie in grande stile.

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Daniele. In un tuo precedente commento avevi previsto il destino del povero Hugo. Dopo la pausa estiva, via con la seconda stagione!😉

    3. Antonino Trovato

      Ciao Dario, è sempre un piacere per la mia mente leggere i tuoi racconti, questo è un degnissimo finale di stagione di una serie ben architettata, con vari colpi di scena, non ultimo la tragica fine di Hugo (sigh). A questo punto non ci resta che aspettare la prossima partenza verso nuovi folli capitoli, e chissà che fine farà Helena, tra le tue mani non è al sicuro, povera figliola!

      1. Dario Pezzotti Post author

        Hai proprio ragione, povera Helena!😂
        Il suo sarà un percorso lungo e pieno di insidie.

    4. Micol Fusca

      Ciao Dario, un finale che lascia porte spalancate al futuro. Come di consueto non hai paura a trattare temi “scomodi”, offrendoli al lettore con naturalezza. Sono dispiaciuta per Hugo, la morte non è mai dalla parte dei “buoni”. Non mi rimane che attendere le future avventure di Helena, sperando in una nuova fuga.

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ciao Micol, e grazie per il tuo graditissimo commento. In questa serie ho posto una serie di quesiti, sperando che il lettore si soffermi a riflettere. Come ho anticipato, nella seconda stagione tratterò il tema del viaggio. Abbiamo un intero mondo da esplorare!😉😊