Amore, non c’è campo

Serie: Dolci equivoci


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Tra un piano ed un anello Max e Mi vanno a convivere.

Max era andato in gioielleria a cercare l’Anello, quello con la A maiuscola per la sua dolce Mi.

Il commesso lo aveva portato in una sala sotterranea, vicina al caveau dove avrebbe potuto scegliere con più calma e tranquillità.

In realtà Max giunto nella saletta, aveva scelto subito, così, d’impulso, il gioiello che gli pareva brillare come gli occhi della sua bella. 

Ora avrebbe solo dovuto nasconderlo e trovare il momento perfetto per consegnarlo. 

Proprio mentre stava cercando di immaginare la scena, ricevette una chiamata da Mi: ”Ciao Max, mi raccomando ricordati maglie, coppa, ricetta e fruste” 

La voce era metallica, lui provò a dire: “Amore, non c’è campo, ti richiamo tra poco.” 

Cercando di memorizzare l’elenco delle parole e di dar loro un senso, d’un tratto si ricordò che nel pomeriggio avevano organizzato una rimpatriata in campagna, con degli amici d’infanzia di lui e Max aveva pensato di fare poi sul posto un torneo di calcetto.

Forse Mi voleva ricordarglielo, in effetti c’erano da fare un po’ di cose.

Una volta uscito dal negozio provò a richiamare, ma questa volta era il cellulare di Camilla a non essere raggiungibile. 

Per fortuna Max aveva comunque recepito il messaggio…o almeno così credeva.

Prima di rincasare passò quindi in un negozio per le magliette da calcetto e per il trofeo da dare al vincitore ed in farmacia, dove però non trovò nulla a nome di Mi …

Gli venne un dubbio, ma il cellulare di Mi non era ancora raggiungibile…  

Non riusciva a collocare le fruste tra le cose da procurarsi… 

Non sapeva cosa pensare…ormai era tardi e decise di andare a casa senza perdere tempo.

Mi si aspettava che Max ritirasse le loro maglie dalla lavanderia, come gli aveva detto anche il giorno prima, che comprasse la coppa dal macellaio per fare i panini per la giornata campestre e che gli chiedesse la ricetta di qualche golosità per fare colpo sugli amici. 

Quando vide arrivare Max con tutt’altro rimase perplessa, ma non riuscì a trattenere le risate quando lui gli disse di aver capito “fruste” e di aver immaginato una strana voglia di lei di un gioco erotico.

Mi rise quasi fino alle lacrime, prima di confessare che l’ultima parola pronunciata da lei era stata “paste” e non “fruste”, pensando a qualcosa di dolce per la merenda dei ragazzi. 

Di lì a poco arrivò l’ora della rimpatriata con gli amici e partirono alla volta dell’entroterra alla ricerca della località campestre conosciuta da Max.

Parcheggiarono la macchina e mentre Mi, entusiasta come sempre, faceva conoscenza con il gruppo e distribuiva le nuove maglie, Max  allungò il passo alla ricerca del campetto dove andava da bimbo.

“Non c’è campo” disse di nuovo, questa volta tra sé e sé e non per lo smartphone, ma perché al posto del vecchio terreno di gioco c’era una recinzione.

Sarebbe stato più appropriato dire: “Rete!” visto che, a ben vedere il campetto c’era ancora, ma era stato recintato.

Vedendo il sorriso dei suoi amici tramutarsi in broncio per l’imprevisto e notando che non passava anima viva, con aria circospetta provò ad armeggiare intorno alla rete. 

Non poteva permettere che le maglie di quella rete infrangessero il loro pomeriggio insieme all’aria aperta.

Facendosi promettere di non dire nulla a nessuno a riguardo, riuscì ad aprirsi un varco  ad entrare e a far entrare gli altri

Mi rimase fuori con le altre ragazze di vedetta e a fare il tifo … e un po’ di chiacchiere.

Per fortuna non si fecero scoprire e i ragazzi corsero e giocarono come bambini fino a crollare prima di tornare a casa, tutti stanchi ma felici per la bella giornata trascorsa.

Serie: Dolci equivoci


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Martina, la tua sperimentazione Lab/Serie è davvero divertente ed azzeccata! Lo confesso, mi sono innamorata di Max: è adorabile. Mi piace come riesci a costruire i personaggi, sono originali e sai dare loro un tocco di dolcezza che non guasta. Leggerti è una garanzia, un momento di svago assoluto.

  2. “Mi si aspettava che Max ritirasse le loro maglie dalla lavanderia, come gli aveva detto anche il giorno prima, che comprasse la coppa dal macellaio per fare i panini “
    Ecco, e ti pareva 😂 😂 😂

  3. “”Ciao Max, mi raccomando ricordati maglie, coppa, ricetta e fruste” “
    Oddio, questa lista mi fa venire in mente diverse situazioni. Anche quella del Cosplay, che Adoro!!!