Ana si è fatta cacciare dall’hotel.

Serie: Hotel Zen


Le gambe di Jennifer sono tra le poche cose armoniche e coerenti all’interno di quest’hotel di pazzi, oltre ai totani surgelati rielaborati con la salsa tuareg da Desh Bandu.

Raggiungo il culetto di Jennifer nel cortile e ci fermiamo a chiacchierare qualche minuto. Tanto per cambiare, discutiamo di Ana. Jennifer, lei si accende una Winston Blu da centos: “Ana si è fatta cacciare dall’hotel.”

Mi avvicino a lei e ne scrocco una: “Allora è vero quello che si dice in giro!”

“Sì Ste’, Fiorella mi ha detto che…” io ascolto il suono delle parole di questa cameriera di Tor Sapienza ma il mio occhio finisce inevitabilmente per posarsi sul suo stacco di gambe da atleta olimpionica, forti e lisce con un marcato solco in mezzo, una V delineata con uno spacco in mezzo tipo zoccoletto di maiale che mi fa diventare una caricatura di me stesso, un adolescente attizzato, ma è impossibile rimanere statici perché la sua figura è compatta e incendiaria come l’assedio di Villa Pamphili, “…la gente può fare quello che gli pare, a me non frega un cazzo, io non giudico Ste’” conclude la ragazza.

“Ah.”

“Ana ha scopato con Aslam!” Jennifer si fa l’ultimo tiro. “E’ una storia che è andata avanti per qualche settimana. La signora Gabriela li ha beccati mentre controllava una stanza.”

“Immaginavo qualcosa, in effetti.” Faccio un tiro pensieroso, mi batto l’indice sul naso e proseguo: “Certo, c’è da chiedersi: come fa Ana ad essere stato con un tipo come Aslam, il facchino della notte? A parte che è brutto come la fame, ma hanno entrambi famiglia!”

“Come sei ingenuo, Stefanuccio!” Jennifer spenge la sigaretta col tacco. “Tu sei puro, senza malizia. Devo tornare a lavorare. Non so se hai notato, ma c’è il pienone stasera e la signora Gabriela sta facendo dei giri.”

“Ciao, amica Jenny. A buon rendere.” Mi avvicino per darle un bacetto, le poso una mano sul fianco ma lei si scansa e vola via come una libellula, facendomi perdere l’equilibrio per qualche passo. Il suo cuore rovesciato sparisce in sala, in braccio ai politici nella meeting room.

Spengo la sigaretta.

Mi divincolo nelle retrovie dell’hotel Zen, controllando se è tutto a posto: mi preparo un Nespresso a scrocco, dopodiché trovo Desh Bandu in cucina.

Ingobbito su un lavello, Desh Bandu sta pulendo dei vassoi incrostati di pezzetti di salmone grigio. Ogni tanto se ne mette uno in bocca. Poso la tazzina sporca nel lavello e, sopportando il suo sguardo irritato, gli poso una mano sulla spalla: “Ola, my friend. Che si dice?”

Desh Bandu si toglie la mano dalla spalla: “Vaffanculo.”

Faccio un sorriso beffardo, poi gli chiedo di Ana.

“Ana… andata via”, risponde il lavapiatti sikh.

“In ferie?”

“No. Lei via. Forever.”

“Ma dai?” faccio io.

Desh Bandu mi guarda, oscillando la testa lateralmente, come se volesse liberarsi di una mosca che gli è entrata in testa: “Forget it, motherfucker.”

“In che senso?”

Desh Bandu lecca il vassoio di salmone come un gattino nevrotico, poi lo infila nella lavastoviglie e mi dice: “Lei fatto cosa cattiva. Cosa brutta.”

“Tipo? Racconta.”

Il lavapiatti si studia l’alito, poi agita la mano con un’espressione disgustata: “No, noo…”

“Racconta un po’, dai.” Insisto io, alzando un sopracciglio: “Per caso si tratta di kama…sutra?”

Bandu scorge un’ombra di donnina in lontananza: “…c’è signora Gabriela! Va via cazzo! Vai! Vai!”

Dopo aver incassato una serie di spinte mi ricompongo, e senza scompormi unisco le mani, chinando lo sguardo: “Namaste fratello, buon lavoro!”

“Vaffanculo.”

Ana, la governante, è sparita.

Durante le prime due settimane pensavamo tutti che si fosse presa delle ferie, ma i suoi giorni d’assenza continuavano ad accumularsi ben oltre quelli concessi da permessi e ferie.

Oggi, per fare chiarezza, ho chiesto in giro che fine avesse fatto, ma dai miei colleghi ho trovato solo silenzio e omertà, bocche serrate e sguardi fissi sulla moquette come a scannerizzare acari inesistenti, come se i miei colleghi fossero a conoscenza di qualcosa che mi era sconosciuto, ma che volevano tenere segreto.

[N.d.R. ATTENZIONE: questa Serie è stata scelta dalla Redazione ed è diventata una pubblicazione acquistabile a questo link: Hotel Zen ]

Serie: Hotel Zen


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco

Discussioni

    1. Grazie Monk, questo è l’intro del mio primo romanzo ma sto scrivendo il secondo, è molto più fresco e nuovo, Miso Ramen, semmai volessi regalarmi il tuo tempo dagli una botta di iride