Ánimas Doradas
Serie: La Muerte Dorada
- Episodio 1: Prima Della Partenza
- Episodio 2: Sussurro nel vento
- Episodio 3: Riflesso
- Episodio 4: Santa Muerte
- Episodio 5: Specchio Nero
- Episodio 6: Il Dono
- Episodio 7: Fiori Per i Morti
- Episodio 8: Vento Del Nord
- Episodio 9: La Via Della Morte
- Episodio 10: La Rosa Del Deserto
- Episodio 1: Il Settimo Livello
- Episodio 2: La Calavera Catrina
- Episodio 3: El Lago De La Luz
- Episodio 4: Ánimas Doradas
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Cassandra rimase sola con il corpo esanime di Dolores.
Abbassò lo sguardo e, mentre le lacrime le cadevano dagli occhi, iniziò a dipingere il volto con la pittura dorata della Calavera Catrina.
«Mi dispiace tanto», singhiozzava tra una riga di pennello e l’altra.
Quando ebbe finito, strinse il fiore bianco al petto, come il fascicolo di una sentenza definitiva.
Prima di andarsene intrecciò le braccia della Muerte Dorada sul petto, le sistemò i capelli e poggiò le labbra sulla fronte gelida della ragazza.
«Adesso devo tornare alla mia vita, Dolores.»
Sara, dopo aver lasciato Ksenia alle cure ospedaliere, indicò il ritrovamento di un corpo al lago di Piediluco. Non disse i dettagli: solo che era emerso un cadavere e che serviva una sepoltura. Le forze dell’ordine, recatesi sul posto, capirono che quel corpo non era lì per caso, ma la fine di una leggenda persa nel tempo. Don Pietro venne chiamato per riconoscere la ragazza messicana uccisa cento anni prima, alla quale adesso spettava il sacro rito funebre.
«È lei, la ragazza della terra del sole», si limitò a dire con la voce rotta.
Ksenia era in ospedale tra le cure mediche, tenuta sotto stretta sorveglianza da Cassandra, che passava al setaccio ogni rapporto clinico sulle sue condizioni fisiche.
«Lo so che sei molto incazzata e so anche di non meritare una donna come te», iniziò Ksenia stringendole la mano, mentre con l’altra si asciugava le lacrime. «Ti ho offesa con la mia rabbia. Vorrei sapere se desideri ancora essere mia moglie.»
Cassandra non rispose, le alzò il mento e le baciò le labbra.
«Io sto ancora aspettando…», replicò sorridendo.
Sara entrò nella stanza e passò a salutare le due turiste americane, anche per sincerarsi delle condizioni di Ksenia.
«Ragazze, sono appena tornata dalla chiesa: Don Pietro darà regolare funzione funebre al corpo di Dolores nel pomeriggio del Día de los Muertos.»
Cassandra le mostrò la calla bianca che sotto la luce sembrava brillare come una stella.
«Questo fiore lo poserò sulla sua bara, affinché la sua innocenza venga ricordata.»
Sara annuì, poi le strinse la mano guardandola negli occhi.
«Non potrò essere presente al funerale per impegni di lavoro. Vi auguro tanta fortuna a entrambe», disse uscendo dalla stanza.
«Signorina Hale», chiamò l’infermiera. «Dovrebbe riposarsi, farsi una doccia e dormire. La signorina Darvishi non uscirà prima di due o tre giorni.»
Cassandra si tirò indietro i capelli alzando gli occhi verso il soffitto.
«Io non me ne vado da qui, non credo che serva aggiungere altro.»
Ksenia provò a intervenire.
«Cass, voglio che tu…»
Due occhi gelidi si posarono su di lei.
«Non credo tu sia in condizioni di dare ordini, Darvishi. Inoltre ti ricordo che abbiamo ancora un vecchio discorso in sospeso riguardo al tuo arruolamento, non credere che me ne sia dimenticata.»
Cassandra serrò ancora di più la stretta della mano.
«Tesoro, non posso essere indulgente con te: c’è un protocollo disciplinare al quale ti sei volontariamente sottratta durante una videochiamata di servizio» concluse in modo secco.
Il Día de los Muertos arrivò anche a Montefalco, portando con sé l’aria tipica di fine ottobre. Le zucche apparivano davanti alle porte, le maschere iniziavano a camminare nelle vie del paese e le foglie morenti si perdevano nel vento come anime cadute sulla terra.
Ksenia, uscita dall’ospedale, riprese lentamente vigore; Cassandra non la mollava un secondo.
«Amore, domani abbiamo il volo di rientro, le valigie sono tutte pronte. Adesso vado da Dolores, non voglio che tu esca dalla stanza o faccia cose di cui potresti pentirti amaramente. Tra poco passerà il medico per l’ultima visita.»
Ksenia la guardò per qualche istante mentre la vedeva uscire.
«Riesci a darmi un bacio oppure sei solo capace di sgridarmi?»
Si girò lentamente e vide Ksenia togliersi la catenina dove era stilizzato in oro il Simurgh, il simbolo della rinascita persiana.
«Dalle questo da parte mia.»
Cassandra prese il ciondolo tra le mani, si sedette sul letto, le accarezzò il viso e si fiondò sulle sue labbra.
Arrivò alla chiesa con la calla in mano e si diresse verso la bara al centro della navata. Era ricoperta di cempasúchil; la calla bianca avvolta nella catenina di Ksenia spiccava sopra tutti i fiori, splendente come un tempo lo era il volto di Dolores. Durante la funzione religiosa, Don Pietro vide uno strano gioco di luci posarsi sulla bara.
Cassandra non se ne accorse. Rimase con le mani giunte come una parente stretta, mentre dietro di lei il gruppo delle suore recitava il passaggio nella loro lingua madre.
«Adesso sei libera, che il sole possa splendere per sempre sul tuo viso», sussurrò.
Un leggero passaggio d’aria le mosse i capelli biondi davanti al viso.
«Mi hai donato la pace», rispose una voce dolce accanto a lei. «Sono libera da quel limbo sospeso, fatto di niente e tutto.»
Sentì un calore avvolgerle la mano e un piccolo oggetto prendere forma dentro al suo pugno.
«Non dimenticarti mai di me. Perdonami per averti fatto soffrire.»
Cassandra si voltò e vide una ragazza latina dai grandi occhi, bella come l’innocenza e la purezza, avvolta da una luce dorata, con un grande sorriso che svaniva nell’aria.
«Sei stata molto coraggiosa, proteggi sempre il tuo amore e vivi in questo mondo anche per me.»
«Dolores…», riuscì a dire, con le lacrime che lentamente le bagnavano gli occhi.
«Adiós, Cassandra. ¡Buena suerte!»
La luce dorata salì nella navata: la ragazza stava tornando a casa dalla sua amata famiglia.
Don Pietro guardò la luce svanire e con un cenno le diede la benedizione. Poi si rivolse a quella donna bionda così tenace e impavida che aveva raccolto quella preghiera perduta nel tempo dandogli il suo ultimo saluto.
Fuori dalla chiesa, Cassandra aprì la mano: una piccola Calavera dorata, segno del ricordo dei defunti e della continuità della vita.
E fu allora che accadde.
Una piuma di falco volteggiò nell’aria, come guidata da un’intenzione precisa si adagiò tra le sue mani aperte.
A ovest, in un piccolo paese situato sulla caldera spenta di un vulcano, una scarica di fulmini illuminò il cielo, mentre un mendicante di passaggio con un occhio di vetro le rivolse un gentile sorriso.
Era tempo di tornare a New York, dove avrebbe sposato la sua amata e continuato a far tremare le genti nel nome della legge.
Serie: La Muerte Dorada
- Episodio 1: Il Settimo Livello
- Episodio 2: La Calavera Catrina
- Episodio 3: El Lago De La Luz
- Episodio 4: Ánimas Doradas
fino all’ultimo ho avuto il terrore che qualcosa potesse “andare storto”. Ora posso rilassarmi.
Grazie per lo splendido racconto ricco di dettagli e scritto con passione e cura.
Ciao Laura 😀 grazie mille a te per averlo seguito con tanta passione. Apprezzo tanto il tempo che mi hai gentilmente regalato, felice che ti sia piaciuto 🙏
E così siamo arrivati alla fine 🙂
Se ripenso all’intero percorso, mi è piaciuto molto il senso di compiutezza che sei riuscito a dare alla storia, senza rinunciare alla componente fantastica.
Dal punto di vista tecnico, ho apprezzato soprattutto la gestione dei diversi piani narrativi: il soprannaturale, la vicenda personale e il mito vengono tenuti insieme con una buona continuità fino alla chiusura. Proprio il mito, secondo me, è uno degli elementi che dà identità al racconto perchè non stiamo parlando di un elemento puramente decorativo, ma esso diventa il tramite attraverso cui memoria, dolore e liberazione acquistano un significato più ampio.
Ho trovato inoltre molto efficace l’uso dello spagnolo. Le espressioni inserite nei momenti più importanti danno autenticità all’ambientazione e soprattutto aggiungono una componente emotiva e culturale che la sola traduzione italiana avrebbe inevitabilmente attenuato.
Nel complesso, trovo che la tua siauna storia che riesce a chiudere il cerchio lasciandomi una sensazione di continuità.
Direi un ‘approdo’ a Open ottimamente riuscito ♥
Grazie infinite per il tuo commento, lo apprezzo in modo particolare. Sono felice di essere riuscito a catturare il tuo interesse in questo racconto 😀 Sempre grato del tempo che hai speso nel leggere, un abbraccio forte e sincero ♥ 🙏