
Ann
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: La paura del ritorno
- Episodio 2: Ann
- Episodio 3: Via di fuga
- Episodio 4: Quasi Natale
- Episodio 5: Lasciare andare
- Episodio 6: Incompresa
- Episodio 7: La bussola per tornare a casa
- Episodio 8: Il tempo adatto per un addio
- Episodio 9: Milano-Bruxelles
- Episodio 10: Stereotipi
- Episodio 1: Allusioni e fastidi
STAGIONE 1
STAGIONE 2
L’insegna a neon lampeggiava riflessi blu nella stanza, in una penombra che illuminava e poi nascondeva i corpi sdraiati tra le lenzuola di seta. Il rumore dalla strada era sempre il solito, ma non era quello a impedire il sonno. Nella luce surreale della camera, la schiena nuda sembrava brillare nel suo candore. Il cellulare accanto a lei segnava le tre di notte, questo voleva dire che in Italia erano le diciannove. Con un sospiro frustrato, Annalisa si tirò su a sedere.
“I tuoi pensieri fanno rumore, stanotte.” La voce calda e profonda dell’uomo alle sue spalle non la fece sussultare, ma neppure voltare.
“Mi dispiace averti svegliato.”
“Oh, non sei stata tu. Fumiamo una sigaretta?”
Annalisa gli lanciò un’occhiata da sopra la spalla. Mise le mani avanti. “Non penso di volerne parlare.”
“E io non penso di poterti consigliare.” Andrew allungò un braccio sul comodino e la luce morbida della lampada sostituì il blu intermittente. Afferrò il pacchetto di sigarette, ne prese una e la portò alle labbra. Annalisa si alzò. La sua nudità non era mai stata un problema, ma quella notte sentì il bisogno di coprirsi, più che per nascondere il suo corpo, per celare la sua inquietudine. Ma non poteva bastare un leggero strato di cotone per ripararla da quegli occhi neri terribilmente intuitivi. Si avvicinò per prendere la sigaretta, poi tornò a distanza di sicurezza per accenderla. La prima boccata sembrò coglierla di sorpresa, nonostante il fumo fosse diventato parte delle sue giornate da molto tempo, da quando aveva quindici anni e cercava di far colpo su Alex. Per una volta il suo pensiero non la sfiorò. Si girò verso la finestra e sbirciò giù. Nonostante l’ora tarda, la strada continuava ad essere un brulicare di gente e auto.
“Come fai a dormire con questo casino?” lo aveva chiesto ad Andrew la prima volta che aveva messo piede in quell’appartamento.
“Diciamo che apprezzo la compagnia.” Di sicuro, la sua l’aveva apprezzata parecchio. La presenza di un marito in Italia non lo aveva ostacolato. Solo per il figlio si era fatto qualche problema in più.
“Non penso di potercela fare” le uscì a mezza voce, più un’ammissione a se stessa che a lui.
Andrew sollevò un angolo della bocca nel principio di un sorriso. “E quindi, qual è la soluzione?”
“Stavolta non c’è” replicò lei mestamente.
“Risposta sbagliata, Ann. Se non c’è una strada bisogna trovarla. Vuoi tornare da loro o rimanere qui?”
Lei scosse il capo irritata. “Non posso stare qui, il mio capo mi rivuole in Italia.”
Andrew sorrise ironico. “È solo questo il motivo? Non credo che mister Tanaka avrebbe difficoltà a trattenerti qui, è molto soddisfatto del tuo lavoro.”
“Sì, ma io ho un figlio!” gli ricordò Annalisa, sempre più contrariata. Lui certe cose non le poteva capire, viveva solo per se stesso. Ma sapeva bene di essere la persona peggiore per fargli la morale. Almeno Andrew non aveva messo al mondo un figlio per colmare il vuoto di un’altra persona.
“Mmmh ok, quindi è per senso del dovere che rientrerai in Italia? Non mi è chiaro.” Sembrava che si stesse prendendo gioco di lei e delle sue contraddizioni.
“Ti avevo detto di non volerne parlare!” esclamò lei esasperata.
Andrew annuì e gettò via un po’ di cenere. Per qualche istante ci fu solo il rumore dei loro respiri, mescolato al chiacchiericcio e alla musica dalla strada. Annalisa buttò la testa all’indietro e chiuse gli occhi, per ricacciare indietro lacrime che non sarebbero arrivate comunque. “Cazzo, Perché non posso decidere solo per me? E invece c’é sempre qualcuno da ferire, da deludere, da lasciare indietro…” Tornò a incrociare il suo sguardo, come a dargli il permesso di andare avanti.
“È così per tutti, Ann. Non so cosa sia giusto fare, ma questo uno di quei momenti in cui devi scegliere, o sarà la vita a farlo per te. E non è detto che faccia la scelta giusta.”
“Oh certo, eccoci con la tua filosofia spicciola da orientale! Ne avevo proprio bisogno!” sbottò lei ed in automatico gli voltò le spalle. Avrebbe anche potuto raccogliere i suoi vestiti e andarsene, raggiungere quel monolocale silenzioso e con almeno una decina di sfumature di grigio diverse che le aveva assegnato la ditta dal suo primo giorno in Giappone. Un posto in cui non aveva passato molte notti, perlomeno da sola.
“Torno in Italia. Me lo ha comunicato stamattina il mio capo.” La reazione di Sebastiano era arrivata con un attimo in più del consueto ritardo dovuto alla comunicazione. Prima aveva sgranato gli occhi e sollevato le sopracciglia, poi aveva sorriso. “Bene, finalmente… Quando?”
“Tra un mese.” Forse era stato rassicurante per entrambi sapere di avere ancora un po’ di tempo da passare lontani. Eppure suo marito l’amava alla follia, ne era certa. Neppure Alex era stato capace di tanto. In un anno e mezzo tutto poteva essere cambiato, ma non i sentimenti di Sebastiano. E questo, rendeva ancora più difficile il rientro.
“Lo so che sono un arrogante a dirlo, Ann, ma non credo che tu sappia ancora di cosa hai bisogno.” La voce di Andrew era sempre così carezzevole, calda come una coperta nelle prime serate autunnali, anche quando pungeva nel vivo.
Annalisa gli restituì un sorriso velenoso, prese un bicchiere e ci buttò nervosa un po’ di cenere.
“Tu vorresti che rimanessi qui, vero?” Non era quello il modo per metterlo in difficoltà, non era neanche sicura che ci fosse un modo per togliergli quell’espressione di chi sa sempre esattamente dove vuole andare e come.
Andrew sorrise apertamente, mentre il fumo danzava fuori dalla sua bocca.
“Saresti pronta a concedermi tutto questo potere?”
“Non l’ho fatto neanche con mio marito e mio figlio, eppure a loro devo qualcosa, no?” Quella che avrebbe dovuto suonare come un’affermazione, rimase sospesa quasi in attesa di una conferma.
“Sono la persona sbagliata a cui chiederlo, ricordi? Mia madre non si è fatta grossi problemi ad andarsene quando ha scoperto di non amare più mio padre.”
Annalisa annuì con un sospiro stanco. “Già, ma tu almeno avevi diciassette quando è partita e hai avuto la possibilità di scegliere. Mio figlio non ne aveva neanche tre quando sono volata dall’altra parte del mondo.”
Di colpo, Andrew sembrò perdere la sua solita calma. Sollevò di scatto il lenzuolo e si alzò. “Sì, a quell’età è normale che siano i genitori a scegliere per loro ma, è facile che quando sarà grande neanche si ricorderà dei mesi in cui non ci sei stata. Spetta a te fare in modo che questa sia stata solo una parentesi nella vita di tuo figlio.” Premette con forza quello che restava della sigaretta nel posacenere e tornò a guardarla. “Per quello che riguarda tuo marito, come è riuscito a sopravvivere finora senza di te, potrà cavarsela anche dopo.”
Serie: Lascia che passi la notte
- Episodio 1: La paura del ritorno
- Episodio 2: Ann
- Episodio 3: Via di fuga
- Episodio 4: Quasi Natale
- Episodio 5: Lasciare andare
- Episodio 6: Incompresa
- Episodio 7: La bussola per tornare a casa
- Episodio 8: Il tempo adatto per un addio
- Episodio 9: Milano-Bruxelles
- Episodio 10: Stereotipi
Il tono narrativo di questo episodio sale e si fa aspro rispetto al racconto precedente. Compare la figura di Annalisa, donna e madre, con i suoi bisogni, i suoi scrupoli e i suoi conflitti interiori che rendono difficili le scelte da compiere. Tratti molto realistici che inducono alla comprensione umana e rendono coinvolgente l’ andamento della storia.
Grazie Maria Luisa, apprezzo molto i tuoi commenti attenti.
Ciao Melania! Ottimo lavoro, come sempre! 👏🏻 Mi piace la naturalezza con cui hai costruito il conflitto nel dialogo, conflitto interiore della protagonista e conflitto interpersonale, per la poca empatia dell’uomo, che comunque non lo rende un personaggio sgradevole, ma anzi ancora più umano. Qui la tua scrittura è uscita dall’intimismo del singolo per abbracciare entrambi i componenti della coppia, diventando così qualcosa di più complesso rispetto alla serie precedente😊
Grazie Nicholas, sono davvero contenta che anche questo episodio ti sia piaciuto!
Dialoghi bellissimi! Naturali e non forzati (sono fissato ultimamente 🙂 )
Piano piano mi metterò alla pari con la serie, per adesso mi hai coinvolto. Brava Melania
Grazie di cuore Piergiorgio! Anche io tengo molto ai dialoghi, quindi apprezzo particolarmente il tuo commento.
Che bello questo dialogo: sembra davvero di avere davanti agli occhi la scena sul TV. Come ti ho già detto in passato, hai un talento naturale per questo tipo di sceneggiature, perché le tratti in maniera incredibilmente realistica e naturale.
La storia ha ancora molto da dire e sono ansioso di scoprirne di più.
Grazie di cuore Giuseppe, i tuoi commenti sono sempre una bella iniezione di autostima!
Un dialogo molto vivace e verosimile. Due persone diverse a confronto. La mia impressione è che lui sia una sorta di ‘libro aperto’, cioè esattamente come lei lo vede e lui si mostra, senza sorprese né colpi di scena. Il vero mistero è invece la protagonista. Di lei conosciamo solamente l’immagine che gli altri si sono fatta, l’abbiamo osservata con occhi altrui. Credo che darai ad Ann il tempo e la possibilità di parlaci di se stessa. Bravissima.
Ciao Cristiana, grazie per aver letto e commentato anche questo episodio! Annalisa ha molto da raccontare, spero di riuscire a darle voce nel modo migliore.
Sono certa che lo farai.
Grazie per la fiducia Cristiana, ne ho più che mai bisogno in questo periodo❤️
Qui hanno tutti ragione, perfino il capo che dopo un tempo neanche esagerato la riporta in Italia. Evidentemente il suo lavoro è così altrimenti non sarebbe mai partita. Sarà dura in ogni caso, partire, tornare, lasciare ogni volta tutto tranne i propri scrupoli che si traducono in senso di colpa. Auguri Ann, e brava Melania, ottimo lavoro!
Grazie mille!!
E’ una situazione di merda cara Melania, e tu la dipingi in maniera egregia come sempre sai fare. Onesta, credibile, possibile. Sei bravissima a sviscerare il senso di colpa nelle sue mille sfaccettature. Respect.
Ciao Roberto, i tuoi commenti sono sempre preziosi e regalano sorrisi. Grazie!
Dolorosissiima la situazione di Ann. Per i figli sacrifichiamo tutto, per primi noi stessi. Andrew sembra capirlo poco, ma forse è solo molto innamorato.
Mi è piaciuto molto come hai reso il personaggio. Vede la vita di Ann “da fuori” e per lui sembra tutto più facile. Sono curiosa di sapere come continuerai.
Ciao Dea, grazie per aver letto e commentato anche questo episodio❤️
““Cazzo, Perché non posso decidere solo per me? E invece c’é sempre qualcuno da ferire, da deludere, da lasciare indietro…” “
Eh…😔
Struggente la situazione di Ann. Disarmante la freddezza di Andrew.
Bellissimo capitolo, seguo molto volentieri!
Ciao Nicola, ti ringrazio!
Scrivi bene, brava!
Ti ringrazio!
Personaggi veri, sento i loro respiri. L’ambientazione non è da meno con la semplicità dell’insegna blu che lampeggia. Un punto di vista filmico. Bello!
Ciao Antonio, grazie mille! Era l’effetto che desideravo e speravo ottenere:)
Veramente bello! Apprezzo molto il fatto che abbia arricchito di numerosi dettagli questo racconto, danno un’importanza e un risalto notevoli a qualunque gesto o frase dei due protagonisti, enfatizzando le loro emozioni. Sono riuscita a immedesimarmi in loro: complimenti, questi primi due racconti finora pubblicati sono le basi di una serie davvero potente.☺️
Ciao Cassandra, ti ringrazio di cuore! Sono davvero importanti per me queste parole!