ANTIPRINCIPE
Serie: Semplicemente Paladino #2Stagione
- Episodio 1: PAZUZU
- Episodio 2: MISTERO TRUCE
- Episodio 3: L’INCREDIBILE VIAGGIO
- Episodio 4: IMPOSSIBILE
- Episodio 5: MACHIAVELLISMO
- Episodio 6: ANTIPRINCIPE
- Episodio 7: MERCENARI
- Episodio 8: ORO
- Episodio 9: RAMBO
- Episodio 10: DEUS EX MACHINA
STAGIONE 1
Il triangolo con a bordo Paladino e Capitan Splatter atterrò sulla Terra. Prima di tutto gettarono via i resti di Death USB, e poi ammirarono i relitti delle astronavi Darganiane e Tank distrutte nello scontro. Ciò bastò a distrarli un momento dalla loro situazione. Poi se ne ricordarono e si chiesero come avrebbero fatto a uscirne: prima erano intrappolati nel Primo millennio avanti cristo, poi nel 1942, infine nel futuro, nel 2211.
«La bolla temporale l’abbiamo fatta scoppiare nel 1942. Com’è possibile che non possiamo tornare indietro nel tempo?» chiese Paladino.
«Non dipende dalla bolla temporale. Credo sia a causa di un malfunzionamento della nostra astronave» replicò Capitan Splatter.
«Non è che è stato il sangue versato da Death USB a creare quest’avaria?». A Paladino faceva piacere pensare che fosse colpa della smania omicida del suo alleato. Anche perché poi, in un caso simile, sarebbe bastato ripulire e allora il triangolo sarebbe tornato a funzionare come sempre. Una volta, Luca, aveva bagnato il cellulare e quindi non funzionava più bene. Gli era bastato asciugare e pulire e aveva ripreso a funzionare alla perfezione.
«Ne dubito».
«Ah. Comunque un’idea potrebbe essere cercare dei superstiti Tank e chiedergli, o costringerli, ad aiutarci» propose Paladino.
«È una buona idea, sì» ammise Capitan Splatter.
Dunque, si misero a cercare superstiti fra le imponenti astronavi Tank.
Avventurarsi fra quelle fessure fu pericoloso: se c’era luce, era perché c’erano dei cavi rotti che spargevano scintille ovunque; se c’era buio, non si sapeva in che cosa si andava incontro. Paladino e Capitan Splatter non esplorarono molti relitti per il timore di morire. Alcuni invece furono ispezionati, e si trovarono solo cadaveri o resti di cadaveri.
Superstiti, nessuno.
Dopo alcune ore, Paladino e il Capitano uscirono da un’astronave spezzata in due, e il primo disse, sudato e togliendosi la maschera: «Niente. Sembra che non ci sia nessuno».
«Un momento…» ribatté Capitan Splatter.
«Che c’è?».
«Ho sentito qualcosa. Zitto!».
Paladino gli diede retta e seguì il suo alleato. A passo felpato, Paladino con lo skateboard sotto il braccio, marciarono all’ombra di quegli ammassi di ferraglia. Svoltato un angolo videro finalmente qualcuno.
Non terrestri, i quali probabilmente erano fuggiti impauriti da tutta quella sarabanda di distruzione, ma Darganiani scalcinati, ma pur sempre armati, che scortavano dei Tank.
Prigionieri.
Tutto l’universo, pure nel futuro, era paese: i Tank furono messi in fila e davanti si posizionarono i Darganiani che gli puntarono addosso i loro tubi.
Paladino fece per creare una sfera d’energia, Capitan Splatter stava per scatenare i suoi poteri, ma ecco allora irrompere un figuro vestito tutto attillato di nero, le ali di angelo e armato di spada e scudo.
Prima che Paladino e il collega potessero fare qualcosa e i Darganiani potessero uccidere i prigionieri, il figuro travolse gli Starseaters e li squartò in un tripudio di violenza.
Paladino era indeciso se intervenire o no. Quel nuovo personaggio sembrava disinteressato a massacrare i Tank. Sembrava concentrarsi solo sui Darganiani. Intanto i Tank ne approfittarono e si misero a fuggire.
Capitan Splatter li bloccò, ma prima che gli potesse dire qualcosa, la strage era terminata e l’intruso volse lo sguardo verso i Tank e i due supereroi.
Paladino si fece teso. Voleva la guerra, o la pace?
«Siete alieni?» domandò infine.
«No. Terrestri» rispose Capitan Splatter.
«Non di quest’epoca. Del passato» sottolineò Paladino.
«Antichi terrestri. Incredibile!» commentò l’uomo in nero.
«Cosa c’è di incredibile in noi, se hai appena assistito a una battaglia fra astronavi aliene che si sono contese la Terra?» chiese Paladino.
«Modera i termini, plebeo!» sibilò il bizzarro personaggio, agitando la spada intrisa di sangue.
«Plebeo?» ridacchiò Capitan Splatter. «Sei classista?».
«Mi presento: Antiprincipe, signore di queste terre e lord degli spanni» parve dimenticare il fastidio di prima.
«Spanni? E che sarebbero?». Capitan Splatter era sempre più stupito.
Pure Paladino lo era, ma sapeva che era un terrestre e parlava italiano come loro. Decise di accondiscendere: «Io sono Paladino e lui è Capitan Splatter».
«Siete cavalieri?».
Era una domanda trabocchetto. Era una cosa buona esserlo? Paladino optò per la sincerità e disse: «Non lo siamo. Come vedi, non abbiamo alcun destriero. Io volo grazie a questo skateboard Lapolako. Si chiama Lojkarja. Capitan Splatter vola grazie al potere della sua mente».
«Capisco» rispose in tono molle Antiprincipe. «Io invece volo grazie a questa mia tuta, che mi permette di raggiungere le più alte quote e calare sui miei nemici come un falco. Ma… invece di dilungarci in sterili discussioni, venite nella mia dimora. Così Capitan Splatter potrà vedere i miei spanni!».
«Ci dispiace declinare l’invito, ma desidereremmo tornare nella nostra epoca. La nostra crononave ha un guasto e questi Tank potrebbero sistemarlo» disse con fare diplomatico Paladino.
«Non è un invito». Antiprincipe iniziò ad accalorarsi. «È un ordine. Io sono il signore incontrastato di queste terre. Voi siete sulle mie terre. Volete essere passati per le armi? Vi consiglio di obbedirmi». Paladino lo trovò impertinente.
«Meglio ascoltarlo» disse a bassa voce Capitan Splatter, più ragionevole.
«Credevo avresti voluto ucciderlo» rispose Paladino, pure lui a bassa voce.
«Non sono un assassino, io. Non uccido in maniera immotivata» controbatté quello.
«Ah, no?».
«Parlare a bassa voce è maleducato nei confronti della gente educata come me» intervenne Antiprincipe, agitando il suo spadone.
«Abbiamo deciso di accettare il tuo invito». Paladino gli sorrise mellifluo.
Da sotto le sue vesti attillate, oltre le quali non si vedevano le sue fattezze, Antiprincipe parve sorridere. «Perfetto. Venite pure con me».
«E i Tank qui presenti?».
«Verranno con noi. Procederemo a piedi, dato che non possono volare».
I tre personaggi, uno più bizzarro dell’altro, procedettero in quel cimitero di astronavi.
«Se sono tue, queste terre, cosa te ne farai dei resti di tutte queste astronavi?» domandò Capitan Splatter, che al contrario di Paladino era meno inibito a parlare.
«Non so. Prima di tutto studierò i superstiti» fece molle Antiprincipe.
«Ma i Darganiani li hai uccisi tutti».
«Loro non mi servono. Li ho già studiati. Questi… Tank, dite si chiamano, non li ho mai visti. Saranno utili per me».
«Sono utili anche per noi. Potrebbero aiutarci a mettere a posto la nostra crononave» gli ricordò il Capitano.
«Alla vostra crononave ci penseranno i miei meccanici, non vi preoccupate» fece un gesto di sufficienza quello. Giunsero infine presso un maniero, intorno tante baracche abitate da dei derelitti, umani curiosi al vedere i Tank, Paladino e Capitan Splatter. Poi degli uomini poco più alti dei Tank, in mimetica e mascherati. Avevano fucili avveniristici. Tolte le maschere, rivelarono un passamontagna di iuta. «Loro sono gli spanni, creazione di un mio antenato. Sono creature con ossa di ebano, carne di paglia, al posto del sangue hanno la linfa, la pelle è iuta di sacchi. Sono tutti al mio servizio».
«Che strane creature!» esclamò Paladino.
«Non sono strane!». Antiprincipe si accalorò di nuovo. «Sono bellissimi, i miei spanni!».
«Okay, okay. Tranquillo». Paladino cercò di essere riconciliante.
«Se volete divertirvi con uno di loro, nel senso di distruggerli, potete chiedermi il permesso. Ogni tanto mi diverto a massacrarne una dozzina o poco più. È molto divertente vedere la loro linfa sprizzare, le membra tagliate come se io fossi un macellaio». Detto questo, Antiprincipe agitò la spada.
Paladino lo trovò veramente strano. Ancora più strano più tardi quando, dopo aver promesso che i suoi meccanici avrebbero aggiustato il triangolo, pretese di venire con loro sulla Terra del ventunesimo secolo.
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Ciao Kenji, la tua capacità di creare personaggi folli mi stupisce ad ogni episodio 😀
Grazie Micol! Il tuo commento mi lusinga molto.