
Anzio o morte
Si asciugò le ghette, poi rimase immobile nella buca di volpe.
«Oliver, sta’ attento, i tedeschi stanno per contrattaccare» avvertì il sergente.
«Sono pronto, signore». Afferrò l’M1 Garand.
Prima che Oliver potesse mettere la pallottola in canna, si udì un frastuono indiavolato che a confronto le orchestrine dei neri di New Orleans erano nulla.
Oliver era sbarcato da pochi giorni ad Anzio – le ghette erano ancora umide – e si trovava in una pineta dove aveva scavato la buca di volpe.
I tedeschi.
Lo volevano mandare via.
Arrivarono come un’orda barbarica, con gli stahlhelme, i fucili simili ad artigli e i panzer e gli elephant. Aprirono il fuoco.
Oliver reagì e fece scintille con l’M1 Garand. Uccise un tedesco, a due altri forse li ferì, ma i nemici non avevano timore: si fecero avanti non con il passo dell’oca ma il movimento tattico e lambirono la buca di volpe in cui si trovava Oliver.
Fu il momento della M3.
Oliver brandì la M3 e pugnalò un tedesco, poi un secondo lo ricacciò indietro e lo colpì con il calcio dell’M1 Garand, il fucile una mazza retta da un solo braccio.
Si scatenò un uragano di fiamme con le schegge degli shrapnel che facevano una danza di morte. I panzer esplosero dei colpi per poi esplodere a loro volta come piccoli vulcani in miniatura. Gli elephant contribuirono al caos e poi furono sostituiti da volute di fumo oleoso. In mezzo alla confusione, i tedeschi marciarono come se facessero finta di essere altrove, non in un inferno di fuoco e morte e a ondate lambirono le buche di volpe.
Oliver li accolse con urla di guerra, ma erano troppi.
Quello era il momento più adatto per scappare.
Lasciò la buca di volpe e si unì al resto della 3° divisione.
A Oliver venne in mente quando i tedeschi avevano lanciato i volantini di “demotivazione” – così li aveva definiti il sergente – in cui c’era un disegno dello Stivale che mostrava che la risalita da Anzio fino ai confini tedeschi sarebbe stata lunga e sanguinosa.
L’Italia era per caso il cimitero dei bravi ragazzi americani?
Oliver continuò a fuggire, forse la guerra era perduta.
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“L’Italia era per caso il cimitero dei bravi ragazzi americani?”
Questa frase mi ha ricordato ” La guerra di Piero”
Non l’ho letto, ma grazie del commento
Sei stato, come sempre, molto puntuale e preciso nelle descrizioni. A volte mi è sembrato di essere l’ in mezzo!
Cavoli, grazie!
“Prima che Oliver potesse mettere la pallottola in canna, si udì un frastuono indiavolato che a confronto le orchestrine dei neri di New Orleans erano nulla.” Questa frase mi e` piaciuta.
Grazie! Sai, ho un po’ la passione degli americani in guerra. Non so se hai presente certi romanzi polizieschi ambientati negli anni Quaranta e Cinquanta in cui il protagonista è un reduce della guerra… Mi viene in mente “L.A. Confidential” o il film con Di Caprio “Shutter Island” che credo sia la trasposizione di un romanzo.