Attacco imprevisto

Serie: Viaggio verso Tsumaruru


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il capitano Six e la sua ciurma interrompono l'inseguimento a Bennaso bloccati nella giungla del Continente del Sud

Mentre la giungla si preparava a svelare il suo segreto oscuro, Tornado Six e i suoi compagni rimasero immobili, circondati dall’oscurità delle fronde degli alberi. L’aria era impregnata di una tensione palpabile, un sinistro silenzio calò sulla giungla, per qualche secondo, come un mantello oscuro. Gli occhi acuti del capitano pirata scrutavano attentamente il fitto delle piante, cercando di discernere l’origine dello strano avvertimento degli uccelli in fuga.

Nel cuore della giungla, un suono rauco e lugubre si fece udire, echeggiando tra gli alberi come un sinistro presagio. Un brivido corse lungo la schiena dei pirati mentre il suono si faceva sempre più vicino, come se il buio stesso avesse preso vita e stesse per avvolgerli completamente. Più il rumore si avvicinava e più la vegetazione si agitava.

Poi, emergendo dall’oscurità tra gli alberi, apparvero creature inquietanti che gettarono un’ombra ancor più oscura sulla scena. Erano gorilla, ma non come quelli che si potevano trovare nella giungla in condizioni normali. La loro pelliccia era nera come la notte, e i loro occhi vitrei emanavano un’aura di morte. La pelle dei gorilla era putrefatta, le ferite aperte e le membra si muovevano in modo innaturale, come se fossero stati riportati in vita da qualche forza oscura e maledetta. Erano gorilla zombie.

Queste orribili creature sembravano delle macabre caricature degli animali viventi, con arti contorti e bocche che sputavano una schiuma verde e nauseabonda. Non avevano né l’agilità né la grazia dei gorilla normali, ma erano molto più pericolosi. Camminavano a passo pesante, sbattendo contro gli alberi e le piante circostanti mentre avanzavano con una ferocia spaventosa.

Era evidente che queste creature erano il risultato di qualche sorta di magia, un’oscura forza che aveva riportato in vita gli animali della giungla per servire un terribile padrone.

Tornado Six fece un piccolo balzo indietro. “Occhio ragazzi, non sappiamo di cosa sono capaci e se effettivamente sono qui per noi. Mantenete l’attenzione alta. Ce la fai, Hiko?”

Il guerriero dell’est fece un cenno di intesa e si mise in posizione di difesa impugnando la katana con due mani parallela al terreno e all’altezza del viso.

Il primo gorilla che raggiunse i tre pirati ruggì minaccioso, facendo cadere della schiuma verde, con un movimento innaturale abbassò la testa e con gli occhi vitrei puntò i pirati. Il pugno che scagliò fu impreciso e colpì il terreno facendo tremare tutto il circondario. I pirati furono abili a scansare il colpo e passarono al contrattacco.

Tornado Six avvolse una caviglia del gorilla con la sua frusta, Ahmullahja colpì con precisione l’altra, mentre Hiko, agile, fece saltare la testa dell’animale con un preciso colpo alla base del collo.

Tornado Six stava per complimentarsi con i suoi due compagni quando altri tre gorilla balzarono fuori, urlanti, schiumanti, dallo sguardo perso, vitreo ma allo stesso tempo aggressivo

La lotta che ne seguì fu violenta e disperata. I pirati si trovarono a combattere per le loro vite contro questi orrori non-morti. Nonostante le loro abilità di combattimento, i gorilla zombie erano un avversario implacabile, insensibile al dolore e alla paura. Ogni volta che sembrava che uno di loro fosse stato abbattuto, un altro si alzava per prendere il suo posto.

La giungla stessa sembrava congiurare contro i pirati.

Delle ramificazioni partirono dal terreno e si intrecciarono attorno alle gambe dei pirati, impedendo loro di muoversi agilmente. Insetti velenosi si unirono alla mischia, mordendo e pungendo senza pietà. Era una lotta senza esclusioni di colpi, e i pirati sapevano che dovevano combattere con tutte le loro forze se volevano sopravvivere all’incubo che aveva invaso la giungla oscura.

Ma mentre la loro lotta infuriava, Tornado Six e la sua ciurma sapevano che dovevano anche trovare un modo per affrontare la causa di questa terribile maledizione. Chi o cosa aveva riportato in vita questi gorilla come creature non-morti? La risposta poteva essere la chiave per porre fine a questa minaccia e tornare alla loro missione di catturare Bennaso Grosso.

I gorilla zombie avanzavano con una ferocia spaventosa, i loro occhi vuoti fissi su Tornado Six e la sua ciurma. La loro pelliccia nera era sporca di fango e sangue, mentre le fauci spalancate rivelavano denti affilati come rasoi. Erano marionette nelle mani di un macabro burattinaio.

Ahmullahja, il guerriero dalla corazza d’argento, alzò la sua sciabola sopra la testa, pronto a difendere i suoi compagni. Ogni colpo della sciabola era un’esplosione di potenza, ma anche lui era consapevole che l’orribile schiera di gorilla zombie non si sarebbe arresa facilmente.

Hiko, l’abile spadaccino dalla Terra dei Draghi, si preparò a brandire la sua katana con maestria. La lama scintillava con una luce sinistra sotto il tetto naturale della giungla. Era un maestro nell’arte della spada e aveva affrontato avversari temibili in passato, ma gli insetti velenosi rappresentavano una sfida completamente diversa.

Tornado Six, capitano coraggioso, sapeva che doveva agire rapidamente per proteggere la sua ciurma. Con un gesto deciso, fece segno ai suoi uomini di disporsi in una formazione difensiva compatta. Ahmmulahja e Hiko, con dei fendenti precisi, si liberarono delle ramificazioni che li tenevano vincolati al terreno e si schierarono di fianco al loro capitano formando un cerchio, schiena contro schiena, pronti a respingere l’assalto delle creature avversarie.

I gorilla zombie si lanciarono all’attacco, le loro braccia potenti schiaffeggiavano l’aria con forza terrificante. Ahmullahja brandì la sua sciabola con forza, abbattendone uno con un colpo devastante che spappolò il cranio dell’animale. Uno dopo l’altro, si gettarono contro i pirati, cercando di sopraffarli con la loro forza bruta e la loro mancanza di pietà.

La lotta fu violenta e disperata. I pirati affrontavano gli orrori della giungla oscura con coraggio e determinazione. Ogni colpo di spada faceva schizzare sangue e schiuma verde.

Nonostante la disperazione, Tornado Six non aveva alcuna intenzione di arrendersi. Con ogni colpo di frusta e fendente di spada, cercava di aprire un varco tra le file delle creature non morte. La sua voce echeggiava nella giungla, incoraggiando la sua ciurma a lottare con feroce determinazione.

Ma mentre il combattimento infuriava, la fata dell’oscurità osservava dalla distanza, sorridendo con soddisfazione. Il suo attacco stava prendendo forma, e il destino dei pirati era appeso a un filo sottile mentre combattevano per la loro sopravvivenza nella giungla misteriosa del Continente del Sud.

Radici enormi, nodose e scure come il carbone, sbucarono di nuovo dal terreno in un concerto di scricchiolii, attorcigliandosi attorno alle gambe dei pirati come serpenti affamati. Era come se la terra stessa volesse divorarli, trascinandoli nell’abisso delle sue profondità oscure.

Tornado Six lottò per liberarsi dalle spire avvolgenti delle radici, ma ogni movimento sembrava alimentare la loro presa. Le radici, vibranti di una malevolenza ancestrale, si infilarono nei pantaloni del capitano pirata, strappando tessuti e graffiando la pelle. La disperazione si leggeva sui loro volti, ma il loro spirito era ancora indomito.

Nel frattempo, gli insetti velenosi si scatenarono nell’aria densa della giungla. Sciami di vespe giganti dalla pelle nerastra si lanciarono sui pirati, mordendo e pungendo con una ferocia innaturale. I gemiti di dolore dei pirati si unirono al caos della battaglia.

Mentre la lotta infuriava e i pirati cercavano disperatamente di resistere agli assalti delle radici e degli insetti, Tornado Six percepì un’altra presenza tra gli alberi. Un silenzio spettrale calò sulla scena, annunciando l’arrivo di qualcuno o qualcosa di ancor più sinistro.

Una figura incappucciata emergente dall’oscurità. Il suo lungo mantello nero svolazzava al vento come le ali di un corvo. L’incappucciata avanzò con passo lento ma sicuro, la sua presenza emanava un’aura di potere malefico che permeava l’aria.

Era la fata della giungla, una guardiana oscura dei suoi segreti più reconditi. Il suo volto rimaneva nascosto nell’ombra del cappuccio, ma i suoi occhi brillavano di una luce spettrale. La fata aveva il potere di comandare le creature oscure della foresta e di piegare la stessa giungla alla sua volontà.

“Vi siete addentrati troppo profondamente nella mia giungla,” disse la fata con voce sinistra, che sembrava un sibilo di serpente. “Ora dovrete affrontare la mia vendetta.”

Con un gesto della sua mano pallida e artigliata, la fata fece sì che le radici degli alberi si sollevassero dal terreno, come se avessero vita propria. Si innalzarono serpeggiando e intrecciandosi in una danza mortale. Le spire di legno e terra stringevano arti e corpi, cercando di stritolare la vita dalle loro vittime.

Tornado Six e la sua ciurma erano intrappolati, circondati dai gorilla zombie ancora in agguato e dalle radici contorte che stringevano il loro destino inesorabile. La situazione sembrava senza speranza, ma i pirati non avevano ancora detto l’ultima parola. La loro determinazione bruciava più luminosa che mai.

Con un grido di sfida che fendeva l’aria carica di magia oscura, Tornado Six cercò freneticamente nella sua mente una soluzione. Doveva trovare un modo per sconfiggere la fata e le sue creature oscure, altrimenti la giungla oscura avrebbe inghiottito la loro speranza insieme alle loro vite.

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