Aurora
Serie: Conterò fino a cinque
- Episodio 1: 2 Maggio
- Episodio 2: Il giorno della partenza
- Episodio 3: Catania
- Episodio 4: Aurora
STAGIONE 1
Tra le pochissime amiche siciliane con cui ho mantenuto i contatti c’è Aurora.
Ci siamo conosciute nel 2005 quando, entrambe iscritte al primo anno dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Metodio” di Siracusa, per qualche misteriosa ragione ci siamo scelte e ci siamo sedute vicine. Per tutto l’anno accademico abbiamo continuato a sederci sempre l’una accanto all’altra e, come avevo già imparato a fare alle scuole superiori, comunicavo con lei scrivendo su fogli di carta per non farci scoprire dai professori. Loro, però, alla fine se ne accorgevano sempre, forse anche perché ci vedevano sghignazzare, e qualcuno ogni tanto si arrabbiava. Ricordo in particolare un docente che mi accusò di ridere di lui; la verità è che stavo ridendo con Aurora per ragioni che non lo riguardavano affatto e che non avevamo ascoltato nemmeno una parola di ciò che stava dicendo (se l’avesse saputo, probabilmente si sarebbe arrabbiato ancora di più!).
Era facile divertirsi con Aurora, eravamo molto simili; la sua compagnia ha reso il mio primo anno di studi più piacevole, ecco perché è stato così difficile accettare che se ne sarebbe andata e che avrei dovuto continuare da sola. Aveva deciso, infatti, di vivere in clausura a Biancavilla, nel monastero delle Clarisse. Così l’anno successivo lei ha lasciato il San Metodio e io ho proseguito, stringendo anche nuove amicizie.
Con il passare degli anni ci siamo un po’ allontanate, per poi ricominciare a sentirci dopo il mio trasferimento in Finlandia: all’inizio ci scambiavamo qualche email, poi siamo passate a scriverci su WhatsApp e a vederci, di tanto in tanto, in videochiamata.
Lei mi raccontava la sua vita in clausura (che non sembrava molto diversa dalla mia) e io le inviavo foto dei boschi e degli animali finlandesi.
Quando ho deciso di affrontare questo viaggio in Italia, ho dovuto fare una cernita: non avrei potuto incontrare tutti in soli cinque giorni! Quindi ho dato la priorità alle persone più vicine a me, quelle che nonostante la distanza hanno sempre continuato a esserci (alcune delle quali non sono comunque riuscita a vedere). E Aurora era, insieme a Denebola e Valentina, in cima alla mia lista.
Il 6 maggio, ammirando l’Etna dalla stradina di Biancavilla in cui si trovava il monastero delle Clarisse, aspettavo il momento giusto per suonare il citofono; lei, infatti, mi aveva detto di avere un impegno fino alle 10:30. Nell’attesa io, i miei genitori e Kalle abbiamo tirato fuori i panini con la mortadella e non abbiamo esitato a consumarli proprio lì, in mezzo alla strada, sotto gli occhi incuriositi dei passanti. Dedicherei un intero capitolo alla mortadella, lo meriterebbe. In realtà, con mia enorme sorpresa, ero riuscita a trovarla anche in un supermercato finlandese, anni fa. Ovviamente l’ho comprata ed era buona, ma nulla a che vedere con quella appena affettata: quel profumo inconfondibile che, se unito a quello del pane caldo, può in un solo morso trasportare in un’altra dimensione.
Soddisfatta e con i capelli pieni di briciole, ho finalmente suonato alle 10:26, pensando di non essere troppo in anticipo. Nessuna risposta. Ho inviato ad Aurora una foto, per farle capire che ero lì, quando d’un tratto ho sentito una voce: «Chi è?»
E come avrei potuto spiegarglielo? Se non fosse stata lei a rispondere, avrei dovuto dire: «Salve, sono Arianna, una vecchia amica di Aurora, quella che vive in Finlandia e che adesso è qui in vacanza…»
Ma, alla fine, ho solo risposto: «Arianna». E dall’altra parte un silenzio perplesso mi ha fatto capire che non era lei. La sorella, scesa comunque a compassione, ha deciso di aprire il portone, facendoci entrare.
Ho aspettato per un po’ e poi finalmente, dopo vent’anni dal nostro ultimo incontro, ci siamo riviste. Non so come lei abbia fatto a rimanere identica, avrei dovuto prendere appunti! Aveva lo stesso aspetto di quando l’avevo conosciuta. Ci siamo sedute e abbiamo chiacchierato e riso proprio come ai tempi del San Metodio: non era cambiato nemmeno questo. Ho capito che il tempo, in certi contesti, non ha alcun potere.
Serie: Conterò fino a cinque
- Episodio 1: 2 Maggio
- Episodio 2: Il giorno della partenza
- Episodio 3: Catania
- Episodio 4: Aurora
È vero ed è una delle cose meravigliose della vita il fatto che il tempo e lo spazio non alterano i veri sentimenti. E standing ovation per il panino con la mortadella
Bello e insolito questo tuo racconto che profuma di pane e mortadella, di ritorno a casa, di amicizia vera che puó durare una vita intera, nonostante la lontananza. Insolito e interessante soprattutto perché non capita tutti i giorni di leggere la storia di un incontro con un’ amica clarissa.
è vero, nelle amicizie autentiche il tempo non conta.
❤️
“Ho capito che il tempo, in certi contesti, non ha alcun potere.” Una bellissima conclusione per questo episodio.
Sei riuscita a trasmettere l’emozione per questo incontro e mi hai fatto scoprire che la vita in clausura non è senza alcun tipo di contatto con l’esterno e con la tecnologia come pensavo.
Grazie Melania ❤️
L’amicizia non è stare sempre insieme ma scoprire, quando ci si vede, che nulla è mai cambiato
È proprio vero! Grazie, Gabriele 🙂