QUELLO CHE NON HO DETTO
La schiena. Da settimane. Non un dolore che grida. Peggio. Un dolore che aspetta. Basso, sordo, come qualcuno seduto nell’angolo che non parla ma non…
La schiena. Da settimane. Non un dolore che grida. Peggio. Un dolore che aspetta. Basso, sordo, come qualcuno seduto nell’angolo che non parla ma non…
Renato fece per muoversi ma la madre gli strinse il braccio più forte. «No», sussurrò. Non per proteggerlo dal dolore. Dal dopo. Gli uomini non…
Lo presero in aprile, quando l’aria ricominciava a sapere di erba schiacciata e letame tiepido, ma nelle case si tenevano ancora le finestre accostate per…
La maestra fece un passo dentro e si fermò. Nello studio era diversa da come appariva in piazza. Più pallida. Più esposta. Il cappotto chiaro…
Lo studio era la stanza dove anche le cose piccole sembravano avere conseguenze. Il figlio ci entrava solo quando veniva chiamato. Mai per sbaglio. Mai…
Quando Augusto Ferranti attraversa la piazza, la piazza non si svuota: si regola. Non è paura aperta. È qualcosa di più fine. Le donne spostano…
Ogni marzo, quando l’aria ricomincia a sapere di erba schiacciata ma gli alberi non se ne fidano ancora, nel parco dietro la stazione si radunano…
Mammina mia è molto bella. Io lo so perché quando passiamo per la strada, gli uomini si girano a guardarla. E lo so pure perché…
Quarantatré secondi. Forse quarantaquattro. Non ho un cronometro dell’infanzia: certe durate restano, precise come un referto. Non si muovono, non scoloriscono. Te le porti addosso.…
La pioggia arriva di traverso e batte sulle tapparelle con un rumore secco, più vicino a unghie che a gocce. Non rinfresca: insiste. Guido si sveglia…
Aldo dice che mia madre puzza. Lo dice come si dice “umidità” o “muffa”, senza tono: «Tua madre puzza. E io dovrei tenermela in casa?» …
Il caffè è bruciato. La moka suda sul fornello spento. In cucina l’odore di detersivo al limone e naftalina non passa. Pulito e vecchio nello…
La colonnina SOS è gialla e sporca di moscerini. Click nell’aria fredda. Stacco la cornetta: il gelo mi passa in mano, poi in faccia. Il…
La tipografia chiude alle sette. Al piano di sopra resta accesa una luce gialla che sembra un occhio sveglio. La stanza è fredda e pulita:…
Il tavolo è pulito. Una tazza sbeccata, un quaderno a quadretti, una matita temperata male. Sessant’anni oggi. Fuori è freddo, ma la cucina tiene. Appoggio…
1 dicembre 1915 Carissimo professore, come va che non ricevo vostre notizie? Avete ricevuto le mie cartoline? Bramo vostre nuove. Io sto tra i piemontesi…
Il ramo è basso. La treccia di canapa pesa sul gomito; odora di legno di magazzino e pelle asciutta. L’aria passa tra gli ulivi e…
La piazza sembra un piatto lasciato al sole: bordi unti, mosche, fritto vecchio mescolato ai gelsomini del vicolo. Paradiso e cesso sullo stesso marciapiede. Siamo…
Dovevo venirci con la Smart. La sua. Grigia metallizzata, interni neri, sedile tirato avanti per quelle gambe secche che si ostina a nascondere. Lui ci…
Era l’ora in cui il sole non sa più se restare o scappare dietro i palazzi. La luce colava lenta lungo le crepe dell’intonaco, un…
Please confirm you want to block this member.
You will no longer be able to:
Please allow a few minutes for this process to complete.