Babbi Natale alternativi

1

Fuori si sentiva cantare una melodia natalizia.

«È Natale!» gioì Marcellina. Dopo aver alzato le braccia in alto, scese le scale e andò all’albero. C’erano tanti di quei regali.

I genitori di Marcellina erano stanchi, fino al giorno prima avevano lavorato in fabbrica e per comprare tutti quei regali a loro figlia avevano dovuto fare molti sacrifici. La casa delle bambole, l’automobile di Barbie con Barbie annessa, Cicciobello… loro figlia chiedeva e voleva di tutto, ma stavolta ancora più del solito: tanto era Babbo Natale a portare quei regali, mica loro.

I due stettero a guardare loro figlia scartare i regali, ma Marcellina era più impaziente del solito. Scartò Cicciobello e non era contenta, poi l’automobile di Barbie e neanche era soddisfatta, la casa delle bambole ed era scocciata.

Suo padre fissò la moglie con un po’ di timore. Non voleva scontentare loro figlia.

«Eccola!» gioì Marcellina.

Era un pacco che nessuno di loro ricordava, ma fra tanti…

Marcellina lo scartò con gioia, poi tirò fuori una motosega. Lanciando una risata demoniaca la accese e aggredì i genitori facendoli a pezzi.

***

Babbo Natale aveva osservato la scena da fuori dalla finestra. Si sentì felice di quel duplice omicidio, ma non era uno psicopatico, lui, era solo un suo dovere regalare motoseghe a bimbe assetate di sangue! Adesso avrebbe guardato in altre finestre, era curioso di sapere cos’avrebbe fatto quell’altra bambina con lo sparachiodi e poi quell’altro con la fiamma ossidrica…

2

«Ecco!» esultò Marcellina.

A dire il vero, il papà di Marcellina non ricordava quel regalo. Era troppo grande, ma si sentì più felice al vedere sua figlia più distesa. Era Natale, era una favola, la festa dei bambini.

Il regalo si rivelò essere una serie di cavi con un pulsante.

Era il regalo più bizzarro di tutti.

Il papà chiese a sua moglie sottovoce: «L’hai comprato tu?».

«No. Tu, semmai».

«Io a dire il vero…».

Marcellina strillò: «Che bello, che bello! Vi ci sottopongo subito».

Fece sedere i genitori su delle sedie, mise loro dei fili intorno alle teste e loro sorrisero, poi delle fasce a un polso ciascuno e si mise a fare domande: «Come vi chiamate? Quanti anni avete? Siete i miei genitori?». E poi: «È vero che siete terroristi islamici?».

Dovettero annuire. Era vero.

***

Babbo Natale sorrise, era rimasto alla finestra. Adesso, grazie a quel regalo, aveva appena smascherato due pericolosi terroristi islamici. Erano dei lupi solitari dell’ISIS e grazie a Marcellina li aveva fatti tradire.

Babbo Natale fu felice. Il suo superiore, lì nell’AISE, gli avrebbe dato una benemerenza.

3

Marcellina strillò di gioia.

Suo padre fece spallucce. Gli parve strano aver regalato quella cosa a sua figlia. Guardò interrogativo sua moglie, ma lei si limitò a fare una smorfia.

Quel regalo si rivelò essere un sedile in mezzo a quella che sembrava una motoretta che perlopiù ricordava un mezzo dell’autoscontro. Aveva anche dei comandi.

«Venite con me, venite con me!» gridò Marcellina.

I due genitori obbedirono. Era Natale, era la festa dei bambini. Stettero dietro a Marcellina e lei manovrò con perizia quello strano regalo.

C’era un indicatore con una data: 25/12/2020.

Marcellina manovrò e si innalzò una brezza anomala, i colori diventarono sfocati e al padre di Marcellina venne la nausea.

Quando tutto tornò normale, erano in mezzo a un bosco, c’era la neve e l’indicatore riportava: 25/12/1420.

Marcellina batté le mani, entusiasta.

Videro arrivare alcuni uomini con corazze e alabarde. «È un mezzo del demonio! A morte, a morte! Dagli!». Li aggredirono, li pestarono, poi li condussero a un cumulo di fascine di legno con al centro dei pali.

Al padre di Marcellina tornò la nausea. Lui non era uno stregone!

***

Babbo Natale batté le mani contento. Aveva soddisfatto il desiderio di Marcellina di poter viaggiare nel tempo e le aveva regalato una sua invenzione. A quanto pare ci aveva azzeccato perché, oltretutto, la macchina del tempo aveva funzionato benissimo. Avrebbe formalizzato il brevetto di lì a poco, prima voleva vedere le reazioni agli altri regali. Si spostò a sbirciare in un’altra casa.

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Discussioni

    1. Anch’io ho sempre sognato avere la macchina del tempo, oppure… uno dei miei sogni a occhi aperti più frequenti era che Dante Alighieri visitava il XX secolo e io e la mia famiglia lo ospitavamo.
      Grazie per il tuo commento!

    1. In effetti è così, sono degli universi paralleli, solo sono tre, non un milione! Grazie per essere passata

    1. Ciao Virginia! Grazie! Sai, io ho sempre avuto idee originali ma sono stato spesso penalizzato per l’incapacità di esprimermi chiaramente, adesso sto un pochino migliorando 🙂

    1. Grazie Sergio! Ieri ho scritto un racconto sulla Valcuvia che forse pubblicherò più in là qua su Edizioni Opern!

    2. Ci vorrà un bel po’ di tempo prima che lo pubblichi su Edizioni Open. Ci sono già venticinque racconti in attesa di essere pubblicati e dall’anno prossimo incomincio con una serie…

    1. Ciao Cristina! In origine doveva essere Marcellina con la motosega, poi mi è sembrato un po’ limitante e ho aggiunto le altre alternative e così è diventato un racconto un po’ più originale!
      Grazie per la tua lettura!