
Bastava seguire la bussola
Adesso Josh guarda davanti a te. Poi girati a sinistra. Adesso a destra. Guarda la tua schiena. Però se non giri anche la testa è difficile che tu ti possa guardare bene! Lo specchio serve a questo, sai!?
L’hai notato anche tu che sei fuori allenamento, quella panzetta da birra, addossata sugli addominali bassi, proprio non ci voleva. Vero è che siamo appena a febbraio: capisco il panettone durante le festività, che fa compagnia. Posso capire anche i cinque panettoni a 1,99 nel carrello a fine gennaio, i saldi fanno gola a tutti. Ma adesso non hai più giustificazioni, devi assolutamente rimetterti in forma, vedrai che ce la puoi fare.
Ho notato, da vari annunci nel web, che in questo momento, vanno tanto di moda questi corsi di sopravvivenza, troverai un’agenzia dove tu ti possa iscrivere, forse anche in un’agenzia viaggi. Ne ho vista una in fondo all’isolato, vicino il semaforo, provare a chiedere, non costa nulla. Non serve che ti bardi come un manichino per andare a dare un’occhiata, vestiti normalmente e va’, tanto poi dovrai cambiare stile di vita.
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Fa’ vedere! Dai, lo hai fatto veramente! Grande! Dunque partiresti la settimana prossima, però hai notato che sei sprovvisto di una valigia seria? Non puoi andare con quel trolley da ragazzetto, che hai vinto con la raccolta di bollini della spesa. Ci vuole un minimo di stile.
Secondo me una bella valigia di pelle nera sarebbe l’ideale, e anche un cambio di abbigliamento. Lo so, lo so che a quella camicia da spaccalegna sfigato sei affezionato, te la concedo. Ma fine lì: la userai se dovrai fare dei lavori di fatica. Per il resto dovrai rinnovarti un po’, non si sa mai chi potresti incontrare.
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Ma dovevi prendere proprio un taxi, ma dove hai vissuto fino ad ora!? Ti associavi ad un carsharing e magari ti potevi trovare anche qualche amico. Appena si torna a casa mettiamo giù una lista delle cose da fare e quelle invece socialmente evitabili.
E non essere nervoso con me, lo faccio per il tuo bene, per darti un tono, non sei proprio da buttare via. Ti sottovaluti sempre!
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Ma guarda guarda chi c’è in fondo al bancone, dove registrano gli iscritti. È carina, ammettilo, e secondo me è anche il tuo tipo: un po’ timida, vestita semplice, leggermente impacciata, pulita e profumata. Se la sera ci si incontra davanti al fuoco, o cose simili da sopravvivenza, io metterei quei bei jeans neri che hai preso sabato; e la camicia grigia messa fuori, mi raccomando, finché tutto non rientra nella norma.
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Non sei stato abbandonato! Hai una bussola! Vogliono solo testare quanto ve la cavate e se riuscite a mantenere il self control e tu, mi pare, stai cominciando a sbarellare. Cosa fai con quel telefono? Qui tanto non prende, non gli far fare la danza della rete, è inutile. Su, dai, ritorna nei ranghi, prendi la bussola e fai quello che ti ha detto l’istruttore. Non siamo mica nella Foresta Amazzonica! Calmo, respira e soprattutto non prendertela con me.
Visto che ce l’hai fatta e sei anche arrivato tra i primi, più stima in te stesso, più sicurezza delle tue capacità; vedrai che dopo questo corso, oltre ad una forma invidiabile, acquisterai anche un po’ di carattere, che ti aiuterà con gli altri.
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Bello questo confrontarsi fra tutti voi, davanti al falò; quella che è stata una difficoltà per qualcuno, può diventare un punto di forza ed un aiuto per un altro. Ma mi stai ascoltando?! Mi sembra di parlare da solo. Aaaaah, adesso ho capito, il jeans funziona, guarda quella ragazza come ti fissa con dolcezza. Prova ad avvicinarti, ma cerca di essere sciolto, per pietà.
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Ah no! Non dare la colpa a me se lei non ti ha ricambiato, io ho detto che era il tuo tipo e che avevi delle possibilità, non ho detto che avresti dovuto già comprare i confetti. Semplicemente tu non sei il suo tipo.
Se devi cominciare ad alzare la voce, vai dietro quell’albero e sfogati, ma dopo cerca di darti un contegno nel gruppo, hai ancora una settimana da passare con loro, vedi di non doverti vergognare.
Pare che parlo una lingua che non capisci, stai dando di matto, te ne rendi conto? Ti stanno guardando tutti con un misto tra preoccupazione, per la loro e la tua salute, e pena. Non era questo lo scopo. Avresti dovuto ritrovare il tuo equilibrio ed ecco invece che, secondo me, stanno chiamando un’ambulanza.
Basta pugni in testa, non fai che peggiorare le cose; controllati e forse tutto rientrerà nella normalità.
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“Gli occhi erano impastati dal sonno, dovuto al sedativo e si stavano aprendo lentamente. Vedeva ancora tutto sfocato e si guardava intorno per capire dove si trovasse. Era una stanza tutta bianca, morbida e senza spigoli, per la sua sicurezza. Adesso aveva capito dove fosse e un ghigno di soddisfazione si spalancò sul suo viso. Forse sarebbe stato solo e libero.”
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Ma guarda un po’ questo qui cosa doveva andare a dire, che parlava con il suo io interiore.
E adesso siamo bloccati entrambi in un manicomio perché il signorino sente le voci!
Con tutto quello che ho fatto per LUI!!!
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Ciao Isabella, il depistaggio è riuscito alla grande. Avevo pensato ad una sorta di “grillo parlante”, la voce interiore di un uomo timido ed insicuro. Il colpo di coda finale ha stravolto tutta la situazione. Bellissimo lab 😀
Ciao Micol,
in effetti volevo rendere un conflitto interiore da doppia personalità ma solo verso la fine così da far implodere il protagonista ?
Bella idea, questa narrazione mi è piaciuta tanto. Brava! Povero Josh, chi non avrebbe dato di matto con una voce rompiballe del genere, nella testa? Rinchiuso lì dove sta adesso, Josh non potrà farsi male, ma chissà se la sua testa non scoppierà! Ahahahah
Ciao Ivan,
in effetti era una voce piuttosto pesante, chissà se insisterà anche nella stanza morbida ?
Allora, inizialmente credevo che la voce fosse quella di una mamma fin troppo presente, poi pian piano ho iniziato a realizzare che non potesse essere, fino alla sorpresa finale con il povero schizofrenico rinchiuso in contenimento.
Bella prova e bel racconto
A rileggerci
Ciao Eliseo,
grazie. Ho voluto fare in modo che la voce da semplice co-protagonista diventasse il cuore del racconto. Josh non ce l’ha fatta ?
Ciao Isabella, davvero molto originale la tua idea e ben narrata.
Con una voce della coscienza così non poteva che finire in manicomio poveretto?
A presto
Ciao Virginia,
sì in effetti questa voce era veramente insistente fino a mandarlo fuori di testa ?
Isabella!
Adoro quando viene usata in letteratura la seconda persona…ti permette di descrivere direttamente e indirettamente due persone rendendole protagoniste!
…e tu ci sei riuscita!
Però…un po’ rompiballe questa coscienza…io l’avrei lasciata sola nel bosco! ?
Complimenti! ?
Ciao Claudio,
grazie per il complimento.
Devo dire la verità che mi sono divertita a vedere “da fuori” i due personaggi che vivevano in simbiosi. In effetti questo alter ego l’ho creato un po’ fashion e perfettino, Josh ha dato di matto ?
Ciao Isabella, lab decisamente originale. La soluzione finale è azzeccata.
Ciao Dario,
grazie per i complimenti, anche per il colpo di scena finale ?
Devo dire che è la prima volta che leggo un racconto narrato dalla “voce nel cervello”, l’idea è veramente divertente e originale.
Bellissimo Lab, complimenti
Ciao Alessandro,
sono contenta che ti abbia divertito, ogni tanto esco dal mio lato oscuro per sperimentare nuovi percorsi ?
Ma è fantastico, un’idea originale, la coscienza come protagonista, ottima la trama e lett tutto d’un fiato
Ciao Alessandro,
mi fa piacere che ti sia piaciuto. Ho voluto sperimentare una nuova prospettiva… ?
Carino, Isabella! Mi è piaciuta la tua sperimentazione! Un racconto ironico. Sembra che ci sia un sipario fra il lettore e la scena, un velo. Leggiamo quel che ci viene raccontano, un’immagine filtrata dalla voce narrante. Spero di avere reso l’idea. Simpatico anche il finale. Alla prossima ?
Ciao Cristina,
grazie per il commento. In effetti l’idea era quella di stare seduti ed ascoltare, come in quelle serie TV dove c’è il pubblico e ci si lascia trasportare dai dialoghi ?