Battaglia incompleta 

L’uomo avanza con fare sicuro, calpestando fango e melma con i propri stivali. Il giorno è quasi nato, silenzioso e freddo come poche altre volte. I soldati tentano di scaldarsi attorno al fuoco e ammazzano la paura per l’imminente battaglia raccontando vecchie storie di guerra, vecchie vittorie che li aiuti a cercare la forza per impugnare l’arma. Qualcuno è chiuso in sé stesso, qualcuno termina di intagliare un cavallo in legno sperando di poterlo regalare al proprio figlio quando tornerà a casa. Se tornerà a casa. La prima linea è già in posizione, scudo sul braccio sinistro, alabarda stretta nella mano destra, pronti a marciare verso la fortezza da conquistare al primo segnale. I cavalli sono stati sellati, le spade lucidate e le frecce spuntate, tutto lascia presagire l’immensità di quella battaglia. L’uomo si accarezza la barba mentre constata che il proprio esercito è pronto, manca solo l’ordine per partire. Rientra solo un attimo alla tenda, un generale senza elmo è come re senza corona, non può scendere in campo senza di quello. Lo guarda per un solo istante, scuro e brillante come non lo è mai stato. I primi canti di guerra si levano al di fuori della tenda, le prime grida che incentivano la battaglia. I cavalli nitriscono, il rumore di zoccoli è appena udibile.

-Signore, la regina chiede di lei-

Un soldato semplice, retto nella propria postura, irrompe nei suoi pensieri come un fendente ben piazzato e il generale sa che il momento è giunto. Con l’elmo sottobraccio e passo fiero, si incammina verso la tenda della sua regina. La donna l’aspetta seduta sul quel trono di fortuna che occupa, bella come ogni giorno della sua vita e regale come poche. Lo scruta, lo analizza in cerca di titubanza o ripensamenti. È già stata tradita e ha imparato che il timore rende più fedeli dell’amore.

-Tutto pronto? –

Il suo tono è quello di una bambina che si impone maestosità, quello di chi è cresciuta troppo in fredda e ha dovuto fare i conti con il destino troppo spesso. Una donna che è ormai padrona dei dadi e il fato non è altro che un compagno di viaggio nel proprio cammino.

-Si, mia Signora. Attendiamo solo un suo ordine-

-Molto bene-

Si alza, le due guardie del corpo ai suoi lati si muovono come riflessi della sua persona. Ancheggiando arriva a guardare il generale molto da vicino e l’uomo ingoia un groppo di saliva di fronte a quelle iridi infuocate.

-Voglio vedere bruciare la città entro stasera, generale. Non mi deluda-

L’uomo batte un pugno al centro del proprio petto, esegue una riverenza con il capo e lascia la tenda. Gli basta un gesto della mano ad un sottoposto per fargli comprendere che è tempo di radunare l’esercito e marciare sul prossimo dono per la sua regina. Si avvicina al suo cavallo, i tamburi suonano e la prima linea ha già mosso i primi passi. Sprona il cavallo e l’animale parte al galoppo verso la prossima battaglia. Sulla testa dell’esercito un’ombra enorme e nere li sovrasta, dalla sua gola un ruggito che scuote le rocce.

La regina ha liberato il drago.

L’esercito marcia, rapido e silenzioso come possono essere milioni di uomini che camminano allo stesso ritmo. Fuori le mura della fortezza, il nemico si è già schierato e gli arcieri sono pronti a scagliare. Il generale alza una mano, si comincia. La prima linea si scaglia sui nemici mentre il drago…

Il fischio della chiusura delle porte della metropolitana fa svegliare Andrea di soprassalto. Si guarda intorno spaesato per qualche secondo prima di comprendere di essersi appisolato durante il tragitto in treno. Passa una mano sul volto, negli occhi ancora le immagini del proprio sogno. Sorride scuotendo il capo.

Maledetta ultima stagione di Game of Thrones.

Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Responses

  1. Ciao Simona, hai avuto davvero una bella idea! Sono appassionato di storia e fantasy epici e le tue sono state ottime descrizioni di una battaglia imminente… ammetto che avrei voluto leggere della battaglia, ma l’idea del risveglio è stata ottima, strappandomi un sorriso e lasciandomi col becco asciutto!! Ottimo lab, brava!

    1. Grazie mille!
      Sono felice ti siano piaciute le descrizioni, è un tipo di racconto che credo si basi interamente su quello.
      Per la battaglia… ops XD mi spiace.
      Grazie ancora,
      S.

  2. Ciao Simona, il tuo racconto mi ha divertita. Premetto che sono uno dei pochi esseri viventi a non aver mai guardato una puntata di Game of Thrones. A mia giustificazione ho letto la saga di George R.R. Martin venti anni fa e ho fatto questa scelta perché secondo le esperienze passate la versione cinematografica di un buon libro di solito non ne è all’altezza. Quest’anno arrivano stimoli continui da ogni dove, mi sa che inizierò a farlo 🙂 Quanto al racconto, hai saputo dare al Lab un sapore epico!

    1. Buonasera Micol,
      grazie mille come sempre. Ormai per me sei un punto fermo su questa piattaforma.
      Per quanto riguarda Game of Thrones, io faccio parte di entrambe la fazioni (libri e serie) e mi sembrava il giusto Lab per parlarne. Anche se ci sarebbe troppo di cui parlare!
      Un saluto,
      S.

    1. Grazie mille, ero abbastanza certa che fosse palese il “ritorno alla realtà” quindi sono felice che ci sia stata della curiosità!!
      Un saluto,
      S.