Bello come te

Dormi papà, che sei stanco. Io ti capisco. Mio fratello ti tiene sveglio tutta la notte, lui e i suoi dentini malefici che spuntano. La mamma ti aiuta, ma il vero “leone” di casa sei tu.

Lavori un sacco di ore, non ti concedi mai niente. Hai le scarpe bucate, credi che non abbia visto? Per permettere a me di andare a calcio! Ogni volta che infilo quei “tacchetti”, che mi consentono di non scivolare, penso che per comprare le scarpe a me te ne sei privato tu.

E anche adesso, su questa metro che con mille sconquassi ci sta portando lontano, non m’importa se i vicini ridono, perché si sono accorti che dormi. Si stanno dando di gomito e ti indicano sghignazzando, ma io li ignoro.

Tu sei lì, in piedi, granitico. Ci sei sempre. 

Sto seduto comodo, qui di fronte a te, dato che hai preteso che un giovane grande e grosso mi cedesse il posto. Hai sempre paura che cada, su questo affare che sferraglia a tutta velocità nella pancia della terra. Ma come potrei cadere, papà, se tu mi hai insegnato a rialzarmi?

Vorrei chiederti di ripassare insieme i compiti, perché mi dà sicurezza. Però credo di potermela cavare anche da solo. La mamma ieri mi ha aiutato parecchio, visto che tu e lei siete “intercambiabili”, come dici sempre. Quindi non ce n’è bisogno. Vedrai che non avrò problemi, se verrò interrogato.

Mentre coi mezzi mi stai accompagnando a scuola (con la macchina costa troppo), lascio per un tratto la tua mano. Ora è come se viaggiassi solo. E ti osservo, papà. Seduto, qui di fronte. Inizi ad ingrigire e hai occhiaie profonde. Sei magro. Non riesci a stare sveglio. Ma sei bello, anche con la barba da fare.

La prossima fermata è la nostra. Ti chiamo io.

Mentre si scende, cercherò la tua mano. Nel caso tu fossi ancora intontito, conta pure su di me. E attento alla cartella: mica inciampare tu, eh papà!

Anche noi due siamo “intercambiabili”. Lo sai?

Non desidero niente di più.

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Commenti

  1. Giuseppe Gallato

    Questo librick ha avuto la grande forza di addolcirmi il cuore: tenero, emozionante… uno scrigno colmo di significati profondi. Quello che ho gradito molto, a livello narrativo, è la voce “interiore” del bambino: piccolo, sì, ma solo in parte. La grandezza d’animo conta di più, sempre.

  2. Cristina Biolcati Post author

    Mi fa piacere che ti sia piaciuto, Antonino. Questo bambino a volte parla forbito, lo so, ma ho accettato il consiglio di un’amica. E cioè che bisogna smetterla di far parlare i bambini in letteratura come fossero dei deficienti. Spero solo di essere risultata credibile. Un saluto.

  3. Dario Pezzotti

    Ciao Cristina, e come il solito complimenti. Il tuo racconto, visto con occhi da padre (anche se di due femmine), è riuscito ad emozionarmi, anche se il bambino mi è parso un po’ troppo “libro cuore”. Ma l’aspetto che mi ha veramente colpito, è lo stile! Sembra proprio che sia stato un fanciullo a scrivere questo racconto, quindi ti rinnovo i miei complimenti.

  4. Micol Fusca

    Ciao Cristina, il tuo racconto mi ha riempito il cuore di tenerezza. Bellissimo il pensiero di questo bimbo innocente che non ha ceduto ai falsi lustri portati dal denaro. Il rapporto che lega un figlio ad un padre (normalmente, nel mio caso mi accodo a Isabella) è magia: l’ho vissuto guardando quello che mia figlia ha intessuto con il suo. Mi hai portato alla mente bei ricordi, fatto vivere un momento malinconico e al tempo stesso felice.

  5. Fabio Volpe

    Ciao Cristina.
    In una realtà che chiede soltanto, è emozionante sentire la voce di un bambino che ringrazia il suo papà per tutto quello che fa. È l’amore incondizionato che parla e, da papà, posso solo sognare di essere il supereroe del mio bimbo.
    Grazie anche per questo.
    Brava!

  6. Isabella Sguazzardi

    Ciao Cristina,
    bello questo tuo racconto epistolare. Avrei voluto un papà come lo hai descritto tu, ma grazie al cielo adesso ho mio marito che è amato da nostra figlia proprio come il grande uomo del tuo racconto. Un abbraccio ad occhi umidi 🙂

  7. Antonino Trovato

    Ciao Cristina, è una bella dedica alla figura paterna, in cui, da figlio, mi sono identificato, in ogni situazione da te descritta, proveniendo da una famiglia povera, mi hai fatto tornare in mente tutte le difficoltà ma anche tutti i momenti in cui ci siamo rialzati… Grazie…

    1. Cristina Biolcati Post author

      Mi fa piacere che ti sia piaciuto, Antonino. Questo bambino a volte parla forbito, lo so, ma ho accettato il consiglio di un’amica. E cioè che bisogna smetterla di far parlare i bambini in letteratura come fossero dei deficienti. Spero solo di essere risultata credibile. Un saluto.