Bloody Venice
Serie: IL CREATORE DI MONDI
- Episodio 1: East Valley
- Episodio 2: Magic bullet
- Episodio 3: Prague city blues
- Episodio 4: Bloody Venice
STAGIONE 1
Sembra quasi l’anima che va
sogno che si mischia alla realtà
Puoi scambiarla per tristezza ma
E’ solo l’anima che sa
Che anche il dolore servirà»
Luca Carboni, “Malinconia”
Selenio fissava perplesso lo schermo del suo laptop.
«Scusa Elettra, puoi venire qui un attimo?»
«Cos’è?»
«Un conto della Emerald che non avevo mai aperto. Sono pochi o tanti questi soldi?»
«Non sai nemmeno leggere un estratto conto?»
«Che ne so io che valuta è questa?»
«Diciamo che una villa con la piscina puoi comprarla.»
«Non mi piacciono le piscine. Quanto ti devo per l’affitto?»
«Ma vaffanc… Metti via che dobbiamo andare a prendere il treno.»
***
«In giro per l’Europa ci sono tanti luoghi magici, ma Venezia è qualcosa di particolare. È un portale di collegamento sospeso tra Oriente e Occidente. Solo lì puoi andare da Londra a Shanghai scavalcando un paio di ponti. Cosa sappiamo del nostro uomo, a parte che gli piace fare la bella vita?»
«Abita a Burano. Stasera ha appuntamento a cena a San Marco. Lo intercetteremo sul battello.»
«Come sai che non prenderà il taxi?»
«Lo prende raramente. Per risparmiare.»
«Una foto?»
Elettra gli porse il cellulare.
«Eccolo, Azariel. A te è chiaro perché stia cercando di far scoppiare una guerra tra clan?»
L’aria da serio uomo d’affari, con un naso particolare. Distinto ed elegante.
«I soldi sono sempre un buon motivo. Hai appena detto che ci tiene a risparmiare.»
«Stai attento. Potrebbe essere armato.»
Arrivarono all’imbarcadero di Burano nel tardo pomeriggio. A vedere quelle case colorate, ad Elettra venne il desiderio di fare un giro, ma l’umore non era quello giusto.
Salirono sul vaporetto appena dopo di lui, e Selenio si sedette a fianco. Elettra poco più indietro.
Appena partirono, Selenio cercò i suoi occhi.
«Buono quel sangue fresco?»
Azariel si mosse di scatto.
«Non ti conviene. La vedi, questa?» Selenio teneva in mano una pergamena arrotolata.
«Era solo un umano. Colpevole di menzogna.»
«Protetto, e lo sapevi. La condanna da parte nostra è già stata emessa. Sei sicuro che il tuo clan ti applaudirà per il tuo atto? La vedi la laguna insanguinata?»
La laguna si tinse di rosso, come se un abile pittore impressionista tentasse di catturarne l’anima.
Gli occhi di Azariel cambiarono registro. Sprofondarono. Appoggiò la testa al vetro del battello e le labbra provarono a muoversi.
«L’angelo del giudizio.»
Di lì in poi riuscì solo a balbettare mezze frasi scomposte, con lo sguardo perso nel vuoto. Arrivati alle Fondamenta Nove, si incamminarono verso l’Ospedale e dopo pochi metri Selenio, guardandolo negli occhi spenti: «Sempre dritto, ti aiuteranno.» Annuì leggermente e proseguì. Tornò da Elettra, che lo aspettava ai piedi di un ponte.
Si sedette sui gradini. «È come rovesciare un secchio pieno di vernice. Finché la vernice sta dentro non succede niente. Fai leggermente leva e combini un disastro.»
«Troverà un buona clinica psichiatrica. I soldi non gli mancano Ha ammazzato un ragazzo che voleva solo vivere, come noi.» Lo baciò sulla testa, passandogli un braccio attorno al collo.
«È un peccato andare via da Venezia di sera.»
«Mi porti in un bel posticino?»
Passarono il ponte di Rialto e si diressero verso San Polo. Dopo una ventina di minuti, Selenio entrò in una calle stretta.
Elettra intravedeva un muro, una decina di metri più avanti. «Questa calle è cieca.»
«Sei sicura? Metti questa, sennò ti mangiano.» Si fermò e le porse una collana con la croce della Camarilla.
«Porca miseria. Lo sapevo che mi avresti portato in un posto di vampiri. Ci casco sempre. Perché non te l’ho piantato quel paletto?»
Selenio maneggiò con il lucchetto che chiudeva una piccola porta di metallo. Entrarono in un piccolo cortile e saliti i pochi gradini di legno si trovarono in una sala rustica, arredata di un caldo legno dal colore scuro. Ci saranno stati una decina di tavoli, per la metà vuoti. Gli altri avventori, sembravano normali coppie tranquille. Niente turisti. L’oste, un signore dall’aria stanca e accigliata, con una pancia rotonda dalle notevoli dimensioni, prese una sedia e si sedette di fronte a loro.
«Come va, Toni?»
«Chi se rivede. Tegno bota. Ma penso che saro tuto e torno a Ciosa. Ti me trovi là, a prosima ‘olta. Sa ve porto?»
«Cicchetti e prosecchino… o vuoi rosso?» chiese a Elettra.
«Per me il prosecco va benissimo. Voi, piuttosto, pensavo beveste solo rosso» sorridendo.
Selenio guardò Toni «Sentito che simpatica la mia amica.»
«Se a siora voe proseco» Si alzò ridacchiando e dopo due minuti era di ritorno con una caraffa e due piccoli calici tra le dita della mano sinistra.
Elettra guardava pensierosa fuori dalla finestra. Dopo un paio di calici: «Sei carino a voler farti perdonare. Ma non c’è bisogno, ti ho già perdonato. Ma ho paura che non funzionerà, come non ha funzionato allora. Dimmi, che cos’è per te l’amore? Ti sarai fatto un’idea.»
Selenio si perse in quegli occhioni scuri che lo guardavano incuriositi da sopra il bordo del bicchiere.
«L’amore è quando la tua felicità viene ad essere legata in modo indissolubile a quella di un’altra persona. Tanto che, con chi sia e cosa stia facendo, non è più così importante.»
Elettra sorrise. «Certo che è difficile aspettarsi da te qualcosa di più… pratico. Quindi, secondo te non le manchi? E soprattutto, se la tua amata sta tra le braccia di un altro, tu riusciresti ad esserne contento?»
«Attenta a non confondere la felicità con sua cugina, la gioia. Non sempre vanno d’accordo. La felicità, a volte gradisce una bella passeggiata con la sua amica tristezza.»
Selenio sollevò la caraffa vuota. «Ordino dell’altro vino.»
«Guarda che con il vino non mi passano le paure, al massimo le inibizioni. Inizio a essere stanca, dove andiamo, poi?»
«Tranquilla, Toni ci ospiterà. Ci sono delle camere al piano di sopra.»
Quella notte, Selenio si alzò e aprì la piccola finestra che dava sul canale. Piccole onde schiaffeggiavano la fondamenta e un raggio di luna si affacciò ad accarezzare il corpo di Elettra, nudo e indifeso.
Serie: IL CREATORE DI MONDI
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- Episodio 3: Prague city blues
- Episodio 4: Bloody Venice
amo molto Venezia, e almeno una volta l’anno vado a fare un giro per le calle. Adesso mi guarderà in giro per capire se scorgo vampiri….
Beata te. Io, ultimamente, non ci vado spesso. Stai attenta, mi raccomando
porterò l’aglio