
Breve storia del Tutto
I
Nel cielo una lunga scia di nuvole, simile ad una lama insanguinata dal sole al tramonto, invisibile dietro le case, illuminava di una luce irreale la stradicciola e i pochi passanti.
La sera già volgeva alla notte quando il Signor G., come suo solito dal ritorno dall’ufficio, si fermò in una delle bancarelle di libri usati sotto i portici. Cosa avevano di preoccupante quelle nubi? Come ci fosse nel cielo una mano che incombeva sul capo?
Per tutta la vita, sin da piccolo, aveva coltivato un’unica passione: i libri antichi.
A questa passione, purtroppo, poteva dedicare solo pochi soldi, e anche questi non senza sacrificio, messi da parte dal suo magro stipendio di impiegato statale. Così, non potendo acquistare i libri in negozi di antiquariato né tanto meno in aste dedicate a ricchi collezionisti, rovistava spesso fra le bancarelle di libri usati con la speranza che qualche raro esemplare, proveniente dallo svuotamento di una vecchia libreria o soffitta, cadesse dentro la sua piccola e malandata rete di modesto bibliofilo.
Quasi per tacito accordo, il proprietario della bancarella, conoscendo la sua ossessione, gli metteva da parte quello che ai suoi occhi inesperti aveva l’apparenza di antico ma che, il più delle volte, non era altro che vecchio.
Vedendolo accostarsi, l’omino gli fece un muto saluto appena con un segno del capo e, dopo essersi chinato dietro il carroccio che fungeva da negozio, riemerse con in mano una busta di plastica, ci frugò dentro e porse infine fra le mani di G.un polveroso e malandato volumetto, accompagnando il gesto con una espressione pari a chi consegni un inestimabile perla ad un prezzo talmente vile che andava appena sussurrato nelle orecchie dell’intenditore.
– Solo 20 euro e solo per lei – si limitò a sibilare mentre strizzava l’occhio verso G.
Il Signor G. si limitò a sollevarsi gli occhiali sulla fronte e dare una occhiata al frontespizio per controllare il titolo e la data di stampa.
Il libro era rilegato in una pelle che denotava già alcune leggere macchie di muffa con un dorso sottile in cui rimanevano solo pochi caratteri dorati di quello che un tempo doveva essere il titolo:
“Breve storia del Tutto”
La casa editrice gli era sconosciuta e la data di stampa riportava l’anno 1785.
Il libro non sembrava contenere più di un centinaio di pagine. “Dovrà essere molto breve”, sorrise il Signor G. mentre apriva il libro per accertarsi della qualità della carta e della rarità dell’esemplare. I fogli, a dispetto delle cattive condizioni dell’esterno, parevano di buona carta e di ottima fattura, quasi immuni da macchie o ingiallimenti. Senza ulteriori verifiche, estrasse dal taschino della giacca il portafogli e porse al venditore una banconota che pareva essere stata stirata da quanto era impeccabile.
Rientrato a casa abbandonò il libro sul comodino a fianco alla poltrona in cui era solito leggere e si preparò il magro pasto di uno scapolo.
Finita la cena e acceso il lume che aveva disposto a fianco alla poltrona, riprese in mano il libro e si immerse nella lettura.
Il testo non aveva nessuna prefazione o introduzione. Non era previsto neppure un indice, una prefazione né tantomeno vi era presente il nome dell’autore. Era presente solo una enigmatica dedica in latino
AD EDUCANDI G.S.
“G.S. – pensò sorridendo – le mie stesse iniziali. Si tratta sicuramente di una operetta di divulgazione senza grosse pretese. Magari di un precettore per il suo piccolo alunno aristocratico. A spese del Signore suo padre, ovviamente” si disse il Signor G.
I caratteri e la qualità denotavano comunque un libro che rispondeva alle caratteristiche della stampa dell’epoca. Per lo meno non gli avevano rifilato una patacca.
Altra caratteristica curiosa del libriccino era che pareva stranamente avere la struttura di una agenda moderna. In alto comparivano infatti delle date anche se il Signor G. capì che si trattava di date solo in un secondo momento.
Non appena lette le prime due pagine il lettore si accorse che qualcosa non quadrava.
L’autore sembrava narrare infatti la nascita dell’universo (datata mercoledì 15 marzo 13.435.012.735 A. C.). La cosa che maggiormente stupì il Signor G. fu tuttavia un’altra. L’autore usava tranquillamente termini che negli ultimi del 700 non potevano certo né essere usuali e tantomeno conosciuti. Non solo, erano presenti delle formule matematiche incomprensibili e lunghe digressioni sulla fisica quantistica e sulla distorsione dello spazio creata dalla comparsa dell’Essere.
Sulle prime il Signor G. pensò di essere stato truffato. Che cioè l’omino gli avesse venduto un libro moderno foderandolo con una copertina di due secoli fa. I caratteri e la stessa carta sembravano però originali e dunque inficiare tale ipotesi.
Rimandando l’esame dello strano fenomeno il Signor G. riprese tranquillamente a leggere.
Arrivò così, arrancando nella lettura di termini astrusi e ignoti al capitolo intitolato “inflazione del Tutto dove lesse qualcosa che sembrava riguardare la formazione delle nebulose di gas che in preda alla forza cinetica si condensarono dando vita alla materia quando, come sempre gli succedeva, il capo gli divenne pesante come un macigno, gli crollò lateralmente e si assopì di botto.
Ridestatosi di soprassalto, si domandò vanamente quanto avesse dormito, poi, posato stancamente il libro sul comodino, si avviò, come un sonnambulo verso la camera da letto e compiuti i soliti gesti quotidiani in maniera automatica, si infilò nelle lenzuola e dormì, come sempre, fino alle prime luci del giorno.
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Ma c’è qualcosa che non ho capio? Mi pare di aver caricato l’intero racconto. Invece vedo solo il primo capitolo
@Yanuk potresti verificare per favore? Grazie
Un racconto che da “bibliomane”, quale sono, non poteva che incuriosirmi e coinvolgermi, dal principio alla fine. Una lettura scorrevole, una trama che cattura l’ attenzione, virando moderatamente verso il giallo. Devo pero` rileggere soprattutto il finale. Il dubbio sulla vera eta` del libro non mi e` chiaro. Cio` nonostante mi e` piaciuto.
Partirei dalla copertina, molto azzeccata con il “sapere” che scivola metaforicamente su una buccia di banana. Il fatto poi che il “tutto” sia contenuto nelle 100 pagine di un libretto antico come la storia dell’universo, mi incuriosisce ancora di più. Complimenti per l’idea!
Accattivante. Tiene il lettore incollato alla storia con il desiderio di andare avanti per vedere di che si tratta.
Se posso dare un consiglio, rileggi con più attenzione prima di pubblicare.
Attendo il seguito!
Originale questo librick!
Incipit affascinante, che spalanca la porta al mistero. La prosa scorre piacevole, attendo il nuovo episodio per seguire passo passo l’avventura del Sig. G.
Benvenuto Carlo, e congratulazioni per questo primo bel racconto. Lasci i lettori odierni con il fiato sospeso; ci sarà un seguito? I lettori posteri, invece, a quest’ora già lo sanno. Beati loro.