Cadere

Serie: Alder Venn


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il mondo si mobilita, Catherine diventa illuminata e santa, i fantasmi riempiono le case, come sempre. Ma cadere è fallire, fino a strisciare.

Cadere in uno spazio vuoto.

Cadere vuol dire fallire.

Le strade di Torino sono rimaste aperte come vene dopo il passaggio della folla. Prima erano piene. Adesso respirano piano, deserte, mentre i fantasmi si ritirano nei loro rifugi sotto i portici, nelle scale umide dei palazzi, dietro le finestre illuminate alle tre del mattino.

I fantasmi sono alieni.

Noi non siamo di questo mondo.

È la Santa a dirlo ai suoi discepoli.

Siede a gambe incrociate sul vecchio trono della clinica. Una volta, da quella stanza, diagnosticava disturbi mentali. Adesso distribuisce visioni come ostie. Predice destini. Assolve. Condanna. I suoi adepti la osservano in silenzio, inginocchiati davanti alla casa invasa dai fiori marci e dalle candele consumate. Arrivano da ogni parte del mondo per ascoltarla respirare.

Li chiamano fantasmi perché hanno smesso di appartenere a qualcosa.

Portano doni. Denti dentro scatole di velluto. Fotografie bruciate. Capelli intrecciati. Disegni fatti dai bambini.

Cadere vuol dire fallire.

Non riesco più a tornare a casa. La folla ha divorato tutto. Le persone si ammassano contro i muri, contro i cancelli, contro le finestre della clinica come cellule impazzite che cercano di entrare in un altro corpo.

Ho bisogno di evasione.

Alder è inseguito dai giornalisti. Le prime pagine mostrano il suo volto deformato dai flash. Gli occhi bassi. Le mani davanti alla faccia. Ovunque telecamere, microfoni, bocche spalancate.

Se prima si sentiva osservato, adesso è assediato dal giudizio universale.

E verrà quel giorno in cui ogni persona chiederà il suo sacrificio. 

— Attenda un attimo in linea, grazie.

Bip.

La segreteria automatica continua a parlare dentro il rumore della folla come una voce proveniente dall’aldilà.

Catherine osserva tutti dall’alto della scalinata. Lei è la Madonna. Ha lo sguardo perso oltre le persone, oltre i palazzi, oltre il cielo sporco della città. Vuole guarire tutti i mali del mondo, assorbirli attraverso le sue mani e i suoi occhi.

—I nostri figli stanno cambiando, — sussurra qualcuno.

E la frase si diffonde nella folla come febbre.

I bambini tremano nei banchi di scuola. Disegnano porte che non esistono. Parlano da soli. Restano immobili per ore. Oppure ridono mentre guardano il vuoto. Alcuni vogliono gettarsi dalle finestre per capire se il corpo ricorda ancora come si vola. Altri perdono la testa. In maniera letterale. E non è solo suggestione, sta succedendo davvero.


— Attenda in linea, grazie. Biiiip.

Mi faccio strada tra giornalisti e fantasmi. Ormai è impossibile capire la differenza. 

Comincio a vibrare di nuovo.

Le persone si sfocano attorno a me. I loro volti diventano maschere bianche attraversate dalla luce intermittente delle telecamere. Sento il corpo perdere consistenza, come se stessi uscendo lentamente dalla materia.

Cerco Catherine. 

Non riesco a raggiungerla.

C’è solo spazio da attraversare.

C’è solo spazio.

Inciampo.

Le ginocchia sbattono contro l’asfalto bagnato. Le mani toccano terra. Attorno a me la folla continua a muoversi come un organismo unico, gigantesco.

Inizio a pregare.

Inginocchiarsi vuol dire obbedire.

Succede sempre prima di strisciare.

Continua...

Serie: Alder Venn


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