Tristezza

Serie: Detective Jordan: La spasmodica ricerca della polvere di stelle

Il sole tramontava lentamente restio al suo monotono quotidiano destino. La luna non avrebbe sorvegliato la città quella notte. Folte nubi si avvicinavano minacciose trasportate da un vento gelido, la stessa brezza che faceva svolazzare fogli di giornale tra i vicoli poco luminosi della città. Un paio di bambini di strada rincorrevano uno di quei giornali cercando di afferrarlo al volo, indolenti del freddo e pronti ad affrontare il malessere che avrebbe comportato quella trascuratezza in pochi giorni.

Uno dei due si schiantò contro una sagoma. Il bimbo distolse per un attimo lo sguardo dal suo gioco mostrando un sorriso sagace prima di riprendere la sua corsa.

Il cappotto color cammello avvolgeva un uomo sui trentacinque anni, spalle strette, pancia da alcolista e gambe ossute. Il viso era liscio e ben rasato tranne che sotto il naso, un folto baffo castano chiaro sormontava le labbra racchiuse in una smorfia simile a un sorriso falso, il doppio mento nascondeva gelosamente il pomo d’adamo. Le sopracciglia, sottili come quelle di una donna, cadevano stanche sugli occhi verde smeraldo decorati da piccole rughe espressive. I capelli, pettinati all’indietro, evidenziavano l’alta attaccatura, simile a una stempiatura, e l’avanzamento dell’età espressa da una ciocca grigia.

L’uomo impugnava una bottiglia di scotch da tre nicule proveniente dalle isole Border Line. A ogni passo il ginocchio colpiva il vetro facendolo oscillare mentre il collo della bottiglia, precario, si reggeva tra pollice e indice lottando contro la gravità.

La polizia girovagava in sella alle proprie scope volanti.

Una delle pattuglie pedinava l’ubriacone, intento a barcollare, aspettando il momento propizio della sua disfatta contro il suolo per sbatterlo dentro e appagare così il loro senso di inadeguato assoggettamento: non era facile essere uno sbirro a Luna Nascente.

La guerra dei quattro maghi, cento anni prima, aveva lasciato alle sue spalle fame e distruzione in tutti e quattro i nuovi continenti mentre il vecchio continente, e gli uomini e donne che lo dominavano, assistevano interessati e divertiti con nessuna voglia di intervenire se non quando il sanguinoso conflitto volgeva al termine.

Il continente che ebbe la peggio era il Continente del Nord, la cui capitale era Luna Nascente. In quella città venivano mandati agenti della Polizia Mondiale alle prime armi o teste calde disubbidienti per espiare le loro insubordinazioni, come gli agenti che stavano inseguendo l’ubriaco.

L’uomo infilò una mano nella tasca del cappotto mentre con l’altra provava a reggersi a una parete ostacolato dalla sua preziosa bottiglia. Chinò leggermente la testa in avanti e sputò a terra. Un filo di bava gli pendeva dalla bocca, sottile come una ragnatela, e si attaccò al cappotto.

La pattuglia accostò l’uomo e gli agenti in divisa balzarono giù dalle loro scope tenendole ben salde tra le mani.

L’uomo, quando gli agenti erano ormai giunti a pochi passi, alzò il braccio e mostrò un distintivo: faceva parte dell’Unità Speciale Unicorni. L’emblema era placcato in argento, sulla parte superiore sporgeva un sottile corno a spirale e al suo interno le iniziali dell’unità di colore rosa.

– Non ti basterà. – asserì sicuro uno degli agenti.

– Codice identificativo 0987. – sbiascicò l’uomo.

L’agente inserì i numeri sul suo bracciale fosforescente e comparve l’ologramma dell’uomo di fronte a lui.

– Per questa volta le è andata bene. Cerchi di essere professionale. Questo posto è già una merda senza bisogno di ubriaconi come lei.

– Lasciami in pace pivello.

– Questo è oltraggio a pubblico ufficiale, reato di grado due, pena marziale se necessaria.

L’agente alzò la scopa e colpì, con tutta la forza che aveva in corpo, la schiena dell’uomo facendolo cadere in ginocchio, fece roteare la sua arma in aria e lo colpì una seconda volta al volto stendendolo a terra.

L’ubriaco cercò di afferrare le caviglie della guardia ma la vista gli si annebbiò e perse i sensi per diversi minuti.

Un liquido caldo lo fece rinsavire e quando aprì gli occhi si trovò i genitali di un cane su di lui mentre espletava i suoi bisogni. L’uomo rotolò sulla motta e cercò di togliere via l’urina dell’animale strofinandosi con le maniche del soprabito. Si rialzò a fatica e riprese a camminare lanciando anatemi contro il cane e contro quel cane che lo aveva colpito poco prima approfittandosi del suo stato poco lucido.

Superò un paio di isolati diroccati e raggiunse le scale del seminterrato dove viveva. Si spogliò completamente, bevve un sorso d’acqua, le labbra erano molto secche, non baciavano una donna da quattro mesi.

L’uomo entrò in doccia e lasciò mischiare l’acqua corrente con le sue lacrime.

Finito di lavarsi si guardava negli occhi dalle sclere rosse attraverso lo specchio, in quei momenti non pensava, la sua testa era leggera e fluttuante, avvolto nel suo accappatoio si abbandonava a quei lunghi momenti di silenzio.

Indossò il pigiama e si adagiò sul suo giaciglio di piume di falco, lo fece lentamente, la schiena e la mandibola erano ancora indolenzite.

– Morirò da solo e abbandonato, qui, in una terra straniera, una terra non mia, divoratrice del mio tempo e della mia anima.

Gli succedeva spesso di parlare da solo, specialmente da quando Mafalda, la sua futura sposa, lo aveva lasciato pochi mesi prima del matrimonio. Non riusciva a capire in cosa avesse sbagliato, aveva messo da parte tutto per lei, pure sé stesso.

– Probabilmente è proprio questo il motivo, ero diventato poco interessante, non avevo più nulla da raccontare.

Cercando una risposta al suo tormento si voltò su un fianco e chiuse gli occhi sperando di non svegliarsi il giorno successivo.

Il sonno durò poco.

Il suo braccialetto fosforescente iniziò a vibrare. L’uomo passò l’indice sulla superficie liscia e spuntò l’ologramma del capitano degli Unicorni.

– Detective Jordan abbiamo bisogno di lei, una nuova minaccia incombe su Luna Nacente, raggiunta la sede degli Unicorni riceverà gli aggiornamenti del caso.

Jordan si alzò di malavoglia.

– Che vita schifosa che mi sono scelto.

Serie: Detective Jordan: La spasmodica ricerca della polvere di stelle
  • Episodio 1: Tristezza
  • Episodio 2: Intuizione
  • Episodio 3: Il De Orchibus
  • Episodio 4: L’isola di sapone
  • Episodio 5: Lo specchio senza riflesso
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    Commenti

    1. Federico Ferrauto

      Ciao Eliseo. Innanzitutto complimenti, personaggio e ambientazione non hanno a da invidiare a “Gli androidi sognano pecore elettriche” o “The Expanse”. Continuerò sicuramente a leggere il seguito 😉

      1. Eliseo Palumbo Post author

        Ciao Federico.
        Essere paragonato a un capolavoro come Blade Runner è di sicuro molto soddisfacente, mi metto subito all’opera per completare il quinto episodio 😀

      1. Eliseo Palumbo Post author

        Ciao Capo!
        Uno degli obiettivi di questa serie a cui tengo particolarmente molto era proprio questo, renderlo il più umano possibile, contento che sia piaciuto.

    2. Isabella Sguazzardi

      Ciao Eliseo,
      titolo più che mai indovinato per questo episodio che si trascina con questo velo plumbeo sui protagonisti. Descrizione lenta e pungente, ma che non annoia per neanche un secondo e che non ti fa staccare dallo schermo fino alla fine. Bravo!

    3. Giuseppe Gallato

      Ambientazione interessante, commistione tra fantasy e fantascienza (sci-fi?), con ottimi dialoghi: mi sono piaciuti molto quelli “tra sé e sé” perché forniscono un quadro, seppur adesso solo generale, del suo carattere. Sono curioso di leggere il seguito (il genere è tra le mie corde) e sapere dove andremo a parare con il detective Jordan. 🙂

      1. Eliseo Palumbo Post author

        CIao Giuseppe, si diciamo che doveva essere una serie prettamente fantasy ma qualcosa di fantascientifico esce fuori sempre nelle mie storie, il secondo episodio lo sto per postare.
        A presto.
        PS: Attendo il prossimo atto di: Come conquistare na donna 🙂

    4. Daniele Parolisi

      Bello, l’incipt e assai buono. I dialoghi sono ben azzeccati, danno un chiaro profilo ai personaggi e la narrazione non annoia mai e bella fluida e leggera. Mi piace! Attento la prossima puntata

      1. Eliseo Palumbo Post author

        Ciao Daniele! Come ti dicevo qualche mese fa, sono tornato al primo amore, il fantasy.
        Per adesso la storia si sta ancora sviluppando nella mia testa ma credo che non dovrai aspettare molto.
        Intanto dovevo per forza presentarvi il buon caro Jordan