Carletto

Serie: Le rose e le rouge


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Rosa ama la bellezza di tutto ciò che la circonda: i fiori, le piante e le belle parole delle persone come il professore, cliente abituale del chiosco. Ogni pretesto è buono per ascoltare la sua voce e carpire qualcosa della sua grande sapienza.

Rosa era arrivata pedalando e aveva rovesciato la sua Graziella, in modo sbrigativo, addosso al muro del cimitero, dietro il chiosco dei fiori.

Era entrata dal retro, aveva salutato Valentina con un’espressione euforica e subito dopo si era sfilata la maglietta bianca, a righe blu, mettendo in mostra il suo florido seno, traboccante dal reggiseno.

«Che fai, sei impazzita?»

«Guarda! Ti piace?»

«Ah, il tatuaggio. Finito?»

«Sì, ieri sera. Bellissimo, vero?»

«Ma… veramente… io non ho la passione per i tatuaggi, lo sai. E neppure per i fiori; però devo ammettere che non dispiace.»

«Come, non ti piacciono i fiori?»

«Sono allergica ai pollini, lo sai. Molto spesso – hai visto ─ sono costretta a usare anche la mascherina.»

«I fiori di questo tatuaggio hanno un significato particolare. E non credo ti faranno starnutire.»

«Sì, certo. Mi pare una figura già vista.»

«Sicuramente. Sui social, in qualche post, in internet. È Il Lanciatore di fiori, o Flower Thrower: un’ opera dello street artist Banksy, nota come Love is in the air, con cui l’artista stravolge un atto di violenza, di un lanciatore di molotov, con un mazzo di fiori. Si trova a Gerusalemme. Nel muro che conduce alla Striscia di Gaza. Un simbolo universale di pace.»

In quel momento, mentre Rosa continuava a mostrare il tatuaggio alla sua collega e a decantare i pregi e il significato delle opere di Banksy, era arrivato Carletto. Si era piazzato davanti a loro, sfacciatamente, ad ammirare quei seni prosperosi, coperti solo parzialmente da un reggiseno a balconcino, che a malapena riusciva a contenerlo. L’occasione di un contatto fugace e di sentire il profumo della sua pelle, addolcita da un aroma di vaniglia, l’aveva già avuto nel loro primo incontro-scontro, faccia a faccia. Era bastato quell’accostamento rapido per innescare il desiderio di lei, come stregato dal suo sguardo dolce, quanto la fragranza emanata dalla sua pelle.

Trovarsi lì, davanti al chiosco, a godersi la visione, di tutta quella carne candida e turgida in mostra, gli sembrava un miraggio.

Rosa si era rivestita subito, ridendo per la situazione un po’ comica di lei seminuda, vicino all’ingresso del camposanto, con un voyeur di fronte. L’unica contrariata sembrava Valentina.

Rosa era abituata a girare per casa seminuda, con suo fratello più piccolo che portava gli amici e i compagni di scuola, a far finta di studiare. Non sempre era al corrente che ci fossero altri maschietti in giro per casa. Certe volte ne incrociava qualcuno mentre lei, in mutande, usciva o si recava al bagno, in fondo al corridoio. Di solito arrossivano o abbassavano lo sguardo, mentre lei proseguiva a testa alta. Non riusciva a capire per quale motivo fosse del tutto normale il desabillé nelle spiagge, mentre l’ abitudine di mettersi comoda in casa propria, potesse sembrare sconcia.

Dopo che Rosa aveva richiuso il suo petto esuberante sotto la maglietta, Valentina aveva riacquistato la solita espressione da commessa. «Che vuoi Carletto? Ti è morto il gatto e devi comprargli i fiori o sei venuto soltanto per goderti lo spettacolo con i tuoi occhi da suino?»

«Veramente mi avevi promesso che questa gioconda creatura me l’avresti presentata. Sono passati tre mesi, non credo sia necessario ricordarti che hai un debito da saldare.»

«Ho capito chi sei: un incrocio tra un suino e un verme. Ti ho invitato alla festa del mio compleanno e non sei venuto. Ti ho proposto di partecipare alla pedalata in bicicletta e non ti sei fatto vedere. Ti ho mandato un messaggio per collaborare al falò di San Sebastiano e non mi hai neppure risposto. Adesso ti presenti qui, con la bava alla bocca, e mi rinfacci di non averti presentato la mia amica? Non ho ancora capito esattamente se sei un incrocio con quelli rosa, o con quelli pezzati; oppure gli altri, quelli neri striati. Ma cambia ben poco.»

Quando Valentina perdeva le staffe non usava mezzi termini. Giravano voci sul comportamento di Carletto con la sua ex che non le erano piaciute per niente. Come amica e collega maggiore, nei confronti di Rosa aveva un atteggiamento protettivo.

Lui non si era lasciato intimidire, né offendere e tanto meno umiliare. Aveva allungato il braccio, oltre il banco del chiosco che separava le due venditrici dai clienti. Un gesto simile a Il lanciatore di fiori del tatuaggio. Aveva in mano un mazzolino di viole mammole ben confezionate, con un cuore di fiori minuscoli al centro, le foglie intorno e un fiocchetto di nastro viola sottile, per legare il mazzolino. Il profumo intenso delle violette lasciava intuire una coltivazione all’aperto, nell’aiuola di un giardino; forse in casa sua o della vecchia Mafalda, sua nonna, quasi centenaria. Un pensiero gentile, confezionato ad arte, per fare breccia nel cuore della giovane e avvenente Rosa che più d’uno aveva già chiesto in sposa.

La ragazza aveva sorriso, trattenendo la risata sonora che sgorgava di solito, anche nelle situazioni meno divertenti, talvolta come reazione nervosa, ma soprattutto per la sua indole vivace e allegra.

«Grazie Carletto, il profumo delle viole mammole è favoloso. Mi fa tornare in mente tanti ricordi belli della mia infanzia. Sono i fiori che coltivava mia nonna e poi mia mamma, in un vecchio trogolo di pietra.

Avrò cura di loro e le conserverò tra le pagine di un libro. E poi vedrai, anche tu troverai presto un bel fiore di ragazza che ti renderà felice.» Aveva tolto dal cassetto la sua palla di vetro: la presse papier con la farfalla al centro e poi aveva continuato la sua scherzosa veggenza. «Vedo una brunetta dal viso grazioso. Lei ti vorrà bene e tu ─ mi raccomando ─ dovrai trattarla come un essere prezioso. E ricordati che le ragazze non puoi colpirle neanche con un pugno di rose in boccio.»

Quando Carletto si era allontanato, Valentina l’aveva guardata con stupore. «Non sapevo che possedessi queste doti. Maga Maghella?»

« Più che altro ho parlato con sua sorella.»

«Quindi è vero quel che dicono in giro?»

«Sì, la sua ex lo ha lasciato perché lui era morbosamente geloso e l’aveva picchiata.»

Serie: Le rose e le rouge


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Discussioni

  1. Hai descritto molto bene Rosa, col suo tatuaggio, col suo tipico desabillé in casa, e la sua amica Valentina con i suoi attacchi non molto velati e l’offesa rivolta a Carletto (incrocio tra verme e suino mi ha spezzato 😂), oltre al coraggio nel rinfacciargli tutte i suoi atteggiamenti maleducati (la pedalata, la mancata risposta ecc.)
    Veramente un bel racconto Maria Luisa!!!

    1. Le tue parole, Alfredo, mi danno un motivo in più per andare avanti con questa serie e per dare ulteriore risalto a Rosa che doveva essere, nelle mie prime intenzioni, un personaggio secondario, ma con le vostre considerazioni le avete dato uno spessore che mi ha guidato nel valorizzarla.
      Grazie ancora.

  2. “Era bastato quell’accostamento rapido per innescare il desiderio di lei, come stregato dal suo sguardo dolce, quanto la fragranza emanata dalla sua pelle.”
    Questa parte mi è piaciuta molto.

  3. Non so veramente da dove cominciare a scrivere l’elenco delle cose che mi piacciono.
    Il primo fatto che mi è saltato all’occhio è il contrasto tra Rosa, solare ed esuberante, e Valentina, più rigida e schietta. Da lettrice ho la sensazione che si completino a vicenda, creando un meraviglioso equilibrio.
    Concordo con quanto pensato da Rosa: perché in spiaggia va bene, spesso con completi pure più striminziti, ma in casa propria, in cui una persona è libera di gestirsi come gli pare, viene visto come sconcio? Me lo sono sempre domandata pure io.
    Per quanto riguarda Carletto? Faccio mea culpa: la prima volta che è entrato in scena avevo creduto che fosse una persona completamente diversa, invece… sono rimasta proprio male!
    Sono curiosa di scoprire che ruolo avrà in questa serie, visti i precedenti.

    1. Ciao Mary, grazie del tuo generoso commento, non so se capita anche a te, ma certe osservazioni e riflessioni dei nostri lettori, non sono soltanto linfa vitale per andare avanti, ma anche spunti molto utili per definire meglio e ritoccare il profilo di un personaggio o per risolvere l’ indecisione su qualche situazioni della storia degli episodi successivi. Ti dico perciò grazie, anche per il tuo prezioso contributo.

  4. Ho trovato simbolico il gesto di Carletto nel dare le violette a Rosa, lo stesso dell’opera di Bansky, e oserei dire complementare. L’artista mette un fiore di pace al posto di un’arma, Carletto invece dona fiori con la stessa mano che, contro la ex, è stata un’arma, e di quelle peggiori. Rosa è genuina, intelligente, sveglia. Prende l’uomo con ironia ma sa dove va a colpire. Sembrerebbero doti sufficienti a non cascare nel suo gioco. Purtroppo, non sempre lo sono. Sono curiosa di sapere come proseguira’…

    1. Ti svelo che nella mia palla di vetro ho visto Rosa che… Poi, però… E dopo… Quindi é successo che… E, in conclusione, lei boh?! Vedremo.😂
      Scherzo, ti ringrazio e spero tanto di riuscire a coinvolgerti ancora nella lettura di questa serie, con la tua solita sensibilità ed empatia femminile, verso i protagonisti di questa storia. Le vostre osservazioni mi saranno utili per definire meglio le caratteristiche dei personaggi che, in parte, possono essere ancora plasmabili.

  5. “Non ho ancora capito esattamente se sei un incrocio con quelli rosa, o con quelli pezzati; oppure gli altri, quelli neri striati. Ma cambia ben poco.»”
    Questa, se non ti dispiace, te la rubo e me la tengo in serbo nel caso ne incontrassi qualcuno della stessa specie 🤭

    1. Valentina é poco diplomatica; forse ha il dente avvelenato per qualche storia indigesta che le ha lasciato l’amaro in bocca. O forse é il suo carattere: diretto e impietoso, quando qualcuno non le va a genio. E credo che Carletto meritasse davvero di essere bastonato a colpi di insulti, per aver picchiato la ragazza.

  6. Mi piace molto, di Rosa, questo suo essere saggia, anche più della sua seriosa amica. Essere gioiosi non significa essere stupidi né ingenui, e questo Rosa ce lo insegna.
    Mi piace tantissimo l’arte di Banksy e ne stimo profondamente i messaggi che negli anni ci ha lasciato. Se dovessi amare un tatuaggio, sicuramente quello scelto da Rosa sarebbe fra i primi. Insieme alla rosa con il filo spinato attorno (che non è sua), per motivi affettivi. Non credo che qualcuno se ne ricordi, ma ne aveva uno il personaggio principale del mio primo e unico romanzo “erotico”.

    1. Grazie Giancarlo, anche per il riferimento alla rosa con il filo spinato attorno. Andrò subito a vendere. Se piace a te, credo che valga la pena di approfondire. Non fraintendermi, la mia non é adulazione, ma stima per come scrivi i tuoi libriCk e per ciò che comunichi attraverso i tanti commenti di vario genere.

      1. Grazie Maria Luisa, per l’apprezzamento. La serie era lunga e un po’… acerba, scritta una dozzina di anni fa. Ma troverai interessante, spero, i tatuaggi che si vedono nella foto di copertina sulla nuca e sulla caviglia della ragazza. A quei tempi (prima decade del millennio) non c’erano AI e tutto il lavoro di tatuaggio l’ho fatto sulla foto con Gimp, un software di fotoritocco simile a Photoshop. Un lavoraccio, se pensi che ho dovuto aggiungere anche la prospettiva per adattarsi alla forma della nuca e della caviglia :’-)

  7. Rosa è una ragazza gentile, lo si vede dalla risposta educata che dà a Carletto. Il suo animo viene fuori anche attraverso lo pseudo-tatuaggio: non scegli quel disegno se non ti ritrovi completamente in quell’idea.

    1. Rosa, ha scelto tutte le volte, per i suoi tatuaggi finti o veri, simboli che hanno lo stesso denominatore comune. Simboli coerenti con il suo modo di essere e di porsi nei rapporti con gli altri e nel rispetto per ciò che la circonda.
      Grazie Francesco, mi piace l’immagine che mi rimandate di questa ragazza a cui sto cercando di dare vita.

  8. “Non riusciva a capire per quale motivo fosse del tutto normale il desabillé nelle spiagge, mentre l’ abitudine di mettersi comoda in casa propria, potesse sembrare sconcia.”
    Infatti. È un mistero ancora.

    1. Lo spero anch’io, Aruanna, per Rosa e per tantissime donne e ragazze che cadono tra le braccia di un uomo possessivo e violento, con le mani o con le parole. Purtroppo però, temo che nella vita reale e anche nelle storie finte di narrativa, che traggono ispirazione dalla realtá, questo rischio sia ancora molto presente.
      Grazie Arianna, il tuo pensiero é, per me, molto importante.

  9. Cara Maria Luisa, non ti nascondo di avere un debole per Rosa. La trovo una donna fresca, travolgente, spiritosa, adoro il suo non prendersela mai e la capacità di sdrammatizzare. Tuttavia, affinché nell’amicizia, quella vera, ci sia equilibrio, è necessaria sempre una parte più razionale e riflessiva, ed ecco che entra in gioco Valentina. Sei davvero brava a creare equilibrio fra le due che fanno capolino a turno fra le righe di questa bellissima storia. Nello specifico caso di questo episodio, ho amato il finale. Rosa non ha fatto passare nulla al ‘disgraziato’. Pur usando gentilezza ed educazione, è andata dritta al sodo e ha colpito nel segno. Molto efficace.

    1. Ciao Cristiana, grazie🙏. Credo che Rosa potrebbe rappresentare l’essenza di una femminilità dolce, gioiosa e amorevole che ognuna di noi può esprimere come madre, come sorella o amica, o come donna innamorata; perlomeno finché non arriva qualcosa o qualcuno a guastare il sorriso e la delicatezza delle nostre anime sensibili. Rosa Testa, la protagonista di questa storia, é una ragazza molto giovane, che vede il mondo con le lenti rosa e spesso si incanta ad ascoltare le parole di un vecchio professore o la bellezza di un albero in fiore o di un disegno artistico simbolo di pace, che si fa tatuare sul corpo. La sua amica Valentina cerca di proteggerla. Riuscirà a impedire che la gioiositá del suo sorriso venga sciupata?

        1. Grazie Cristiana. Spero che, comunque vada, in questa storia inventata, la nostra voglia di sorridere, con sincerità e con gioia, nessuno ce la possa togliere.😊
          Un abbraccio.