Casa
Serie: L'incubo
- Episodio 1: Festa di compleanno
- Episodio 2: La Viking Sally
- Episodio 3: Akseli
- Episodio 4: Casa
- Episodio 5: L’angelo
- Episodio 6: Jenni
- Episodio 7: L’incontro
- Episodio 8: Il pavimento della scuola
- Episodio 9: Tentata fuga
- Episodio 10: Il serpente
STAGIONE 1
Quando arrivarono davanti alla porta di casa, Aila si rese conto di essere stata accompagnata nel luogo sbagliato. Si fermò a osservare ogni dettaglio di quella splendida villetta unifamiliare, ma era sicura di non esserci mai stata prima.
«Mamma, entriamo.»
In quel momento preferì assecondare l’uomo gentile, quindi sorrise e lo seguì. Ma una nuova sensazione di terrore la assalì subito dopo, quando la porta si chiuse alle sue spalle.
Era sola, in un luogo sconosciuto, con un uomo che, seppur gentile, avrebbe potuto farle del male.
Poi vide muoversi qualcosa: un’ombra, una persona, forse un bambino che si stava avvicinando.
«Ciao.»
Sì, era proprio la voce di un bambino. Aila si chinò leggermente per guardarlo meglio e rispose: «Ciao».
«Mamma, lei è Mimi. Ricordi? La mia gatta.»
Lei si voltò, trattenendo un sorriso, come se lui avesse appena fatto una battuta.
Una gatta? Vuole prendermi in giro? pensò.
«Vieni, ti aiuto a togliere le scarpe e poi andiamo a vedere la tua stanza.»
Si lasciò guidare, salendo, un passo dopo l’altro, una scala che sembrava interminabile. Mimi li seguiva incuriosita. Finalmente raggiunsero il piano superiore.
«Eccoci qui, devo solo cambiare le lenzuola e fare un po’ di spazio nell’armadio. Ti piace? Da questa finestra si vede il lago.»
Mentre Akseli svuotava il borsone e metteva in ordine, Aila scostò la tenda e diede un’occhiata al panorama: oltre il cortile, una stradina conduceva al lago ghiacciato, che si intravedeva attraverso gli alberi. Sulla sinistra, lungo la strada, c’erano altre case unifamiliari simili a quella in cui si trovava.
D’un tratto squillò il telefono: era Kirsi, la sorella di Akseli. Lui rispose e uscì dalla stanza.
«Sì, sì, è qui. Calmati.»
«Sei impazzito? Hai davvero portato via la mamma nelle sue condizioni? Sai che ha l’Alzheimer, vero?»
«Certo che lo so, qui starà benissimo.»
«Chi si occuperà di lei, tu?»
«Intanto, non usare quel tono! So cosa stai pensando: non riesco a occuparmi nemmeno di me stesso. Ok, finora ho fatto un casino, lo so. Ma la mamma stava peggiorando, in quel posto non la trattavano bene.»
«Smettila con questa storia, la trattavano come trattano tutte le persone anziane e malate come lei. Insomma, sono professionisti, sanno cosa fare.»
«Pagheremo un professionista che si occuperà di lei qui in casa mia, così potrò controllare.»
«Ma controllare cosa? Dio mio, vedi sempre complotti ovunque. Va bene, fai come credi più opportuno. Poi però non lamentarti, io ti sto avvisando.»
«Jawohl, mein Führer.»
«Fanculo, idiota!»
E riattaccò il telefono.
Akseli non si era accorto di aver camminato tanto durante la telefonata; quell’isterica di sua sorella aveva la capacità di farlo andare in tilt. Si ritrovò in cucina e si rese conto di aver lasciato la mamma sola, quindi si affrettò a raggiungerla.
«Eccomi, scusa. Parlavo con Kirsi. Mamma?»
«Miao.»
Quando entrò nella stanza vide solo Mimi, seduta sul letto.
«Dov’è andata?»
La gatta lo guardò con un’espressione che diceva chiaramente “Lo chiedi a me?”
Cercò di non farsi prendere dal panico e iniziò a ispezionare ogni angolo della casa. In bagno non c’era, al piano di sotto nemmeno (avrebbe impiegato troppo tempo per scendere le scale da sola e comunque l’avrebbe vista). Corse verso la sua camera da letto, vide la porta aperta ed entrò. Lei era in piedi davanti allo specchio dell’armadio che conversava cordialmente con la sua immagine riflessa.
«Mamma, mi hai fatto prendere un colpo. Che stai facendo?»
«Niente, stavamo parlando.»
Serie: L'incubo
- Episodio 1: Festa di compleanno
- Episodio 2: La Viking Sally
- Episodio 3: Akseli
- Episodio 4: Casa
- Episodio 5: L’angelo
- Episodio 6: Jenni
- Episodio 7: L’incontro
- Episodio 8: Il pavimento della scuola
- Episodio 9: Tentata fuga
- Episodio 10: Il serpente
Ciao Arianna! Bello come sei riuscita a farci vedere anche il punto di vista della madre. Ci hai fatto entrare e uscire dalla sua percezione, muovendoti come una telecamera all’interno della storia. È una delle tue grandi capacità👏🏻
Grazie mille 💕
Leggera nel descrivere una situazione pesante: non è uno scherzo prendersi la responsabilità di accudire una persona che vive una realtà distorta. La sorella avrebbe preferito che se ne occupassero altri, mi auguro cambi idea e dia una mano al coraggioso fratello. Brava Arianna
Ciao Giuseppe, grazie🤗❤️
Che tenerezza Alia, che si affida al figlio che percepisce come sconosciuto e che parla alla gatta che vede come un bambino. ❤️
Nonostante la malattia è ancora capace di percepire quel filo che la lega al mondo che non ricorda più.
È un capitolo davvero commovente. ❤️
Grazie Mary ❤️
Delle tue storie e delle tue ambientazioni mi piace sempre pensare che ci sia uno spicchio della tua realtà.
In effetti, c’è 🙂 (per tanti anni abbiamo avuto in casa mia nonna, malata di Alzheimer)
La storia si fa sempre più misteriosa.
La tensione è palpabile e sono ansioso di scoprire cosa succederà dopo.
Attendo il quinto episodio. 🧐
Ciao Corrado, grazie 😊
😊
Hai un tratto nella scrittura che assomiglia a rapide pennellate date sulla tela. Si distinguono i colori delle differenti situazioni.
Mi viene quasi da dire, una scrittrice di poche parole, ma così efficaci e profonde nella loro essenzialità, da lasciare il lettore assolutamente soddisfatto.
La storia mi piace tanto e si percepisce la sofferenza nascosta sotto alla tragi-comicità della situazione.
Grazie❤️❤️❤️
“«Fanculo, idiota!»”
😂 che belli i sereni rapporti fra fratello e sorella!
🤣
Ciao Arianna, a tratti questo episodio fa sorridere, ma mostra anche una situazione difficilissima e dolorosa. Mi è piaciuto il confronto con la sorella, hai tratteggiato splendidamente il modo diverso con cui vedono la malattia della madre e quanto siano disposti a fare per lei. Sono davvero curiosa di continuare la lettura, bravissima!
Ciao Melania, grazie 💖
Mi piace il modo in cui descrivi i comportamenti dei quattro: madre, figli e gatta compresa. Una rappresentazione realistica di un quadretto familiare problematico, tra normali scontri fraterni e una madre gravemente disorientata. La lettura é piacevole per la sottile ironia che alleggerisce il dramma della situazione. Akseli sembra sicuro di cavarsela con l’ aiuto di una persona esperta. Una badante? Un’ infermiera e una OSS? Chissà. Vedremo.
Ottimo il finale.
Grazie mille 💖
Mi ha stretto il cuore immedesimarmi in Aila, nel modo in cui la malattia le fa affrontare le cose. La cosa che più mi ha colpito è stata vederla con il gatto mentre lo scambia per un bimbo, stranita dal fatto che il figlio non lo prenda allo stesso modo come se la realtà che percepisce fosse davvero quella reale. Hai reso benissimo l’idea. Bravissima!
Ciao Irene, grazie 💖
Hai descritto benissimo le percezioni distorte che l’Alzheimer produce: il non riconoscere i luoghi e il confondere le persone. Ho familiari che soffrono di questo male, ne conosco i comportamenti e sono d’accordo con la scelta di Akseli, ovviamente se la famiglia se lo può permettere. Bravissima, Arianna❤️👏👏
Grazie mille, Concetta ❤️
Ciao Arianna, il momento in cui Aila parla con il suo riflesso è straziante e potentissimo. Fa percepire in un istante la solitudine e il disorientamento dell’Alzheimer, mentre il figlio, tra la buona volontà e l’impotenza, cerca di costruirle un mondo sicuro. La normalità della casa rende tutto ancora più commovente. Un episodio molto bello. Brava.❤
Anche mia nonna credeva che il suo riflesso fosse un’altra persona, ho pensato a lei mentre lo scrivevo. Grazie mille ❤️