CHIACCHIERATE
Serie: LA VALLE DELLE LACRIME
- Episodio 1: IL BAMBINO DEL BURRONE
- Episodio 2: ELENA CABALLARIO
- Episodio 3: LE PAURE DEL POLIZIOTTO
- Episodio 4: IL VALICO DELL’ALBA
- Episodio 5: LA PRIGIONE AI PIEDI DEL MONTE
- Episodio 6: GIULIO CABALLARIO
- Episodio 7: NASCONDERSI IN UNA SPELONCA
- Episodio 8: IL DISEGNO
- Episodio 9: LUIGI CABALLARIO
- Episodio 10: INDAGINI E RICORDI
- Episodio 1: INIZIATIVA PERSONALE
- Episodio 2: L’INTERROGATORIO
- Episodio 3: I BOSCHI SUI MONTI
- Episodio 4: LA LUNA E IL CIELO
- Episodio 5: LA GUIDA
- Episodio 6: SOGNI E INCUBI
- Episodio 7: SILENZI
- Episodio 8: MORTE SUI MONTI
- Episodio 9: MENZOGNE
- Episodio 10: CHIACCHIERATE
- Episodio 1: ESTASI MACABRA
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
PIAZZA FRANCESCO PETRARCA
Era arrivato in piazza giusto in tempo per vedere il suo amico entrare in gioielleria e accendere le luci: quel negozio era stato fondato dal padre, e Silvio lo portava avanti da tempi immemori insieme alla moglie con una cura meticolosa: l’uno non si muoveva senza l’altra e viceversa; erano come esseri complementari. Ma l’amicizia che li legava era profonda, nata da vicissitudini comuni e rafforzata da tante altre vicende.
«Già in piedi a quest’ora?» gli chiese Silvio appena lo vide entrare.
«Oggi sì, devo fare alcune cose.»
«Se sei già sveglio alle 7 del mattino, saranno molto importanti…» dedusse. Aveva ancora le chiavi del negozio in mano e il giubbotto indosso mentre attendeva la risposta.
«Abbastanza» si limitò a dire l’altro quasi distratto, mentre osservava alcuni gioielli in vetrina. Parlarono del più e del meno, degli affari della gioielleria e di varie altre vicende, cercando di sorvolare il più possibile su quelle più delicate, ma la curiosità di Silvio era troppo forte per poter essere frenata.
«Mi dispiace per tuo nipote» gli disse all’improvviso. «Mi dispiace davvero tanto.»
Quelle ‘’scemenze’’, come le definiva Giulio, lo infastidivano, ed era già pronto a ricevere una delle sue solite risposte, ma quest’ultimo non disse nulla, era impassibile e continuava a guardarlo con distacco, come se in quel momento la mente fosse da un’altra parte.
«Ti ringrazio» rispose.
«Hanno scoperto chi ha ucciso Enea?»
Giulio sorrise, lisciandosi delicatamente la barba con la mano.
«Niente» disse. «Quei deficienti della Polizia non sanno neanche impugnare una pistola, figurati se scoprono qualcosa» concluse.
«E tuo figlio? Stanno indagando ancora su di lui?»
«Vedo che le voci in paese girano veloci. Forse anche troppo…»
Lo fulminò con un’occhiataccia; guai a parlare del suo Luigi e a porre tali domande.
«Sai com’è, la gente chiacchiera» si giustificò il gioielliere facendo spallucce. Voleva evitare un’eventuale scenata dell’amico, conoscendo il suo carattere. «Ognuno pensa qualcosa e ognuno ha la sua idea…»
«Allora tutti sbagliano e tutti hanno idee stupide. Mio figlio non ha ucciso quel bambino e non lo avrebbe mai fatto!»
«E Gregorio?»
Giulio distolse per un attimo lo sguardo da Silvio e lo posò su degli orecchini in vetrina, sospirando. Anche solo sentir pronunciare il nome dell’altro figlio lo disturbava.
«Andasse a crepare. Di lui non mi importa.»
CASA DI GREGORIO CABALLARIO
Dopo quella inutile telefonata, aveva ignorato del tutto l’invito di Cleros a vestirsi e uscire. Era ancora seduto sul divano, col cellulare in mano, quando qualcuno bussò alla porta. In silenzio, Gregorio si avvicinò allo spioncino e vi guardò attraverso cercando in tutti i modi di non produrre alcun rumore: era proprio Cleros, fuori.
«Cosa vuoi?» gli domandò senza neanche salutarlo. Aveva aperto violentemente la porta, e la velocità con cui l’aveva fatto aveva sorpreso l’amico, spaventandolo.
«Ti avevo detto di prepararti…» disse quest’ultimo indicandolo con un cenno del capo.
«Per fare cosa, una partita a carte? Pensa piuttosto a-»
«Riguarda Elena.»
Tacque. Lo fissò interdetto, con quei suoi occhi profondi e carichi di dolore cercando di capire cosa volesse dire, con quelle parole.
«Hai scoperto qualcosa?»
«Ho una pista, ma mi serve il tuo aiuto.»
Rise. Era stanco di tutta quella faccenda, voleva solo restare chiuso in casa a riposare e leggere, sempre se vi riusciva.
«Le tue famose ”piste”. Se è una scusa per farmi uscire hai perso solo tempo.»
«Finiscila!» urlò l’altro. Dalla breve distanza che li separava, riusciva a sentirne il profumo.
«Tempo fa qualcuno ha visto Elena ed è disposto ad aiutarci. Ma se vuoi chiuderti in clausura sei liberissimo di farlo» concluse, con un gesto di stizza. Quella volta avrebbero potuto ritrovare veramente Elena, ne era convinto, ma la cocciutaggine di Gregorio lo irritava non poco. Fece per andarsene, quando sentì il braccio bloccato da una stretta presa.
«Dammi cinque minuti» gli disse l’amico. Poi richiuse la porta e lo lasciò avviarsi verso l’auto. Si svestì velocemente del pigiama e indossò in fretta e furia jeans, maglietta e giubbino, uscendo di casa poco dopo. Con sé, aveva anche il cellulare.
Quando aprì lo sportello dell’auto e si sedette, Cleros aveva già pronto il suo cellulare con la foto di un luogo per mostrargliela.
«L’hanno vista qui l’ultima volta» spiegò, il dito a indicargli il punto esatto nell’immagine.
«Ne sei sicuro?»
«Certo che ne sono sicuro.»
«E questa informazione chi te l’ha data?»
Cleros posò il cellulare nel ripiano del cruscotto e mise in moto l’auto, tirando giù col naso.
«Un uomo.»
«E ti fidi?» domandò l’altro, alzando involontariamente un sopracciglio. La sua espressione ingannava una certa titubanza, poiché dopo tutti quei buchi nell’acqua non aveva il benché minimo desiderio di cacciarsi in qualche altra inutile ricerca. Stava ancora ‘’smaltendo’’ il dolore, e una nuova mazzata emotiva non lo avrebbe aiutato.
Il poliziotto lo guardò in cagnesco, trapassandolo da parte a parte. Aveva una pazienza invidiabile, anch’egli amava Elena e tutti gli indizi su quest’ultima erano ritenuti buoni per le indagini, ma quel disfattismo gli provocava l’orticaria. Tra l’altro, non si sarebbe mai fatto gabbare così ingenuamente da uno sconosciuto: nell’ultimo periodo, i mitomani erano spuntati come funghi, e tra chi sosteneva di aver ucciso Enea senza nemmeno conoscere il luogo del ritrovamento, chi confessava di aver rapito la donna e chi avanzava richieste di riscatto per la sua liberazione, ne aveva sentite di ogni.
«Mi fido» rispose. Inserì la marcia e partì, alzando una leggera polvere sul selciato fuori casa.
Serie: LA VALLE DELLE LACRIME
- Episodio 1: INIZIATIVA PERSONALE
- Episodio 2: L’INTERROGATORIO
- Episodio 3: I BOSCHI SUI MONTI
- Episodio 4: LA LUNA E IL CIELO
- Episodio 5: LA GUIDA
- Episodio 6: SOGNI E INCUBI
- Episodio 7: SILENZI
- Episodio 8: MORTE SUI MONTI
- Episodio 9: MENZOGNE
- Episodio 10: CHIACCHIERATE
Ma perché Giulio paga quel losco individuo con dei gioielli e non in contanti? Adesso, per esempio, sta per acquistare degli orecchini: saranno destinati a quel tipo? Sono proprio curiosa di leggere il seguito.
Mi piace molto il taglio “da provincia”: la piazza, la gioielleria, le voci che girano, e quel modo di parlare che fa capire rapporti e rancori senza spiegoni.
Stai avanzando lentamente ma con metodo. Sembra quei puzzle dai pezzi piccolissimi, ci gustiamo lettura, osserviamo, cerchiamo di capire e aspettiamo di sapere cosa accadrà!
Spero che ci sia una bella svolta nell’indagini. Quest’attesa è snervante. Bravo.
Bene. La tensione narrativa è ancora molto alta e tu la governi con equilibrio. Tutto è in essere e noi pendiamo dalle tue labbra, “pardon” dalla tua penna.