Chiara
Serie: IL GIUDICE (L'inganno dell'evidenza)
- Episodio 1: Giada
- Episodio 2: Andrea
- Episodio 3: Mattia
- Episodio 4: L’orfanotrofio
- Episodio 5: L’infanzia di Andrea
- Episodio 6: Chiara
STAGIONE 1
«Del ragazzo non si sa niente? Quando verrà dimesso? Così mio padre smette di stare in pena.»
Ah, ma allora è come dice Chiara: sei un bastardo. Mi avvicini e fai il simpatico solo per avere notizie.
«A dire la verità non so nulla. Come le ho detto, sono di un altro reparto.» Ma alza il culo, vai a prendere il paparino e chiedi in ospedale!
«Capisco. Scusi. Si sta facendo tardi, è meglio che vada. Arrivederla.»
Mattia le tese la mano e lei si pulì velocemente la propria, grondante di gelato sciolto. Lui si girò e Giada intravide un leggero sorriso sulle sue labbra.
“Ma perché mi hai parlato? Sei un timido che non sa come aprire il discorso e io ho perso un’occasione, o sei uno dei tanti che si prende gioco delle donne innamorate? No, aspetta, però: io non sono innamorata. Lui però sorrideva mentre andava via. Era contento di avermi vista o rideva di me e adesso si sta vantando con gli amici? Com’era il suo sorriso? Di sbiego: uguale deluso. Semiarco: uguale felice. Mezza risatina: uguale presa in giro… o no?”
Prese il cellulare, aprì la fotocamera in modalità selfie e cercò di imitare il sorriso di Mattia per interpretarlo. Per fortuna si accorse che erano già le 18:00 e scappò via per raggiungere Chiara. C’era traffico e arrivò con quindici minuti di ritardo. L’amica la stava ad aspettare all’ingresso del parcheggio. Giada scese dall’auto e le andò incontro.
«Stavo per chiamarti: non arrivavi più.»
«Hai ragione, poi ti spiego… ma il bambino dov’è?»
«È voluto restare con la nonna. Me lo sta viziando con dolci e dolcetti; comunque meglio così, ti devo parlare. Vieni, sediamoci.»
«Che è successo, Chiara?»
«Giada, io ieri ti ho aiutata, ma sia l’ultima volta. Questa è violazione della privacy. Se il tuo paziente non ha voluto dirti i particolari di quello che gli è successo, un motivo ci sarà. Se viene a sapere che sei andata in quel posto, potrebbe denunciarti.»
«È vero, ma lo sai come la penso: qualcuno che mantenga il buon senso ci vuole… e questo me lo hai detto proprio tu, ricordi?»
«Sì, quando è morto mio padre.»
«Dicesti che in quella manifestazione fu colpito, ma era anche vero che nessuno lo soccorse. Tutti a correre, a passargli sopra. Nessuno che sia tornato indietro a tirarlo su. Per fortuna molti non sono così, e fra questi ci sei tu. Neanche io intendo guardare altrove. Andrea può avere il meglio e io farò di tutto per aiutarlo.»
«Va bene, Giada, speriamo in bene… Hai saputo qualcosa sul ragazzo?»
«Sì, e hai ragione tu a pensare che abbia un motivo per essere evasivo: ha passato la sua infanzia in solitudine, rifiutato da tutti. E come se non bastasse, non è stato un incidente a conciarlo così. La sua famiglia — nonni e madre — fu uccisa da un tale che si era introdotto in casa per rubare e poi diede fuoco a tutto. Andrea si salvò perché la madre, prima di morire, lo spinse fuori casa.»
«Sì, forse ho capito di quale caso si tratta. La casa era in un luogo isolato della provincia. Ero piccola, ma mio padre all’epoca prestava servizio in quel paese e accennò a qualcosa.»
«Esatto.»
«Perciò sei arrivata in ritardo: avete parlato molto.»
«No, non è per questo.»
«E allora perché hai detto “poi ti spiego”?»
«Ho incontrato… Mattia. Mi stavo riposando su una panchina e lui si è seduto accanto a me. Parlava del tempo, sembrava cercasse il modo per rompere il ghiaccio, ma poi ha chiesto quando veniva dimesso Andrea, perché il padre è il vicino di casa del ragazzo ed è lui che chiamò i soccorsi: insomma, il vecchio era preoccupato…»
«Mica avrai detto a quella iena che eri stata all’orfanatrofio?»
«Ma pensi che sia scema? Guarda che mi offendo. Poi perché “iena”?»
«Niente. Scusa, vai avanti.»
«Gli ho risposto che non sapevo niente, lui ha ringraziato ed è andato via. Io non capisco: un attimo prima scherza, sembra interessato a me, e subito dopo scappa via.»
«Giada, te l’ho già detto: è un uomo strano. Lui è come marzo: per qualche ora c’è il sole, poi passa una nuvola e diluvia. Anche con il padre, quando lo chiama, è sempre scorbutico; poi magari salta il pranzo per correre da lui. Un giorno mia madre è venuta a prendermi, mio figlio piangeva, strillava così forte che si sentiva fin dentro il suo ufficio. Lui si è innervosito, ha gridato: “Gne’, gne’, ch’ pagnistén!” e ha sbattuto così forte porta e finestra che ha fatto tremare le mura. Il giorno dopo mia madre è tornata con il bambino e lui è sceso in strada, ha sorriso e ha dato una manciata di caramelle al cinno.»
«Poverino, è un po’ nervoso ma in fondo è una brava persona.»
«Eh, come no. Vedessi come fa gli interrogatori non lo diresti.»
«Sta’ a vedere adesso che è Torquemada.»
«Questo no, perché gli avrebbero già tolto l’incarico, ma guarda e parla agli indagati quasi con odio.»
«Neanche quelli saranno santi.»
«No, ma il giudice non è lui e, se vogliamo dirla tutta, ha ottenuto più confessioni Giorgio, con il suo tono fermo ma pacato, che lui… Però se a te sta bene, accomodati. Ma dico, Giada, hai sempre evitato di innamorarti e adesso, con tutti gli uomini che ci sono, perdi la testa per quel lampione fulminato? Mai che l’abbiano visto con una donna o un amico. L’unico con cui parla è Giorgio, ma solo perché quello è un gran signore.»
«Ma chi ti ha detto che ho perso la testa? Mi piace e niente di più.»
Chiara guardò Giada sorridendo di sbiego e alzando un sopracciglio. Giada rise.
«Che guardi? Piuttosto tu con questo Giorgio: sono già due volte che lo elogi stasera. Poi sarei io l’innamorata…»
«Sì, ma lui non mi ha mai illusa. Io non sapevo niente e avevo premuto troppo l’acceleratore.»
«Eh, ma sono passati due anni da allora. Quando ti decidi a fermarti e a guardarti intorno?»
«Perché in queste cose sei come un treno in corsa: anche se tiri il freno, ci vuole un po’ di tempo prima di fermarti. Anche per questo ti metto in guardia.»
Serie: IL GIUDICE (L'inganno dell'evidenza)
- Episodio 1: Giada
- Episodio 2: Andrea
- Episodio 3: Mattia
- Episodio 4: L’orfanotrofio
- Episodio 5: L’infanzia di Andrea
- Episodio 6: Chiara
“Hai sempre evitato di innamorarti e adesso, con tutti gli uomini che ci sono, perdi la testa per quel lampione fulminato?”😅 A quanto pare, siamo tutte uguali! Il “lampione fulminato” affascina molto anche me.
Giada e Chiara insieme sono oro: si punzecchiano, si proteggono, si dicono le verità in faccia ridendoci sopra. E Mattia descritto come marzo, sole e diluvio, è una di quelle immagini che vale più di dieci pagine di caratterizzazione. Queste due le ascolteresti parlare per ore.
“perché i ciliegi tornassero in fiore”.
Infatti è una frase che adoro, e la farò pronunciare a uno dei personaggi del racconto.
Non ho ancora inquadrato Mattia. Non capisco se ci fa’ o ci è. Lo scoprirò nei prossimi episodi. Brava 👏
Mattia è un commissario su cui bisognerebbe indagare! 😂Grazie di cuore per il commento, Tiziana❤️🙏
Sei bravissima a scrivere dialoghi. Sono ricchi di informazioni per aiutare il lettore a costruire gli scenari e per nulla noiosi considerando la lunghezza.
Infondo credo sia il minimo sindacale considerando che si tratta di una conversazione tra due amiche 😉
Bravissima
Ciao
P.
Grazie di cuore per il bel commento, Pasquale!🙂🙏
È possibile che Giada non si fermi affatto e che ci sia un impatto prima o poi.
D’altra parte, si sta dando da fare molto più di quanto richiederebbero i suoi doveri come medico.
Questo si spiega tenendo presenti le motivazioni che, a suo tempo, la spinsero a intraprendere la professione.
Ma c’è poi un elemento ulteriore: Mattia, il cui ruolo deve ancora chiarirsi, ma che, almeno dai racconti di Chiara, appare connotato da un comportamento spesso contraddittorio.
Vedremo, cara Concetta, per ora un abbraccio.
Hai colto in pieno: Giada somiglia molto al protagonista di ‘Un medico’ di De André (almeno nella prima parte della canzone). Un abbraccio, Francesca.
Però, bello!
Grazie di cuore, Kenji🙂🙏