CICCIBACCO
Serie: STORIE DI GIOVANNI CARDILLO
- Episodio 1: IL PRESEPE
- Episodio 2: CICCIBACCO
- Episodio 3: L’UBRIACONE
STAGIONE 1
Aveva ancora in mano la statuetta di Cicci Bacco quando Ciro entrò in negozio. Con la sua solita tuta da ginnastica, la catenina al collo e l’orologio al polso, le sue capatine al negozio erano divenute ormai quotidiane, ma non gli dispiaceva.
Avvocato con una brillante carriera, Ciro era abituato a fargli visita ogni mattina prima di ritornare a casa per vestirsi in maniera decente e recarsi in ufficio. L’itinerario era sempre lo stesso: tutti i giorni alle sette usciva di casa, si incamminava verso l’edicola del paese più vicina, comprava il giornale e lungo il percorso di ritorno faceva una breve sosta al negozio di Giovanni per scambiare due parole. Tra i due era nata una bella amicizia, e la stima reciproca era notevole; un giorno gli confessò pure che fermarsi anche solo cinque minuti in negozio lo rilassava.
«Non ha ancora piazzato le luci signor Cardillo!» disse scherzoso.
Quel suo sorriso gentile era una ventata di allegria, lo rendeva simpatico a tutti.
«No,» rispose «non le ho nemmeno comprate.»
«Troppo impegnato a scheggiare il legno?»
Giovanni alzò la testa dalla scultura, lo sguardo puntato sull’uomo, e lo guardò sbieco da sopra gli occhiali: «Io il legno lo lavoro non lo scheggio…» ribatté, un po’ risentito. L’altro si affrettò a precisare.
«Lo so, stavo scherzando. A me sono sempre piaciute le tue sculture.»
Ammirava la piccola casetta color giallo ocra di un pastore, lo sguardo inevitabilmente perso nel vuoto. Di quelle piccole statuette adorava percepirne i dettagli sotto le dita dopo aver sfiorato il volto dei pastori o i tetti delle abitazioni: d’altra parte, ciascun personaggio era legato a un ricordo della sua famiglia. Amava rimembrare tutti quei piccoli momenti in cui, accovacciato a terra vicino al presepe, si fermava a osservare gli animali, le montagne sullo sfondo, la grotta, i viali, gli alberi o le fontane.
«Guarda che mordono.»
Ritornò alla realtà. «Come hai detto?»
«I pastori ti mordono se li tocchi di nuovo» ripeté Giovanni. L’uomo rise.
«Non possono, hanno un cuore.»
Serie: STORIE DI GIOVANNI CARDILLO
- Episodio 1: IL PRESEPE
- Episodio 2: CICCIBACCO
- Episodio 3: L’UBRIACONE
Ho immaginato le mani sapienti dello scultore intagliare e levigare il legno, dipingere le statuette con quell’amore e dedizione che, ormai, si è perso da tanto tempo. ❤️
Sì, uno degli obiettivi era proprio questo. Lungo la strada di San Gregorio armeno si possono trovare ancora questi artisti-artigiani impegnati nei loro lavori, se ti capita di passare per Napoli ti consiglio vivamente di dare un’occhiata. Grazie di tutto!!
Ho immaginato Giovanni simile a Geppetto e mi è subito tornata in mente quell’atmosfera natalizia stile Disney ❤️
Che bella questa immagine Arianna, grazie per averla condivisa con me!
Bellissimo questo episodio. Si sente l’amore per il presepe e la delicatezza con cui il legno diventa materia viva.
Ciao Maurizio, ho cercato di trasmettere le stesse passioni attraverso queste parole e dal tuo commento credo di esserci riuscito (almeno in parte ahah). Grazie di tutto, buona vigilia!
Continui con il tuo modo di farci amare una materia nobile come il legno e a mio parere lo fai in modo eccellente.
Ciao Antonio, felicissimo di leggere queste tue parole e mi fanno piacere! Grazie di tutto e buona vigilia! ❤️
Ciao Alfredo, un avvio che cattura. Si percepisce la tipica atmosfera Natalizia che incontri in quelle storie che leggi durante le feste. Seduti sul diveno, ( questa sono io chiaro!) un te caldo e qualche biscotto, cellulare in modalita silenziosa, e il gioco è fatto. Bravo.
Ti ringrazio Tiziana, buona vigilia!!
“«Non possono, hanno un cuore.»”
👏 Bellissimo!
Bellissima la parte finale. Mi hai fatto pensare a quanto amore e passione si mettono nella lavorazione del legno e delle statuette. E soprattutto un artigiano mette il cuore in ciò che fa e le sue creazioni vibrano di riflesso.
Vero, gli artigiani riescono a donare un’anima alle loro creazioni creandole col cuore. Grazie di tutto come sempre, e buona vigilia di Natale!!
Sto respirando aria di casa. Grazie, Alfredo☺️
Ciao Concetta, davvero? Mi fa tanto piacere questa tua considerazione. Sei di Napoli o dintorni?
P.S: buona vigilia di Natale
Sono nata a Napoli e ci ho vissuto fino a 16 anni fa. Abitavo in via Arenaccia, zona ferrovia, poi mi sono trasferita in Piemonte. Buona Vigilia anche a te, Alfredo.
Ho capito, è stata una piacevole scoperta ahah, non lo sapevo. A presto!
Una bella storia che scalda il cuore. Un uomo solo che solo non è perché ha il suo legno da lavorare.
Mi piace l’utilizzo del dialetto nei dialoghi perché aggiunge credibilità.
So già che mi farà compagnia in queste giornate.
Ciao Tiziana, mi fa piacere leggere il tuo commento, grazie come sempre. Buona vigilia di vero cuore!! ❤️