Ciò che la timidezza non ti fa dire.

Serie: Intro


La seria parla di una ragazza giovane di ventotto anni che ha paura di esprimere le proprie emozioni. Si descrive come una persona apatica e introversa, ma sarà davvero così?

Entro nel locale insieme alla mia compagnia di amici, e saluto per primi i proprietari. Ormai è da quando vengo qui che parliamo e per me sono diventati importanti. Spesso, mi ascoltano più di chiunque altro in seguito saluto anche le persone presenti. Non è un bar grande, ma è piccolo e accogliente. Una volta che prendi confidenza, ti senti a casa. Vi è mai successo? A me veramente poco volte e sono felice che sia successo proprio qui.

 

“Dove ci mettiamo? Al nostro tavolino?” mi domanda, Marta. Sorrido se penso al fatto che puntualmente, ogni volta che veniamo noi sia sempre libero nonostante la marea di gente che c’è.

 

“Si, va bene” acconsento.

 

Andiamo ad accomodarci. 

 

Poco dopo la cameriera, sempre super gentile, ci domanda cosa vogliamo. Ordiniamo i soliti. Per me un Gin Tonic mentre la mia amica beve il Mojito. Improvvisamente, mi tira un calcio sotto al tavolo.

 

“M sei impazzita?” le domando.

“Guarda chi arriva” mi sussurra.

Lei guarda dritto davanti a sé, porto il mio sguardo verso l’entrata e noto che sta entrando Joshua detto Josh. Lui è l’amico che tutti vorrebbero avere. Sa ascoltare ed è buono. Da quando lo conosco non l’ho mai sentito lamentarsi di nessuno. Si arrabbia poche volte e a me a battere il cuore da mesi ormai. Dopo che ha salutato tutti, cammina a passo moderato verso i tavoli.

 

“Sta veramente venendo verso di noi?” domando a Marta.  Sto già entrando nel panico più totale.

 

“Ciao Marta, tuo fratello?” cerco di non guardarlo, ma è impossibile davanti a me. “Esce a breve. Vuoi sederti qui mentre lo aspetti?” in questo momento la sto maledicendo.

 

“Se posso, si grazie così non sto da solo!” Prende posto accanto a Marta. Il mio cuore inizia a battere più del dovuto. Ed ecco qui che la mia personalità cambia. Improvvisamente non sono più la persona di prima, ma sono più introversa. Quando c’è lui con noi ho sempre paura di dire qualcosa di sbagliato e che lo possa turbare. Invece vorrei solo conoscerlo solo un po’ di più. Vorrei provare ad essere sua amica, come mi ha consigliato Marta, eppure non ce la faccio. La timidezza per molti è speciale a me irrita soltanto. Vorrei essere me stessa anche con lui, ma non ci riesco. Mi chiedo il motivo per cui io sia così, ma non trovo le risposte, spero solo di cambiare. Non posso andare avanti in questa maniera, mi rende ridicola ed è assurdo, anche perché parlo tranquillamente con tutti. Il mio essere timido, è quel timido che se prendo confidenza, parlo tranquillamente.

“Gin?” mi domanda.

“Si, Gin” rispondo. – Forza, Rebecca dì qualcosa d’altro – , mi consiglia la mia vocina interna.

“Io vado un attimo al bagno” vorrei dire qualcosa a Marta, ma so già che le mie espressioni stanno parlando per me. Vorrei iniziare io la conversazione per rompere il ghiaccio, ma cosa potrei dirgli esattamente?

“Buono, ottima scelta! Mi sa che lo ordinerò anche io” in questo momento sembro una persona alle prese con la sua prima cotta.

“Ti consiglio di bere anche quello il Gin al mirtillo” dico non so con quale coraggio.

“Bene, ne prendo nota!” Ad interrompere la nostra breve, piccola e intensa conversazione è il fratello di Marta, Tommaso che fa il suo ingresso del bar. Si alza, chiedendomi scusa, ma nel mentre arriva Marta dal bagno che non appena Josh se ne va, inizia con il terzo grado. “Allora? La mia finta pipì ha fatto smuovere qualcosa in te?” mi domanda. In mia risposta, mi avvicino alla cannuccia e bevo un sorso di Gin.

 

“Ma io cosa devo fare con te? Devo chiuderti in uno sgabuzzino con lui?” mi domanda.

“Non sarebbe male come idea!” ridacchio.

“E comunque non lo so. Gli ho consigliato un Gin. Questo è già un passo, no?” le domando. Lei mi guarda scioccata fingendosi disperata.

“Andiamo da Chiara e gli altri va’, che sono arrivati” m’informa indicandomi i nostri amici, che si intravedono fuori dal bar. Marta ha ragione. Devo riuscire a fare smuovere i sentimenti fermi e immobili che tengo chiusi da mesi nella scatola del cuore.  Ci riuscirò? 

Serie: Intro


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Discussioni

  1. Ciao, ho letto il racconto con molta spensieratezza, parlando di una situazione che anche io vivo di tanto in tanto, un crawling all’inglese con la comitiva, i miei homies, provando l’ebbrezza-tabù di poggiare le labbra su un Gin tonic stile Hemingway… bello l’effetto cliffhanger alla fine, c’è una certa scorrevolezza ma sono d’accordo col commento precedente, è possibile dedicargli più tempo per scolpirlo e puntellarlo con maggiore accuratezza.

  2. Ciao Gloria, innanzitutto benvenuta in questa bella comunità di scrittura. Il tuo primo episodio mi ha incuriosito e quindi l’ho letto. Mi piace che tu metta proprio alla fine del racconto, come ultima frase quello che sarà (immagino) il filo conduttore, o l’argomento della serie. Vedo che questo episodio contiene svariati errori grammaticali, probabilmente causati dalla fretta di pubblicarlo senza averlo riletto a sufficienza. Se mi permetti un consiglio, rileggi i tuoi racconti almeno una dozzina di volte e sii spietata con te stessa: cambia, correggi, modifica. Poi lasciali lì nel cassetto per qualche giorno. Poi ricomincia, rileggili un’altra dozzina di volte prima di pubblicarli. Mi permetto questo suggerimento perchè l’attenzione di chi legge un racconto che contiene errori è inevitabilmente attratta dagli errori, e si distrae dalla trama, che quindi viene sottovalutata, anche se interessante. In bocca al lupo!

    1. Ciao Nyam. Grazie per avermi accolta! 🙂 Ho scorto questo sito per caso, e sono contenta di averlo fatto. Vi ringrazio per i consigli, e come ho detto in precedenza cercherò di rileggerlo più volte dato che le volte che l’ho fatto non è bastato, e puoi permetterti di dirmi ciò che ti pare senza problemi. I consigli e le critiche fanno solo crescere 🙂 spero di vederti anche nei prossimi, e spero di non deludere le tue/vostre aspettative

  3. “Sa ascoltare ed è buono. Da quando lo conosco non l’ho mai sentito lamentarsi di nessuno. Si arrabbia poche volte e a me a battere il cuore da mesi ormai.”
    Voglio conoscerlo anch’io uno così