Claudia
Serie: Insonnia
- Episodio 1: Insonnia
- Episodio 2: Olga
- Episodio 3: Claudia
- Episodio 4: Il Professore
- Episodio 5: Coca Crack Ero Fumo (Emmanuel)
- Episodio 6: Emmanuel
- Episodio 7: Italo
- Episodio 8: Tarek
- Episodio 9: Il Generale (Italo)
- Episodio 10: Valeria
STAGIONE 1
3:30 del mattino. Infilo le cuffiette e faccio partire Grace degli Idles. Il volume sparato a confondere i pensieri. In lontananza Olga, sotto il solito lampione. Quando mi avvicino a lei tolgo una cuffia.
– Ciao Paolo. Dove andare a spasso stanotte? Fermati qui a scaldare un po’- mi dice con uno sguardo malizioso.
– Ciao Olga – sorrido alzando la mano con il palmo in alto come a dire che non avevo idea di dove sarei andato.
Rimetto le cuffie e attraverso la strada in direzione del sottopasso ferroviario che mi porterà a prendere Tronco Morto e poi più in là verso Sacro Cuore. Inizio la rampa di cemento in discesa e improvvisamente la musica si spegne. Prendo il cellulare e cerco di capirne il motivo ma Spotify è bloccato e non sembra voler tornare in vita. Guardo in basso verso il buco nero dell’inizio del corto tunnel. La luce deve essersi rotta e la cosa mi inquieta. Resto li impalato a decidere se affrontare l’oscuro o girare i tacchi e cambiare giro. Prendo il tabacco e mi giro una sigaretta e quando l’accendo, come se il pensiero precedente non fosse mai esistito, comincio a scendere. L’odore di piscio è quasi insopportabile e riempie le narici. Inizio il tunnel e aumento il ritmo dei passi. Un’ ombra scura occupa una parte dello stretto passaggio sulla destra. Sembra un mucchio di stracci abbandonati, mi sposto a sinistra e ci passo a fianco senza guardare.
– Hai una sigaretta.
Mi blocco. La voce è talmente sottile che non mi spaventa. Rimango stupito più che impaurito e mi volto a guardare quel fagotto che inizia muoversi lentamente. Gli occhi iniziano ad abituarsi all’oscurità e dal fardello intravedo spuntare una testa. È una donna.
– Hai una sigaretta – mi ripete tentando senza riuscirci di alzare il tono della voce.
Mi avvicino e mi piazzo davanti a lei. Da in piedi la sovrasto ma lei non sembra avere paura. Tiro fuori il tabacco dalla tasca del piumino.
– Ho questo, ce la fai a girati una sigaretta? – le chiedo.
Alza una mano senza dire nulla, è piccola e trema. Capisco che non sarebbe stata in grado di arrotolare la sigaretta.
– Faccio io, non ti preoccupare – rispondo.
Sposto la mia sigaretta in bocca e inizio a rollare la sua. Piano piano mi piego e porto la mia testa all’altezza del suo viso. Lecco la colla della cartina, chiudo la cicca e lentamente gliela porto alla bocca. Non si muove, apre leggermente le labbra, gliela appoggio e la accendo con l’accendino. Adesso la vedo bene.
Un viso piccolo che sprofonda in due occhi neri, enormi, senza vita che assorbono tutto il resto, buio compreso. Per un attimo alza lo sguardo e guarda i miei di occhi, ma è un movimento rapido, vergognoso. Capelli neri radi sopra la fronte e un naso piccolo. Una bocca grande, arrossata e rovinata da piccole afte che stringe avidamente la sigaretta e veloci aspirate a consumarla ansiosamente senza usare le mani, infilate nelle tasche di un piumino troppo leggero per darle conforto da quel freddo. È seduta a terra, scomposta e raggomitolata su sé stessa. Le gambe in una posizione innaturale. È congelata. Un continuo tremore la attraversa e le smuove il corpo, mentre il viso è fermo, ingessato da un alone di assenza.
Non è sporca e non puzza, i vestiti non sono quelli di una barbona.
Le ginocchia iniziano a farmi male e provo ad alzarmi ma a guardarla li dall’alto mi sento a disagio.
-Posso sedermi a fianco a te e ti giro un po’ di sigarette? – le domando.
Non alza lo sguardo e fa un leggero cenno con la testa a segnalare lo spazio alla sua destra. Mi sposto e provo a sedermi ma prima faccio luce con l’accendino per capire su cosa mi sarei seduto. La siringa era ancora lì assieme a un flaconcino di fisiologica vuoto. Mi sposto alla sua sinistra, faccio ancora luce e poi mi siedo a fianco a lei lasciando un po’ di spazio tra i nostri corpi perché non si sentisse aggredita.
-Come ti chiami – le chiedo.
-Claudia- sussurra dopo un tempo quasi infinito.
– Io sono Paolo. Da quanto sei qui sotto?
Non mi risponde. Non insisto, ma immagino che non sia molto. Rimango in silenzio e inizio a girare un’altra sigaretta. Lei inizia a muoversi e lentamente a piccoli spinte appoggia il suo fianco sul mio. Si accoccola un po’ su di me e con mio stupore appoggia la testa sulla mia spalla. Silenzio. Il tempo si ferma. Lascio che si stringa a me sempre di più. Mi giro leggermente a destra per guardarla. Il freddo non sembra scalfire il suo sguardo lontano. Un lacrima lenta scende assente. La cingo con le braccia. Cerco di scaldarla ma l’abbraccio, prima leggero, si fa sempre più forte in un tentativo disperato di protezione. Non è più il freddo che mi spinge a quella morsa. Sbarra gli occhi e il buio delle pupille sparisce lasciando un bianco improvviso. Il tremore prima lento e poi sempre più accelerato esplode in convulsioni. Si irrigidisce e le braccia diventano due pali di cemento che scardinano il mio inutile abbraccio. Mi alzo. Panico. La chiamata è veloce. Do indicazioni precise del luogo. Provo a spiegare ma la voce fredda taglia corto, inutile raccontare l’ovvio. Dieci minuti. Le luci, il fragore dell’ambulanza e di una volante della polizia mi arrivano addosso. Domande. Confusione. Do le generalità a funzionari annoiati. La lettiga scende veloce la rampa che porta al tunnel che avevo abbandonato per accogliere quel frastuono. Non riesco a non guardare in basso, verso quel buio adesso illuminato a giorno dalle fotocellule della polizia. Non so quanto tempo sono rimasto lì a fissare quel buco lasciando che le domande piovessero dolenti.
Quando Claudia mi è passata a fianco, flebo al braccio, stesa sulla barella e coperta da una lamina di alluminio mi è sembrato mi sorridesse.
Serie: Insonnia
- Episodio 1: Insonnia
- Episodio 2: Olga
- Episodio 3: Claudia
- Episodio 4: Il Professore
- Episodio 5: Coca Crack Ero Fumo (Emmanuel)
- Episodio 6: Emmanuel
- Episodio 7: Italo
- Episodio 8: Tarek
- Episodio 9: Il Generale (Italo)
- Episodio 10: Valeria
Ciao Piergiorgio. Sto recuperando questa serie. Bel personaggio il tuo protagonista e gli episodi sonno costruiti davvero bene. Complimenti. Proseguo incuriosito.
Passeggiate notturne che un po’ per volta svelano un mondo che non conosciamo (o che facciamo finta di non conoscere), e tu ti interfacci con esso come se niente fosse…
Complimenti
Grazie Nicola, l’idea della serie è duplice, da una parte svelare un mondo nascosto, al margine, dimenticato e di entrarci dritti, senza filtri, senza dare giudizi morali! Dall’altra è un viaggio dentro noi stessi, dentro le nostre contraddizioni e il nostro dolore! Grazie!
Eccomi qui, ero arrivata all’episodio di Olga (che mi era piaciuto molto). “Claudia” è stato molto commovente, soprattutto il momento delll’abbraccio. Il finale non me l’aspettavo
Grazie Arianna!
Uno stile molto fresco e piacevole da leggere. La tematica dell’Insonnia come sotto fondo è stata l’esca che mi ha portato a leggerti. Il tuo stile invece mi trattiene, quindi attendo con piacere di leggere i prossimi episodi.
Grazie Kristian! Spero di ‘trattenerti’ e intrattenerti ancora!!!
Ciao, è la prima volta che ti leggo e non riesco a staccarmi dalla conclusione di questo racconto. È ambiguo come la vita, così mi appare: lui agisce per il suo bene ma nello stesso tempo ha l’ impressione di averla tradita. Subito dopo è rassicurato dal suo, forse, sorriso. Il bianco-e-nero non esiste. Mi piace molto.
Ciao Francesca, grazie mille per il commento e sono felice che il racconto ti abbia catturato! In realtà mi hai già letto, ma sono stato assente per un po’ di mesi!! In effetti si, non ho molte mezze misure in quello che racconto! 🙂
La cosa bella del tuo stile è che consente al lettore di immedesimarsi col protagonista, lasciando che veda con i suoi occhi.
Veramente bello.
Lo scopo è più o meno quello… raccontare come se fossimo in presa diretta, senza lasciare al lettore il tempo di distrasi o diavagare! Un po’ voluto per un mio gusto personale, ma molto legato alla contingenza di non saper scrivere in maniera diversa. Avrei bisogno di più studio e più tempo!
Ma grazie molto per i commenti, mi danno una gran mano ad applicarmi di più!!
Mi piace. Asciutto ed efficace. Bravo
Grazie Rocco!
Impressionante anche questo episodio, nonostante l’apparente brevità. Sei uno scrittore che emerge, nel senso letterale del termine.
Grazie! Apprezzo sempre i tuoi commenti, per me importanti!
Bello anche questo terzo episodio, questo tipo di storie mi appassiona.
“Hai una sigaretta” senza punto interrogativo non è da tutti, ti fa vedere il volto della ragazza e sentire la sua voce; molto bravo.
Grazie Francesco! Mi fa piacere che ti sia piaciuto!!! La sigaretta, si, è un tramite… è brutto dirlo, lo so, ma per un fumatore spesso la sigaretta è uno strumento di socialità, brutto quanto vuoi, ma efficacissimo… spesso in situazioni al limite come quelle che racconto spesso. Grazie ancora per l’attenzione con cui leggi!!!
Bella botta! Bravo. Una rara nitidezza nel racconto, tanta umanità e cruda realtà.
Grazie Giuseppe! Hai riassunto in maniera perfetta quello che volevo far arrivare!!
Ciao Piergiorgio e ben tornato. Parto col dirti che la tua scrittura rimane quella elegante e dettagliata, quasi giornalistica, dei racconti che ci avevi precedentemente regalato. Una struttura che regge alla perfezione, cerchi che si aprono e dopo un bellissimo giro, si chiudono come doveva essere. Aggiungo che è una grande fortuna per te avere incontrato un personaggio che dorme poco e che ha il desiderio di raccontarti come sia davvero quando si dorme poco. Ed è una grande fortuna che nel buio incontri donne così belle e luminose che, magari si erano spente per un attimo, ma che lui sa riaccendere e regalare a un bravissimo scrittore perché dia loro luce. Ottime scelte musicali e direi che anche i nomi hanno il loro ‘perché’.
CIao Cristiana, grazie! I tuoi commenti sono sempre preziosi!
Chiamiamola pure fortuna… ma ogni tanto al personaggio piacerebbe farsi una bella tirata di sonno tutta la notte 🙂
Mah, mi pare che anche così non sia poi tanto malaccio ☺️
Mi è piaciuto tantissimo l’incontro con Claudia. Il modo in cui il ritmo della scrittura segue quello delle emozioni e del cuore, come fosse un respiro. L’abbraccio iniziale è una scena potentissima, rende bene il desiderio che Paolo ha di “salvare” la ragazza, poi la concitazione, il terrore, ambulanza, e sul finale quel sorriso. Che ci fa sperare di nuovo. Davvero bravo Piero! Adesso aspetto il seguito 😊
Dea, speriamo che il seguito non ci metta lo stesso tempo ad uscire!!!!