
Clientela
Serie: Wiccats.
- Episodio 1: Lory
- Episodio 2: Mizu
- Episodio 3: Thanos
- Episodio 4: Ditteri
- Episodio 5: Order Received!
- Episodio 6: Velluto bordeaux
- Episodio 7: Il libro della strega
- Episodio 8: Palla di pelo
- Episodio 9: Idropittura
- Episodio 10: Matilda
- Episodio 1: Argilla rossa
- Episodio 2: Diluvio
- Episodio 3: Clientela
- Episodio 4: I tuoi desideri…
- Episodio 5: Hollandia
- Episodio 6: La crudeltà delle streghe
- Episodio 7: Mamma mia
- Episodio 8: Battaglia!
- Episodio 9: Caramello
- Episodio 10: Luci e Ombre
- Episodio 1: T-shirt
- Episodio 2: Nhtoi
- Episodio 3: Divorare l’anima
- Episodio 4: Prigionieri segreti
- Episodio 5: Il nero più nero
- Episodio 6: Lezioni di metafisica
- Episodio 7: Una faccia maledetta
- Episodio 8: Ricordi neri
- Episodio 9: Vibrisse
- Episodio 10: Nuovi colleghi
- Episodio 1: Francesismi
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Davide aveva una strana sensazione, oltre a quella che gli regalava quel fremito costante alla bocca dello stomaco data dal passaggio continuo di un flusso magico feroce come le acque del Bacchiglione in piena: Si sentiva osservato.
Il suo nuovo corpo si muoveva naturalmente, mani e gambe, braccia e piedi, sembravano rispondere prontamente e coordinatamente… non riusciva a capire, né si aspettava tutta questa attenzione da parte dei passanti.
Si diede un’occhiata sul riflesso di una vetrina di un negozio di cappelli eleganti e cravatte. La pettinatura sembrava in ordine, anche se forse appariva un po’ troppo compatta, come se avesse usato una grande quantità di gel, la sua barba aveva anche un bell’aspetto, lucida e con dei fantastici riflessi color miele che non ricordava. Il fisico forse spiccava più di tutto il resto: ogni sua maglia, ogni indumento sembrava stargli troppo attillato, aveva esagerato con la muscolatura? Sì.
Sicuramente in negozio avrebbero notato subito la differenza, lo avrebbero additato come impostore e bruciato su una pira ardente perché giudicato colpevole dalla santa inquisizione! Davide chiuse gli occhi e proseguì la sua marcia verso il punto vendita. Non poteva assentarsi ancora! Sarebbe scattata la necessità di recarsi dal dottore per il rilascio di un certificato e come tempistica non era proprio il momento ideale per una visita medica.
Superò il suo bar preferito, dove si fermava spesso a gustare un caffè o un cappuccino: il Pedrocchio era rinomato per la qualità delle sue miscele e per la bravura dei baristi. Le sue nuove condizioni fisiche non gli permettevano di mangiare o bere. Non sentiva più la fame, la sete o il sonno. Non provava dolore e una delle cose di cui non sentiva la mancanza era quella di dover andare in bagno…
– Davide? – Un bolo d’ansia si materializzò improvvisamente abbinandosi a quella sensazione di essere sotto esame.
– Eh? – Si girò titubante non riconoscendo la voce che lo aveva appena chiamato.
– Davide! Ma che hai fatto? Quand’è che ti sei iscritto in palestra? Diobbono! Non mi sembri neanche tu! Guarda che bozzi! – Rise fastidiosamente. Era un ragazzo più grande di lui, il collega del reparto TV. Non che avesse questa gran confidenza, infatti di lui conosceva a stento il cognome: Michielin. Il nome doveva averlo detto all’inizio, ma poi Davide se lo era perso e aveva continuato a chiamarlo con parte del suo cognome.
– Ohilà Michi! Come andiamo? Non dirmi niente che devo aver sbagliato qualcosa con la lavatrice e praticamente tutto si è rimpicciolito di un paio di taglie. – Michielin rise falsamente e ad un volume troppo alto. – Dai che tutte le ragazze ti guardano desiderose di stringere una chiappa muscolosa! – Diede una pacca molto forte sulla schiena dell’amico, convinto di spostarlo di un paio di passi in avanti o almeno di causargli un colpo di tosse per camuffare il dolore.

Davide non diede segno di aver neanche sentito la sberla sulla schiena, non cambiò nemmeno espressione. – Sei di mattina o di pomeriggio Michi? – Domandò con curiosità il golem camuffato da statua di Mirone.
– Attacco alle due! Dopo pranzo! Tu? Dalla fretta, mi sa che inizi fra una mezz’oretta! – Rise sempre stizzosamente il collega.
– Già! Attacco alle nove e mezza! Vado! Ci vediamo dopo pranzo! – Davide ricambiò la pacca sulla schiena con una leggera spinta sulla spalla: Michielin fece un giro completo su se stesso e cadde pesantemente col sedere sul lastricato del marciapiede, sotto i portici di Piazza delle Erbe. Quando si riprese dalla vertigine e provò a rispondere, Davide era già lontano, confondendosi tra le tante teste che affollavano il mercato mattutino.
– Mi stai prendendo per il culo! – Daniele stava ancora guardando Davide senza maglietta mentre tentava di indossare la vecchia divisa del negozio.
– Dany, non mi sta più niente! Da quando ho preso quell’elettro stimolatore… Bayaur, Boieur qualcosa, è un delirio! Io lo metto la notte su un gruppo muscolare diverso e lascio che lavori lui, all’inizio è fastidioso, ma poi ti ci abitui e guardami ora! – Davide allargò le braccia mostrando la nuova tonicità muscolare che gli conferiva un aspetto da atleta specializzato nella disciplina degli anelli.
– Sì, ma non eri così qualche giorno fa! Dammi la marca di questo coso! Lo voglio anche io! Noi lo vendiamo? – Daniele non era ancora convinto del risultato assurdo ottenuto dal suo amico e collega.
– Io l’ho preso su Afazone, a quarantanove e novanta, ma devi essere costante, altrimenti non serve a nulla! –
I due entrarono in zona vendita del negozio dalla porta di servizio, mancavano ancora cinque minuti all’apertura delle porte.
– Buongiorno Ariele! – Davide salutò il collega del reparto foto.
– Ohy Ary! Come stanno andando i tuoi incontri Tender? – Ariele era da anni iscritto a molti siti d’incontri, sempre alla disperata ricerca di un amore sincero o così almeno sosteneva il cupo addetto vendita di macchinette fotografiche digitali.
– Solo mostri finora! Solo mostri dannatamente fasulli! – Lo sguardo di Ariele tradiva delusione e rabbia.
– Hai sbagliato epoca Ary! Dovevi nascere nel periodo delle penne fatte con le piume e delle missive profumate! – Disse Davide ridendo e iniziando a sistemare alcuni scatoloni delle stampanti e degli scanner in offerta.
– Seee! Lo avrebbero chiamato Ary lo squartatore, e Scotland Yard avrebbe avuto il suo daffare a catturarlo! – Daniele non si preoccupava molto di offendere il povero e solitario collega.
Arrivarono i primi clienti con passo svelto e leggermente spaesato, volantino alla mano e mille domande che pretendevano una risposta esaustiva.
– Buongiorno! Senta, mi può dire qualcosa sul computer… questo nel volantino? Quello bianco che sembra così piccolo… – Chiese l’uomo cinquantenne insieme alla moglie attratta però dal reparto frigoriferi.
– È un buon mini PC! Niente di esagerato, ma ottimo se le sue pretese sono quelle di una navigazione fluida su internet, applicazioni semplici da computer di casa e qualche casual game… – Iniziò il commesso, cercando di sottolineare le caratteristiche che avrebbero potuto interessare il cliente.
– Sì, ma non ci posso mettere i film su disco! Io ho un sacco di film nei dischi come si dice? I DDD! – Guardò l’uomo che gesticolava l’inserimento di un disco grande quanto un piatto da portata nel mini computer.
– Beh, potrebbe risolvere la cosa prendendo un lettore di blu-ray e DVD esterno come questo! – Davide, si spostò sullo scaffale accanto ai computer, prendendo un lettore capace di leggere più o meno tutto.
– Mi scusi! Per un monitor grande? Devo chiedere a lei? – Chiese un tizio giovane che indossava un cappello in tinta con la giacca ben calcato sulla testa.
– Sì, appena mi libero dei signori, sono da lei! – Rispose il commesso tornando a guardare il signore dei film su disco.
– Ah! Vabbé, ma io ci sto un attimo! Mi serve un monitor grande che non ci vedo benissimo, ho la lipovisione! Che poi le lettere le devo vedere chiare! –
S’intromise cappello stretto infilandosi in mezzo alla trattativa.
– Lo sa che lei è un bel maleducato! C’ero io prima! Abbia la pazienza di aspettare il suo turno, no? – Chiese rivolto a Davide… Che chiuse gli occhi inspirando rumorosamente.
In sala ristoro, la saletta usata dai dipendenti per staccare un paio di minuti e bere qualcosa dai distributori automatici, Davide stava guardandosi le mani e allo stesso tempo gestendo la corrente impetuosa della magia. Se staccava per un secondo il controllo, le unghie si inscurivano e crescevano rapidamente, il dorso degli avambracci s’irrigidiva formando una specie di superficie ruvida e piatta, con dei bozzi di colore leggermente più chiaro…
– Hey Davide! – Nascose le mani facendo finta di niente.
– Ciao Maela! – La ragazza biondo platino passò salutando e sparendo dietro l’angolo. Davide sospirò, alzandosi.
– Hey Davide! – Nascose le mani facendo finta di niente.
– Ciao Maela! – La ragazza biondo platino passò salutando e sparendo dietro l’angolo. Davide sospirò, alzandosi.
Dopo una signora con un computer che non si spegneva perché ritornava in vita da solo, capitò un cliente molto anziano, sull’ottantina, non aveva volantini e sembrava stranamente sveglio.
– Mi serve un banco di memoria RAM da trentadue giga, DDR4 a tremila megahertz! Ne avete? – Disse con un tono sicuro, ma gentile.
– Oh! Che bello che è sentire un cliente che conosce ciò che gli serve! –
Rispose il commesso sorpreso. – Le mostro quello che ho qui in reparto. – Davide si diresse verso una vetrina chiusa che conteneva prodotti piccoli e costosi.
– Mi serve un PC nuovo! – Una voce giovane e impertinente interruppe bruscamente la piacevole trattativa.
– Se ha la pazienza di aspettare il signore, sarò subito da lei! – Davide rivolse uno sguardo serio a quella voce ineducata e… il sangue sembrò gelare improvvisamente, anche se il commesso non possedeva più un sistema cardiocircolatorio.
La ragazzina fece un gesto con l’indice. Il golem percepì una forma di magia rivolta all’anziano, vide chiaramente l’incanto arrampicarsi sulle gambe del cliente e mordergli la schiena. L’anziano si scusò balbettando e andò via di gran fretta. Matilda! Era decisamente lei! Quei capelli ricci e disordinati sulla testa a formare un cespuglio incolto e di un nero irreale. Matilda la strega nera, aveva bisogno di un computer.
Serie: Wiccats.
- Episodio 1: Argilla rossa
- Episodio 2: Diluvio
- Episodio 3: Clientela
- Episodio 4: I tuoi desideri…
- Episodio 5: Hollandia
- Episodio 6: La crudeltà delle streghe
- Episodio 7: Mamma mia
- Episodio 8: Battaglia!
- Episodio 9: Caramello
- Episodio 10: Luci e Ombre
Non ci credo! Per una volta che finalmente un cliente non fa esaurire e sa quello che vuole… nemmeno questa soddisfazione, povero Davide! 😹
Ho apprezzato tanto la velocità di interazione con i colleghi e i clienti, proprio come fosse una scena di vita reale.
Adesso rimane solo da capire cosa se ne dovrebbe fare una strega di un computer. 😼
Guarda, sto scrivendo in questo preciso istante della lezione di informatica che Davide sta impartendo a Matilda… con lei che prende appunti! 😀
Così facendo però il povero proprietario di casa di Davide rischia davvero grosso… 😀
Grazie Mary per essere passata in negozio a vedere come lavora Davide! ♥
Cosa se ne farà mai una strega nera di un PC è tutto da scoprire! 😅
Molto bello e divertente, come sempre.
Beh dai, ci sta che una strega di trecento anni circa cerchi di adeguarsi alla nuova era tecnologica, ovviamente con qualche difficoltà, ma direi che il tentativo è apprezzabile. 😀
Ah ah ah fantastico questo episodio, ci si potrebbe scrivere un tomone intero con gli strafalcioni dei clienti🤣🤣🤣
E potrebbe essere la storia della mia vita, anche. In questo mi associo a @cristiana 🤭
E questo golem che non deve fare pipi…mi piace. Mi hai convinto Emiliano ❤️
@Dea la prossima tv mi accompagni 🙈
L’unione fa la forza. Torneremo vincitrici!!!😁
Ciao Dea! Devo stare attento a non perdermi tra i mille ricordi e i mille aneddoti della clientela di un negozio di elettrodomestici, altrimenti diventa un compendio di psicologia commerciale.
Ma sono contento che il mio golem stitico ti piaccia! Adesso devo trovare il modo di non fargli fare troppi danni in giro…
Grazie mille del tuo tempo Dea! ♥❤️♥
p.s. e, chi sappiamo noi, che fine ha fatto…?
Ero io! Ero io a ogni strafalcione. Io che compro un piccola TV a mio figlio da tenere in camera e poi cerco l’app di Netflix e non trovo le app perché non è una smart Tv (ecco perchè costava così poco…)e chiamo Euronics e mi lamento e poi prendo la macchina e torno e pago la differenza giurando che sì, mi ero assolutamente spiegata bene, di fronte allo sguardo attonito dei commessi. Che tristezza scoprire che le TV si dividono in smart e non smart. Sono profondamente offesa da tutto questo, ripeto, che tristezza…
Beh, tieni presente che con i miei genitori è una discussione (per modo di dire, perché non siamo assolutamente i tipi da battibecchi…) continua: devono cambiare TV? Passo l’intera giornata a cercare il modello ideale per loro, rapporto qualità/prezzo, funzioni utili e soprattutto facilità d’uso! Trovo il modello ideale, il negozio dove lo devono andare a prendere, il prezzo più conveniente e poi si portano a casa un marchio sconosciuto, di qualità inferiore, con un costo esagerato e mia madre che dice:«Sì, ma questo è del colore che piace a me! E poi è curvo!»
Ehh… Posso solamente sospirare.
Grazie Cristiana per essere passata! ♥
Beh, tutti questi miei commenti fuori luogo ti avranno dato l’idea del coinvolgimento che ha ingenerato in me l’episodio. Bel lavoro come sempre Emiliano!
Roberto! Lo sai che qualsiasi cosa tu scriva e ogni commento che lasci, è una delizia per me. E sai anche che ormai è come se beccassi un amico mentre faccio la fila da qualche parte e perdessi la concezione di tempo e spazio per la piacevolezza di scambiare un paio di stupidate o semplicemente parlare dell’acciacco con cui mi sono scontrato la mattina appena alzato…
Posso solo ringraziarti per la compagnia e per la pazienza nel sopportare ogni mio sproloquio!
“sull’ottantina, non aveva volantini e sembrava stranamente sveglio.– Mi serve un banco di memoria RAM da trentadue giga, DDR4 a tremila megahertz! Ne avete?”
La rivincita che aspettavo
Storia vera! Storia vera.
“Io ho un sacco di film nei dischi come si dice? I DDD!”
E no belin. Pure io ho quasi 50 anni, ma mica siamo messi così male😂
Ho conosciuto clienti… Ho conosciuto clienti che mi portavano computer con carte di credito incastrate nel lettore dei DVD. Gente che spaccava le porte USB cercando di collegare cavi FireWire.
Ma non gente di una certa età! Che dici ok, la tecnologia non è facilissima da apprendere superate determinate soglie, ma ragazzi! probabilmente problematici, ma erano ragazzi! 😀
“Dovevi nascere nel periodo delle penne fatte con le piume e delle missive profumate”
Me lo ripeto tutti i giorni😂
Beh, io ci sono arrivato alle missive profumate! Era il periodo degli amici di penna e degli scambi dei primi anime giapponesi, senza alcun sottotitolo, che arrivavano in Italia tramite VHS ricopiati mille e mille volte tanto che l’immagine risultava decisamente degradata, ma per me andava bene lo stesso! ♥
Ciao Emiliano, scusa se non mi rivolgo a te: ho qualcosa da dire a Davide.
Caro Davide, amico mio fraterno, dell’infanzia (o almeno il nome era lo stesso), ora che sei tornato alla vita reale, più forte e con più poteri di prima, sii indulgente con i clienti impazienti, con i colleghi irruenti e i capi che, volenti i nolenti, sono sempre imponenti. Sorridi ogni volta che puoi e quando torni a casa fatti strusciare, con la coda sulle gambe, dalle tue gattine. Sarà come un benefico massaggio rilassante. Poi, mi raccomando, ora che puoi usare bene le mani, prendi il computer e scrivi, per confidati con noi, qui su Open. Ti leggeremo volentieri e sorrideremo, per tutte le storie buffe che accadranno ancora.
Io ho vissuto ben quindici anni come un Davide, ma senza poteri e neanche i gatti… I clienti erano davvero numerosi e molto variegati. Ho conosciuto clienti famosi, clienti sadici e clienti geniali. Ho avuto clienti bellissimi e clienti davvero terrificanti, ognuno di loro è sempre stato trattato e mai maltrattato, con tutta la cura ed il rispetto che era possibile dare in quei determinati momenti soprattutto in quelli più caotici e frenetici (i miei preferiti). E poi non posso negare il fatto che alcuni di loro, i più “folcloristici” diventavano argomento di risate e aneddoti tra i colleghi e non.
Il signore anziano sull’ottantina che appare qui era un mio carissimo cliente affezionato! Cesare si chiamava! Piccolo, due occhi azzurri che perforavano il cartone degli imballi e mi passava a prendere durante la pausa pranzo perché il suo computer aveva qualche rogna che bisognava risolvere subito! E a me toccava mangiare un tramezzino. Capisco benissimo il tuo commento Emme! Però è anche vero che Davide non ha la mia stessa pazienza e ha anche una situazione “particolare” da tenere costantemente sotto controllo… Più che altro, spero tanto che non esploda per uno starnuto soffocato.
E grazie millemila per essermi sempre vicina! ♥
😘
E rieccoti!
Vita vissuta, eh?
Bellissima ripresa. Ho visualizzato tutta la scena, non senza un certo moto di impazienza… In fondo a me serve solo un gruppo di continuità così e cosà e…
Vabbè lasciamo stare. Bravo!
Altro che capitoli, episodi e serie… Viene fuori l’enciclopedia universale dell’addetto vendita frustrato. È ovvio che bisognerà anche scrivere la controparte sotto forma di codice di Hammurabi del vademecum del cliente bistrattato. Ma ammetto che la tentazione di scrivere di tutta la galassia delle richieste assurde è fortissima e trascinante! Ma prometto che terrò a bada i miei impulsi!
Grazie mille Giancarlo! Lo sai quanto ti voglio bene!
Sai che ricambio.
“Diobbono! Non mi sembri neanche tu! Guarda che bozzi!”
😂 😂 👏 👏
Cazzo, dovesse leggermi il vero dipendente che descrivo, scenderebbe da Padova a prendermi a pacche sulla schiena! Ciao Massimo! Mi mancano le tue sberle sulla schiena! *Sto mentendo.