
Come gocce su vetro
Vogon
Poetame serializzato e serializzante,
Ottenebrante d’auliche parole
A rinfrescare emozioni stantie,
Rinchiuso in metriche gabbie
O pedissequi ossequi,
Macabri rimari d’ogni cosa
Spremuti della qualità
Per farne quantità
Guidate da grassetti e corsivi
Per avide masse commentatrici
Distruttrici
Di velleità che rifiutano
Di chinare il capo
In nome della libertà di guardare
Dove più gli aggrada.
Necessità di quotidiane illusioni
Commenti come libagioni
Da consumare bulimicamente.
E perdipiù confondere il vomito per altruismo.
Molto interessante il riferimento alla montagna.
Un testo tosto. Gioco di parole a parte, lo penso davvero. In poche parole dici tutto. Bravo
Grazie!!! E’ un pò che non vengo a curiosare… devo ricominciare!!!
Segnalo il Book trailer di “Come gocce su vetro”: https://edizioniopen.it/book-trailer-di-come-gocce-su-vetro/
Grazie Stefano per aver scritto “Il tempo che fummo”, davvero molto toccante.
Ma ti pare giusto che ci conosciamo da un anno, che abbiamo fatto un laboratorio di scrittura creativa insieme, che abbiamo riso, e ci siamo scherniti, che abbiamo mangiato alla stessa tavola e… e scopro solo ora che sei un poeta… non posso subito darti un giudizio “critico” la poesia va letta e meditata, però ti posso dire che mi ha emozionata. I tuoi versi mi hanno emozionato, ciò vuol dire che, a prescindere da tutto, sei un poeta… Grazie Ste’ 🙂
Non avevo mai letto le tue poesie ed ora che l’ho fatto, spero che tu ne pubblichi ancora. La mia preferita? Aria. Mi piace da morire!