Come gocce su vetro

Vogon

Poetame serializzato e serializzante,
Ottenebrante d’auliche parole
A rinfrescare emozioni stantie,
Rinchiuso in metriche gabbie
O pedissequi ossequi,
Macabri rimari d’ogni cosa
Spremuti della qualità
Per farne quantità
Guidate da grassetti e corsivi
Per avide masse commentatrici
Distruttrici
Di velleità che rifiutano
Di chinare il capo
In nome della libertà di guardare
Dove più gli aggrada.
Necessità di quotidiane illusioni
Commenti come libagioni
Da consumare bulimicamente.
E perdipiù confondere il vomito per altruismo.

Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ma ti pare giusto che ci conosciamo da un anno, che abbiamo fatto un laboratorio di scrittura creativa insieme, che abbiamo riso, e ci siamo scherniti, che abbiamo mangiato alla stessa tavola e… e scopro solo ora che sei un poeta… non posso subito darti un giudizio “critico” la poesia va letta e meditata, però ti posso dire che mi ha emozionata. I tuoi versi mi hanno emozionato, ciò vuol dire che, a prescindere da tutto, sei un poeta… Grazie Ste’ 🙂