
Come gocce su vetro
Unplugged
Corde d’acciaio armonico
Tese sul manico
Tra capotasto e ponte,
Meccaniche mai pronte
Singhiozzano i pickup
Mi tengo stretto il plettro
Quasi fosse uno scettro
Ho le dita intorpidite
Ricoperte di ferite
Fanno spartito sulla tastiera
Note di sangue su lacca nera
Note morte, rime stonate
Nella mia testa sono tutte amplificate
Stasera non ho voglia di rumore
Ma della pelle d’oca a far da oscillatore
Con la tracolla lunga come le braccia
A testa in giù, capelli sulla faccia.
Senza accordare, che fa lo stesso
Perchè stasera suono per me stesso.
Molto interessante il riferimento alla montagna.
Un testo tosto. Gioco di parole a parte, lo penso davvero. In poche parole dici tutto. Bravo
Grazie!!! E’ un pò che non vengo a curiosare… devo ricominciare!!!
Segnalo il Book trailer di “Come gocce su vetro”: https://edizioniopen.it/book-trailer-di-come-gocce-su-vetro/
Grazie Stefano per aver scritto “Il tempo che fummo”, davvero molto toccante.
Ma ti pare giusto che ci conosciamo da un anno, che abbiamo fatto un laboratorio di scrittura creativa insieme, che abbiamo riso, e ci siamo scherniti, che abbiamo mangiato alla stessa tavola e… e scopro solo ora che sei un poeta… non posso subito darti un giudizio “critico” la poesia va letta e meditata, però ti posso dire che mi ha emozionata. I tuoi versi mi hanno emozionato, ciò vuol dire che, a prescindere da tutto, sei un poeta… Grazie Ste’ 🙂
Non avevo mai letto le tue poesie ed ora che l’ho fatto, spero che tu ne pubblichi ancora. La mia preferita? Aria. Mi piace da morire!