Come gocce su vetro

Aria

Una secchiata di capelli scivola fuori dalla camicetta,
Si infrange sulle sue spalle scintillando al neon
Della radura di armadietti.
Canta qualcosa fra sè e sè
E il suo respiro musicato
Mi sorprende dentro e fuori di lei,
Stupenda variazione del nostro quotidiano sesso ritmato.
Rubo le mille intonazioni di profumo
Da ogni vestito che piega in una pila ordinata
Per tipo, per taglia, per forma,
Poi mi costringo a rimanere immobile
Per prolungare in infinito quel solitario istante
Di tiepido profumo di mandorle,
Nuda come si può esserlo solamente da soli,
Senza nessuno che trasformi l’intimità in eccitazione;
Come vorrei trovare un’altra nuotatrice notturna
Che la sbirci per me!
Solleva una gamba, poi l’altra,
Scivola nel costume intero che ne idealizza le forme.
Si aggiusta il seno,
Sistema l’elastico sul ventre,
Lo allarga sul sedere,
Storce un pò il muso per quei fianchi
Che sono come li vorrebbe tutto il mondo tranne lei.
Il suo passo è più lungo senza i tacchi,
Le gambe imperfette fuori dai collant
Si increspano in un sommesso frusciare
Che solo io posso udire sotto la ruvida carezza della spugna.
Ciabatta verso il bordo della vasca,
Il mio silenzio esulta dei suoi echi:
Scioglie la cintura, le sue spalle dimenticano all’istante
L’accappatoio in una pozza colorata.
Solleva le braccia in un unico, fluido movimento,
Potrei rapirla in volo
Ma è già acqua prima di toccarne il pelo.
Il ruggito del tuffo si sbriciola in mille bollicine
Che si aggrappano disperate al suo corpo,
Facendola sparire per un unico, breve istante
Sirena triste diventata spuma.
Poi riappare, tremolando nelle increspature
Che posso solo seguire dall’alto,
Terrorizzato al pensiero che non voglia più respirare.
Raggiunge il centro della piscina prima di decidersi a tornare al mondo.
Le mie mani la aspettano nell’aldiqua,
Pronte ad asciugarle il viso.
Schiude le labbra in un respiro lungo,
Che mi ricorda il nostro primo bacio.

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Discussioni

  1. Ma ti pare giusto che ci conosciamo da un anno, che abbiamo fatto un laboratorio di scrittura creativa insieme, che abbiamo riso, e ci siamo scherniti, che abbiamo mangiato alla stessa tavola e… e scopro solo ora che sei un poeta… non posso subito darti un giudizio “critico” la poesia va letta e meditata, però ti posso dire che mi ha emozionata. I tuoi versi mi hanno emozionato, ciò vuol dire che, a prescindere da tutto, sei un poeta… Grazie Ste’ 🙂