
Come gocce su vetro
Io non me la tiro
Io non me la tiro
Solo perchè scrivo
No non me la tiro
Perchè dopo strido
Come un Mi cantino
Non ciurlo il manico
Della mia Fender Stratocaster
E anche se la suono sulla Soundblaster
Non ho bisogno di giustificare
Quel che scrivo col cuore
Il mio ego non ha meccaniche
Per poterlo accordare
Non usa giochi di parole
Per dire quello che vuole
-Potrebbe-
“Tristallegro giullare,
Giocoliere parolando
Giocolando un paroliere
Delle dita fa mestiere
Suonando tutte le sere”
(‘Cazzo vuol dire?)
Io non me la tiro
Solo perchè scrivo
No non me la tiro
Perchè dopo strido
Come un Mi cantino
Non sono un dinosauro
Un fossile di letteraptor
Non scrivo col De Mauro
Per carpire un lettore
Non mi serve un traduttore
Non me ne frega niente
Se mi giudichi banale
Non scrivo per la gente
E’ una catarsi musicale
Cerco una rima per mandarti a ca…
Molto interessante il riferimento alla montagna.
Un testo tosto. Gioco di parole a parte, lo penso davvero. In poche parole dici tutto. Bravo
Grazie!!! E’ un pò che non vengo a curiosare… devo ricominciare!!!
Segnalo il Book trailer di “Come gocce su vetro”: https://edizioniopen.it/book-trailer-di-come-gocce-su-vetro/
Grazie Stefano per aver scritto “Il tempo che fummo”, davvero molto toccante.
Ma ti pare giusto che ci conosciamo da un anno, che abbiamo fatto un laboratorio di scrittura creativa insieme, che abbiamo riso, e ci siamo scherniti, che abbiamo mangiato alla stessa tavola e… e scopro solo ora che sei un poeta… non posso subito darti un giudizio “critico” la poesia va letta e meditata, però ti posso dire che mi ha emozionata. I tuoi versi mi hanno emozionato, ciò vuol dire che, a prescindere da tutto, sei un poeta… Grazie Ste’ 🙂
Non avevo mai letto le tue poesie ed ora che l’ho fatto, spero che tu ne pubblichi ancora. La mia preferita? Aria. Mi piace da morire!