Conflitto

Serie: Il Dio Solo

Nephel mi aveva donato le ali e come un moderno Icaro mi ero avvicinato al sole per precipitare nel vuoto una volta giunto a toccare il calore delle anime gentili che mi circondavano. Meglio non aver conosciuto nessuno di loro? Maledire il giorno in cui l’Elfide aveva lacerato la placenta in cui ero avvolto per costringermi a vivere? Non era stato facile venire al mondo dopo cinquant’anni di barriere erette attorno al mio inutile essere. Non rimpiango nemmeno un momento del tempo vissuto nel branco. Nell’unico che riconosco come tale, “ mio”: quello di Kato. Dopo l’arrivo dei due esuli che avevano creato tanto scompiglio, giunsero nuovi membri ad accrescere la comunità. Il messaggio lasciato da Nephel attrasse l’attenzione di altri due gruppi di sopravvissuti.

Karla e i suoi si erano allontanati dalla zona controllata dalle forze armate disertando l’esercito. Con il senno di poi comprendo molte cose. Karla aveva abbandonato l’uniforme di ufficiale stanca di utilizzare le competenze acquisite in duri anni di ricerca per soddisfare ordini che contrastavano con la sua etica: era specializzata in bioingegneria. I quattro soldati che la accompagnavano erano stati sottoposti all’impianto di dispositivi artificiali.

Convinse Nephel e Patrick ad accoglierli offrendo loro la verità che l’aveva spinta a mettere piede all’Inferno. Le informazioni che condivise con l’intero gruppo gettarono un’ombra profonda dentro di noi. Negli ultimi mesi il comando centrale aveva costretto il dipartimento medico a operare sotto stretta sorveglianza, annullando qualsiasi parametro di discrezionalità a favore della convenienza. Secondo le nuove direttive nessuna risorsa doveva essere impiegata per portare soccorso ai feriti gravi e per riparare i cyborg le cui condizioni non rispondevano a parametri di economicità. I medici avevano interrotto ogni innesto meccanico per trasferire direttamente la coscienza dei pazienti all’interno del database centrale dei cyborg, sfruttando le “macchine” allo stremo delle forze. Karla ci rivelò che alcune banchine portuali erano state trasformate in depositi rottami. Cyborg malfunzionanti terminati: gettati, dimenticati. Una seconda morte.

Gli uomini, e le donne, che l’avevano seguita condividevano il suo orrore. Era loro chiaro che l’esercito li considerava carne da macello: si erano detti che tanto valeva combattere per la sopravvivenza affrontando i “maiali”.

Il secondo gruppo era composto da Elfidi. Un maschio adulto comparve portando un bimbo di tre anni a cavalluccio sulla schiena e altri tre che lo seguivano come pulcini. Aveva svolto la mansione di puericultore in una fattoria. Mi parve bizzarro l’uso di quel termine, mi spiegarono che le strutture come quella ospitavano esemplari da accoppiamento in grado di produrre una prole geneticamente soddisfacente. Quando era scoppiata la guerriglia urbana i bambini con lui erano sedici. Allion non si era dilungato in spiegazioni, ma Katy aveva stretto Ophal fra le braccia chiudendo gli occhi per soffocare le lacrime.

In poco tempo il numero degli individui a comporre il branco era raddoppiato. Fu logico pensare a una diversa organizzazione degli ambienti e delle consuetudini acquisite. L’edificio che ospitava la biblioteca divenne una specie di condominio.

Scelsi di rimanere nel seminterrato: in quel luogo, mi sentivo sicuro. La biblioteca aveva cessato di essere il centro nevralgico della comunità. Me ne ero felicitato, pensando di godere di quella ritrovata calma per leggere i libri accumulati. Gli esploratori avevano raccolto centinaia di volumi che, per mancanza di posto, erano stati immagazzinati in un negozio vicino. Avevo una grande mole di lavoro cui pensare, oramai i Daemon erano in grado di leggere e scrivere autonomamente. Poco alla volta divenni consapevole di alzare spesso lo sguardo dalla lettura e di trasalire al minimo suono. Interrogandomi sul motivo di tanta distrazione, compresi che nel profondo del cuore desideravo incontrare il volto sorridente dei miei compagni, ascoltare il suono, pure bisbiglio, della loro voce.

Il pub era sufficientemente grande per ospitare tutti ed era lì che si tenevano le riunioni per fare il punto della situazione e prendere decisioni importanti. Come in ogni assetto sociale, pur democratico, anche nel nostro esistevano dei leader: Nephel, Kato, Patrick e Karla avevano assunto quel ruolo con naturalezza. Prima di ritirarsi per la notte avevano preso l’abitudine di incontrarsi nei pressi della barricata per chiarire i loro pensieri e decidere una strategia comune da presentare al gruppo.

Non era mia intenzione spiarli. Avevo trovato le latrine costruite accanto al pub occupate e non avevo altra opzione se non servirmi di quelle nei pressi della barriera d’auto. Una volta liberate le viscere, posai una mano sulla porta della baracca per ritirarla subito dopo.

« Non sono d’accordo. »

La voce di Karla mi fece arretrare. Decisi di rimanere al sicuro fino al termine della discussione.

« È una trappola. »

« Sì. » riconobbe Patrick « Sappiano che l’apparecchio acustico di Sandra funge da trasmittente e invia le nostre conversazioni al gruppo di Mary tramite onde radio. Ci avete individuato nello stesso modo, intercettando la frequenza e studiandoci con calma prima di presentarvi alla stazione per prendere contatto. »

« È diverso. »

Fu Nephel a intervenire. « Vuoi lasciare i cinesi ai “maiali”? »

Un silenzio cupo mi fece intuire che Karla stava tentennando.

« L’informazione che ho portato oggi è attendibile, assalteranno il ristorante non appena sorta la luna nuova. Dobbiamo costringere gli Wang a muoversi. Si fidano di me, hanno conosciuto Kind e sanno che nel branco ci sono parecchi bambini. »

« Comunque vada, perderemo qualcuno. » le parole di Karla si ammantarono di tristezza. « Se decidiamo di concentrare le forze nella missione di riscatto, attaccheranno l’insediamento. In caso contrario, cercheranno di catturare la squadra inviata all’Inferno nella speranza di utilizzare i membri come ostaggi. »

« Sono io a prendere questo tipo di decisioni, a quanto ho compreso non hai alcuna alternativa da propormi. » Patrick non sembrò turbato al pensiero di perdere qualcuno. « Invieremo una squadra di cinque elementi: Nephel, Kind, Holly e Manolo. Due dei miei, due dei tuoi. »

Ricordai che le gambe di entrambi i soldati erano state sostituite con protesi artificiali.

« Sono quattro. Il quinto elemento? »

« Joy. È lui ad avermelo chiesto. »

« Joy? » Karla emise una specie di rantolo. « Hai la minima idea di chi, “cosa”, sia il tuo fidanzatino? »

« Trovo strano sia tu, a saperlo. » Nephel si frappose ai due. « L’autorizzazione richiesta per accedere al protocollo di sperimentazione 973127 è di grado piuttosto elevato. Conosciamo alla perfezione la situazione di Joy. »

« Il protocollo è fallito: i soggetti sono risultati emotivamente instabili, incontrollabili. L’ordine di sopprimerli è stato eseguito molto prima della rivolta. Non comprendo come il ragazzo sia riuscito a fuggire dai laboratori. » Karla sospirò « Almeno, non ha la droga. » una pausa mi fece comprendere che stava studiando i suoi interlocutori. « Vi prego… ditemi che non ha delle pillole in tasca. »

« Vedila in questo modo. Se Mary dirigerà la sua attenzione sulla squadra di riscatto, smetteremo di preoccuparci del suo gruppo. »

Dei passi pesanti annunciarono che Patrick aveva deciso di allontanarsi.

« Elfide! Almeno tu, dovresti avere buon senso. »

« Lo stesso dei genetisti che hanno creato un grazioso mostro in grado di decimare un intero plotone di Daemon? Oppure, quello degli scienziati che hanno lavorato alla formula dell’induttore cerebrale che lo libera da ogni inibizione? Non ho assistito allo spettacolo, spero che questa non sia l’occasione per farlo. Da quanto ho compreso è piuttosto difficile farlo tornare in sé, gli ordini sono quelli di mantenere una distanza di sicurezza lungo il cammino e, in caso di necessità, correre senza sosta fino a raggiungere la barricata. Al bisogno Patrick uscirà a cercarlo e attenderà che l’effetto della droga si esaurisca.

Quanto a buon senso Kato attende da te maggiore chiarezza, nascondi qualcosa. Sei stata accolta fra noi ed è tempo di ricambiare la nostra fiducia. Ti attende in biblioteca, Tenente Colonnello, a quest’ora è deserta. Ha con sé una candela e non ti sarà difficile individuarlo. »

Altri passi, questa volta affrettati, risuonarono nel silenzio della notte.

Bussarono alla porta, due colpi decisi. « Hai terminato la carta igienica? Se è così, posso andare a prenderla. »

« No… » arrossii. Compresi che Nephel aveva sempre saputo che mi nascondevo nella latrina. « Non è necessario. Grazie. »

Attesi qualche secondo prima di uscire e quando lo feci incontrai solo il buio.

Nei giorni a seguire mi sovvenne il ricordo dello sguardo che Kato e Patrick si erano scambiati nel momento in cui Joy si era assunto la responsabilità di proteggere i due esuli indesiderati. Il ragazzo aveva fatto una scelta, consapevole delle conseguenze: la vita di Sandra e Jeff in cambio di molte altre. Forse, già allora, era consapevole del peso che portavano. Si erano prestati al piano di Mary per salvare i compagni rinchiusi nel teatro da morte certa.

I cinesi giunsero incolumi, di corsa, e Patrick si allontanò dall’insediamento alla ricerca di Joy. Fecero ritorno una settimana dopo. 

Serie: Il Dio Solo
  • Episodio 1: Alone
  • Episodio 2: Il Signore degli Anelli
  • Episodio 3: Nephel
  • Episodio 4: Kato
  • Episodio 5: Fuori
  • Episodio 6: Il Branco
  • Episodio 7: Equilibri
  • Episodio 8: Conflitto
  • Episodio 9: Luna Rossa
  • Episodio 10: Il Dio Solo
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    Commenti

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Antonino, felice di averti mio ospite anche ne Il Branco! Mi sono trovata fra le mani una quantità di personaggi “interessanti” che non ho saputo lasciare senza passato e storia. La nuova serie si prospetta lunga: ho finito la prima stagione e non so se riuscirò a concluderla con la seconda.

      1. Micol Fusca Post author

        Mi sono proposta di terminare la serie entro i dieci episodi per poi riprendere l’ambientazione nell’altra, Il Branco. Se ti andrà di leggerla, troverai i personaggi de Il Dio Solo.

    1. Giuseppe Gallato

      L’inizio di questo episodio mi è piaciuto moltissimo! “Nephel mi aveva donato le ali e come un moderno Icaro mi ero avvicinato al sole per precipitare nel vuoto una volta giunto a toccare il calore delle anime gentili che mi circondavano.”
      Per il resto, anch’io sono curioso di saperne di più su tale Joy! 🙂

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Giupeppe. Ci vorrà un po’ di tempo, ma dedicherò a Joy il giusto spazio nell’altra serie, Il Branco. 😉

      1. Micol Fusca Post author

        Ciao Lara, come ho detto ad altri lo spazio qui è limitato. Alone non esce mai dal suo nido, non è testimone di quello che accade “fuori”. Darò il giusto spazio a Joy ne Il Branco. Vedo che il suo personaggio sta rivedendo parecchi consensi. ☺

      1. Micol Fusca Post author

        Lo spazio è tiranno, ne Il Branco avrai modo di comprendere di più riguardo al protocollo 973127. Uno spoiler (forse in questo episodio non vi ho dato il giusto risalto): Joy e simili sono stati creati per fungere da piano “b” nel caso i Daemon si fossero ribellati alla loro condizione. Esperimento miseramente fallito. 😉