Correre controvento

Camminava.
Camminava e rideva e piangeva. Semplicemente camminava verso un luogo preciso, verso un futuro che non era futuro, verso la disperazione.

Una lettera.

“Dal carcere di massima sicurezza di Nicenyn, la informiamo che il detenuto Klein Robert Heimirich , sarà rilasciato il giorno 07/09/1992, a seguito di una buona condotta protrattasi per tutta la permanenza.
Distinti saluti
Patrick Cobb, direttore del carcere”

Una telefonata.

<Vedi di farti trovare a casa, disgrazia, o ti riempio di pugni; d’ora in poi comando io.>

Il mondo che crolla addosso.

Sarebbe tornato e l’avrebbe ucciso.

No, non ne avrebbe avuto il tempo.

Scappava quel ragazzo; scappava da una vita che mai avrebbe voluto sua, una vita che mai gli sarebbe appartenuta.

Nato nella casa sbagliata, nel tempo sbagliato e forse nel mondo sbagliato.

Nato ma…mai voluto.

E ora corre, corre contro il vento, sotto la pioggia, veloce.

Venti sono i minuti che occorrono per arrivare alla meta.

Venti come gli anni che mai compirà.

E’ arrivato alla scogliera, c’è aria di tempesta, le onde si infrangono contro gli scogli; scogli aguzzi.

Sono lame.

Non un ripensamento, non smette di correre.

Non ha più paura.

Niente più pugni sul viso martoriato; Non più calci, offese, urla o pianti.

Non sarà più toccato da quelle mani grandi che avrebbero dovuto aiutarlo…salvarlo.

Cade, cade col vento che sferza il volto.

Non scapperà più di casa cercando riparo quando Lui tornava ubriaco. Non più occhi neri e ossa rotte.

Non si spaventerà più a causa di rumori improvvisi, ne si nasconderà sotto il letto in cerca di protezione.

Non dura a lungo…qualche secondo e smette di pensare, di vivere, questa volta per sempre.

Non è più un bambino…non lo è mai stato.

Gli scogli prima neri ora son macchiati, quel corpo senza vita viene abbracciato dall’acqua, la sua culla.

Più lontano, un padre torna dopo mesi di prigionia, apre la porta, la sbatte, urla…lo cerca.

Non c’e.

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Discussioni

  1. Breve e pieno di intensità.. Capacità non comune.. Mi dispiace solo che alla fine abbia vinto il padre.. In queste storie di violenza su bambini da parte dei genitori io aspetto sempre che il tempo faccia il suo sporco lavoro: far crescere e incattivire la vittima e far invecchiare e i demolire l’aguzzino per una vendetta inacidita da 20 anni do attesa!
    Molto brava!!