Corri, corri

Serie: La notte della luna eterna


Il cuore batteva talmente forte da essere sul punto di esplodere, Marc non era nemmeno più in grado di quantificare il tempo che era passato dall’ultima sosta; nonostante i polpacci fossero sul punto di esplodere fermarsi non era una scelta sensata. Le fiamme erano impresse nella sua mente e difficilmente si sarebbero sbiadite con il passare degli anni, sempre pensando di sopravvivere a quel momento. Quando i Cacciatori della Luce avevano fatto irruzione nel monastero era scoppiato il caos: le urla erano esplose così come avevano fatto i fuochi appiccati dai cavalieri in uniforme scintillante che non avevano risparmiato nessuna vita. Un anziano abate che il ragazzo non ricordava nemmeno di aver mai visto era entrato nella sua stanza quasi abbattendo la porta e l’aveva tirato fuori dal letto di peso.
“Prendi questi e scappa” aveva detto mettendogli in mano dei vestiti pesanti ed una borsa. 

Senza attendere risposta l’aveva spinto fuori e avevano percorso il lungo corridoio che conduceva alle cantine con un passo talmente veloce che Marc aveva pensato più volte di cadere; in lontananza il rumore delle spade era sempre presente, segno che qualche abate figlio di nobili sapeva opporre resistenza nonostante la missione di Dio non richiedesse violenza. Aveva vissuto tutto il tragitto come in un incubo e non era stato in grado di porre nessuna domanda, l’unica cosa che il cervello continuava a ripetergli era di fuggire il più lontano possibile da quel luogo di morte, non era importante nessuna questione quando c’era in gioco la vita, soprattutto di un giovane come lui.
“Devi consegnare questa lettera al vescovo di St. Just, è un mio amico, non darla a nessun altro. Dirai queste parole porgendogliela:”Che il Signore illumini l’oscurità”. Ora va” urlò mentre apriva la porta della cantina.
“Dove?”
“Corri lungo le cantine, alla fine troverai l’uscita, dentro la borsa ci sono le chiavi, adesso fuggi, non c’è tempo da perdere” disse l’uomo mentre un rivolo di sudore correva sulla fronte diretto al naso; lo sguardo era più terrorizzato di quello del ragazzo, di sicuro sapeva di andare incontro ad un misero destino richiudendo la porta.

Quelli erano stati i momenti più bui, letteralmente, che Marc potesse ricordare, ogni tanto qualche candela rischiarava l’oscurità ma per il resto si trattava di percorrere metri quasi totalmente al buio, solo lo squittio dei topi faceva compagnia ai suoi pensieri. Perché i Cacciatori della Luce avessero scelto di compiere un atto tanto barbaro era difficile dirlo ma quel genere di domande potevano attendere.

Una volta fuori dall’abbazia il ragazzo si trovò a dover percorrere la lunga discesa che conduceva alla larga strada sottostante. Per fortuna la luna era in grado di rischiarare un po’ il percorso visto che lui non era dotato di candele e, in ogni caso, non pareva affatto saggio accendere una fonte di luce facilmente individuabile da qualche cavaliere bastardo. Non si guardò dietro anche se le probabilità che qualcuno si trovasse nelle vicinanze non erano affatto basse, corse più veloce che poteva tenendo ben stretta la borsa per evitare di perderla. Per poco non inciampò sulla radice di un grosso albero ma, per il rotto della cuffia, non perse l’equilibrio e, qualche manciata di secondi dopo, si trovava sulla via che conduceva a St.Just. Non sapeva con esattezza quanto distasse ma ricordava che, l’unica volta che i frati lo avevano portato con loro in città per fare acquisti, erano passate ore prima del loro arrivo. Questa volta sarebbe stato anche peggio perché non aveva un cavallo e doveva contare solo e soltanto sui suoi piedi e sulle sue gambe; per un momento aveva anche pensato di cercare rifugio da qualche contadino della zona ma nessuno di quei tempi si sarebbe fidato di un quattordicenne. No, non poteva contare su nessuno in quella situazione. Attraversare il bosco senza nemmeno un arma gli metteva i brividi ma il rumore di ferraglia che ancora si udiva provenire dalle sue spalle era ancora peggio. Prima di mettersi in cammino decise di aprire la borsa: all’interno c’era un tozzo di pane raffermo e una borraccia piena d’acqua, non era molto ma non ci si poteva lamentare. Si infilò la tunica pesante che il vecchio gli aveva consegnato e guardò la strada di fronte a sé, le fronde degli alberi la rendevano ancora più oscura di quanto già non fosse, per un momento fu quasi convinto di udire l’ululato di un lupo. Trasse un respiro profondo e poi riprese la sua corsa contro il tempo.

Serie: La notte della luna eterna


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Discussioni

  1. Bella l’introduzione, naturalmente anche la storia anche se forse l’ultimo rigo andava in scritto in maniera più enfatica, cosi lasciare l’emozione del lettore in gola che non può digerire fin quando non legge la seconda puntata.

  2. Ciao , in questo breve racconto descrivi la fragilità dell’uomo nella sua misera esistenza , spogliarlo dai suoi averi e ridurlo a creatura , esposta alla vita alla paura. Mi è piaciuta l’idea dell’abate dell’attacco a cui non ci si trova mai preparati anche perché come hai scritto Dio non vorrebbe che ci fossero le guerre. E allora come difendersi? C’è il divino e l’umano , se da una parte la religione cerca di arginare episodi di violenza dall’altro è causa scatenate di molti conflitti , è un tema attuale. Ci sarà un seguito? E poi chissà se questo ragazzo troverà rifugio nella natura o se anche essa lo sottoporrà alle sue leggi e la luna chissà se sarà di illuminazione. ..