COSPIRAZIONE
Serie: Semplicemente Paladino #3 stagione
- Episodio 1: CALIGOLA
- Episodio 2: PALADINO PRESENTA
- Episodio 3: MISSIONE
- Episodio 4: CONCORSO DI BELLEZZA
- Episodio 5: GORAN
- Episodio 6: COSPIRAZIONE
- Episodio 7: GUERRA
- Episodio 8: DISPERAZIONE
- Episodio 9: NAUFRAGIO
- Episodio 10: REALITY SHOW
STAGIONE 1
Era un momento critico per la Terra. C’era confusione. Cosa poteva succedere? Cosa stava succedendo, piuttosto? I mostri furono sconfitti uno a uno e la pattuglia di supereroi fu definita quella dei “salvatori”, mentre altri sostenevano che il vero eroe fosse Ceran.
Strano, ma mentre i supereroi furono più efficaci nella distruzione dei Goran, invero ne avevano ucciso uno, ma avevano mostrato come ucciderli e molti altri li avevano imitati, Ceran sapeva molte cose. Fu lui, difatti, ad affermare che i Goran erano virus informatici che erano usciti dalla dimensione virtuale per interagire con la realtà e distruggerla.
Questi virus, disse Ceran, erano stati mandati sulla Terra da delle intelligenze aliene.
«Non è vero!» esclamò Supereva al sentire questa ipotesi data per certa.
«Come fai a dirlo?» chiese Antiprincipe. Erano tutti nel rifugio di Supereva e stavano ascoltando il televisore.
«Ho fatto delle ricerche, in merito al Goran di Roma. È vero che è un virus, ma è stato confezionato da degli hacker terrestri» spiegò Supereva.
«Come fai a essere così sicura?» la interrogò Capitan Splatter.
«È semplice. ho raccolto un campione di byte e li ho analizzati con il mio computer quantistico e…».
«Okay, okay. Va bene. Basta così. Ci crediamo» la interruppe Paladino.
«Non ho nessun problema a spiegarvi come sono sicura di questa informazione».
«Non ho problemi a crederlo. Ma non possiamo perdere tempo nel cercare di capire chi abbia mandato questi mostri. Tu lo sai, e questo è quel che ci basta» le disse Paladino.
«Mi fa piacere che non mi consideriate una bambola senza cervello!». Supereva sorrise lusingata.
«Non l’ho mai pensato!» disse con foga Paladino. «Comunque, visto che sei più intelligente di noi, dicci allora cosa sta succedendo».
Supereva si fece seria. «Lo volete sapere? Penso che questi mostri siano stati fatti scatenare per gettare in allarme la popolazione terrestre…».
Qualcuno alzò il volume del televisore e si sentì la voce di Ceran: «Siamo sotto attacco, questo è certo. Se non fosse stato per me, adesso le maggiori città del mondo non esisterebbero più…».
«Bugiardo! E noi?». Antiprincipe s’inalberò. Era stato colpito nell’orgoglio.
«Ssst!» gli impose Paladino. Era curioso di sapere cosa voleva dire, quel figuro. Certamente parole che riempivano di elogio il suo operato e metteva in ombra quello dei “Salvatori”.
Ceran continuò. «La Terra è sotto attacco. Una popolazione vuole sradicare la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra identità… le nostre vite. E per farlo, non esita a usare questi virus altamente distruttivi. Ho in contatto i capi di tutte le agenzie di intelligence del mondo ed è stato deciso di agire prima che il Nemico colpisca ancora. Il Nemico è subdolo, usa alcuni nostri conterranei per combatterci. Fra loro quelli che molti chiamano “Salvatori”».
«Cosa?» sbottò Capitan Splatter.
Per un momento Paladino temette che fosse sul punto di far scoppiare il televisore. Invece non fece nulla. Allora Paladino fece cenno di stare in silenzio. «Zitti».
«Hanno sì ucciso il Goran di Roma. Molti li vedono come degli… eroi. Ma questi non sanno che i “Salvatori” sono alleati del Nemico e quindi bisogna sconfiggerli. Ho già disposto che siano rintracciati e arrestati, per poi essere interrogati e, dopo essere stati spremuti a dovere, essere giustiziati come traditori del Genere Umano».
Capitan Splatter rise. «Come farà a trovarci?».
«Mi sembra di essere Tortora, il giornalista. Seppe in anticipo che doveva essere arrestato, e non fece nulla per fuggire perché credeva fosse uno scherzo o un errore» disse Paladino. Solo Supereva lo comprese.
Da fuori si sentirono delle macchine arrivare. Molte macchine. Poi voci, abbai di cane.
«Credo che dobbiamo andarcene» disse Supereva.
«Ma…» provò ad opporsi Antiprincipe.
La porta fu sfondata ed entrarono dei soldati armati di fucili e lanciarazzi. Con loro c’erano dei cani che ringhiavano, la bava alla bocca. «Fermi tutti! In nome del Genere Umano, siete in arresto!» urlò uno di quelli.
«In nome della libertà, io ti uccido» ruggì Capitan Splatter.
Ci fu un’esplosione di sangue. Il soldato che aveva appena parlato ebbe la testa spappolata.
«Fuoco! Fuoco!» ordinarono alcuni, forse i subordinati di quello che era morto che doveva essere il loro comandante.
Prima che una tempesta di piombo si abbattesse sui quattro supereroi, questi passarono all’azione: ognuno scatenò i suoi poteri, le sue abilità, e di quella schiera di militari non rimase che una distesa di morchia sanguinante.
«Ehi! Voglio ucciderne almeno qualcuno pure io!» si lamentò Antiprincipe.
«Ti abbiamo lasciato i cani» gli rispose Paladino, dopo aver lanciato la terza sfera d’energia.
«Oh, grazie» disse Antiprincipe, e con la spada nera squartò i cani che saltavano cercando di raggiungerlo con le zanne.
«Meglio che ce ne andiamo. Questo posto è bruciato». Paladino fu sicuro di sé.
«Già» sospirò Supereva. Poi assunse un sorriso furbo, perfido. «Bruciato, hai detto? Per ora no».
Entrarono molti militari, e alcuni scivolarono sui resti dei loro commilitoni.
Supereva aprì una finestra e fece uscire i suoi tre alleati. Poi accese qualcosa e tutto prese fuoco. «Adesso sì, che è bruciato».
Le fiamme si diffusero e i soldati dovettero retrocedere.
Fuori, i quattro videro che i militari avevano pensato a tutto: in cielo c’erano elicotteri d’assalto e da trasporto. Questi puntarono le mitragliatrici e lanciarazzi e sfogarono furia in un intrico di fiammate.
«Saliamo di quota!» ordinò Paladino.
Tutti obbedirono e in quello scambiarsi di proiettili alcuni elicotteri esplosero, colpiti da altri elicotteri. I rottami precipitarono al suolo e infiammarono il prato intorno al fabbricato, in fiamme, che fino a pochi minuti prima era il covo di Supereva.
Paladino approfittò della quota elevata raggiunta e lanciò una sfera d’energia, la quale piombò sulla schiera di elicotteri e ne travolse un paio. Questi esplosero e poi finirono al suolo.
«Attenti!» strillò Supereva.
Ora che stava succedendo?
Passò un jet. Velocissimo lanciò dei missili. Fu facile evitarli, e questi piombarono nei boschi sottostanti e li incendiarono. Evitare il jet fu meno facile: essendo pilotato da un umano, era imprevedibile, poteva cambiare rotta all’improvviso.
Antiprincipe stava per essere travolto. Siccome usava delle ali era il più lento di tutti e forse era anche stordito dall’innalzarsi di quota improvviso.
Paladino gli venne addosso e lo sbalzò di quaranta metri più in là. Il jet non investì Antiprincipe, il quale, se ciò fosse successo, sarebbe stato fatto a pezzi; ma Paladino non lo trattenne e Antiprincipe iniziò a cadere. Poi, dopo una discesa di cento metri, risalì di quota. Un flebile “grazie” a Paladino e poi di nuovo a pensare al combattimento. Paladino gli aveva salvato la vita, ma ora c’era altro a cui badare.
Maligno e determinato, il jet tornò indietro.
Fu Antiprincipe ad agire, prima che Supereva, Capitan Splatter e Paladino scatenassero le loro doti: il supereroe schizzò in avanti e diede un fendente di spada che sprigionò molte scintille.
Ci fu una fiammata, poi Paladino pensò non fosse successo nulla.
Si ricredette al vedere il jet con un’ala tagliata iniziare a precipitare e poi arrivare a terra dove scoppiò con un fiore rosso la cui luce fioca illuminò il buio per poi dissolversi in nulla.
Adesso la terra era una tavolozza buia. Solo il cielo era bello, con le sue stelle. Ma da lì, presto, sarebbe arrivata una minaccia.
Solo da lì? C’era pure Ceran, da combattere.
Era fatta: la cospirazione era in atto. Ceran, alleato degli scienziati guerrieri, avrebbe permesso l’invasione della Terra e la schiavitù del Genere Umano. Sarebbe andato tutto bene, se solo non fosse stato che la pattuglia di supereroi, dei “Salvatori”, era scappata dal suo dominio e aveva agito mettendogli i bastoni fra le ruote.
Ora bisognava combattere. Di nuovo Paladino avrebbe lottato contro Ceran. Sarebbe stata la volta decisiva, definitiva, in cui Paladino avrebbe trionfato e Ceran sarebbe morto? O sarebbe avvenuto l’inverso? Oppure, diplomazia alla mano, sarebbero scesi a patti? Non si sapeva. Per ora avrebbero dovuto combattere. E avrebbe vinto il migliore.
Ma prima di tutto bisognava cercare un nascondiglio.
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