Creando un legame

Serie: Amore d’estate


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Zack e Jessie iniziano a creare un grande legame

Il giorno dopo Zack si svegliò subito con il suo pensiero, ricordando i dialoghi del giorno precedente e andò in spiaggia, ma non la vide, per tutto il giorno non si ebbe nessuna traccia di Jessie, e Zack era molto triste, essendo che tra tre giorni se ne sarebbe andato. La giornata passò velocemente e il giorno dopo Zack si svegliò malinconico e i genitori lo guardarono in pensiero e decise di aspettare il pomeriggio per andare in spiaggia e quindi si riaddormentó. Arrivo il pomeriggio e Zack decise di andare in spiaggia e vide tutti, ma non lei e Sal, Matt e gli altri lo chiamarono e un Zack molto abbattuto andò da loro e li salutò ma con un tono di voce basso. “C’è qualcosa che non va?“ chiese Matt preoccupato. “No, nulla” disse Zack. Mentre tutti parlarono tra di loro, Zack non disse una parola, ma non faceva altro che pensare a lei, e a un certo punto in lontananza vide Sal arrivare verso di loro, li salutò in maniera frettolosa e si avvicinò ad un ombrellone e si buttò in mare, sotto quell’ombrellone uscì finalmente fuori Jessie, che seguì Sal in mare. “Scusatemi ragazzi, ma devo andare, ci vediamo dopo” disse Zack agli altri velocemente. Tutto felice si avviò verso Sal e Jessie, che stavano su un gommone, li salutò e Jessie lo invitò a salire, Zack  voleva mettersi in mezzo, ma Jessie gli fece cenno di mettersi dietro di lei e imbarazzato si mise dietro e cercava di non avvicinarsi troppo e infatti pur di non toccarla in alcun modo li fece cadere perdendo l’equilibrio, e poco dopo giocarono con una semplice pallina. “Come ti stai trovando con noi?“ chiese Sal nel frattempo. “Sinceramente non mi aspettavo di incontrare persone così incredibili, sai non sono abituato ad avere a che fare con persone come voi, quindi mi sto trovando molto bene, siete veramente delle bravissime persone” rispose Zack. “Ci fa piacere che pensi questo, anche tu sei una brava persona, ma dicci hai qualche passione?“ gli dissero Sal e Jessie sorridendo. Zack gli parlò della sua passione per gli anime, che Sal e Jessie ricambiavano e Jessie disse a Sal del gioco preferito di Zack, che era anche il suo e Sal fu stupito e incominció a parlare con Zack del gioco, del loro personaggio preferito e sull’ultimo capitolo uscito. Poi Sal dovette andar via e lasciò Zack e Jessie da soli. Zack era imbarazzatissimo, era la prima volta che si trovò da solo con lei, nonostante sia quello che voleva, dall’ansia che lo attanagliava gli batteva forte il cuore, così fece un respiro e prese coraggio “Ma di dove sei?“. “Sono di Delma tu?“ rispose Jessie. “Anch’io sono di Delma, magari potremmo vederci un giorno” disse Zack eccitato. “Perché no” disse Jessie. “Ma perché ieri non ti ho vista?“ chiese Zack curioso. “Non avevo voglia di uscire, sono stata tutto il giorno a guardare anime, serie e a dormire” disse Jessie con calma. Zack pensò che era veramente simile a lui, anche a lei gli capitavano dei momenti in cui si isolava dal resto del mondo. “Ah scusami, non ti avevo visto ed ero preoccupato” disse Zack. “Che carino” disse Jessie imbarazzata. “Se vuoi potresti anche venire da me e potremmo guardare qualche anime insieme” disse Zack in imbarazzo, che rendendosi conto dell’assurdità appena detta, si sentì uno stupido. “No, veramente non potrei permettermi di venire da te” disse Jessie ridendo dall’imbarazzo. “Volevo giusto per passare più tempo con te per conoscerti, visto che tra tre giorni vado via, e tu invece?“ chiese Zack. “Che carino, io invece tra due giorni, vabbè magari comunque ci sentiremo tramite telefono” rispose Jessie. Cosi entrambi si scambiarono il numero di telefono. “Sai io ho vissuto dei brutti momenti a scuola, come ad esempio quando un ragazzo cominció a parlare con me e a un certo punto stava per scattarmi una foto di nascosto, io me ne accorsi e lo spinsi e lui reagì colpendomi violentemente sulla testa” disse Jessie, sembrando che avesse preso più confidenza. Che bastardo, mi dispiace molto, ma anche io ho vissuto brutti momenti a scuola, in cui mi hanno insultato o preso in giro” disse Zack più a suo agio. “Quindi più o meno riesci a comprendermi, poi le mie amiche mi prendono anche in giro per essere vergine” disse Jessie imbarazzata. Zack si sentì spiazzato, non avrebbe mai pensato che una ragazza del genere si aprisse così tanto con lui. “Anche io sono vergine, se ti fa sentire meglio” disse Zack imbarazzatissimo con voce timida. I due si scambiarono un sorriso, poi Zack disse “Vabbè comunque io ora dovrei proprio andare, ci vediamo stasera?“ Jessie annuì e i due si salutarono. Appena tornato a casa, Zack non salutò i suoi genitori e si recò di fretta in camera sua, si stese sul letto e guardò il soffitto con un grande sorriso e con il cuore colmo di gioia, era molto eccitato e nervoso allo stesso tempo. Pensava al fatto che lei avesse quello strano vizio di alzare gli occhi al cielo quando qualcosa la infastidiva e questa cosa lo faceva impazzire, poi quella voce… poteva mandare a fanculo chiunque e sarebbe comunque sembrata la cosa più romantica del mondo, era come se fosse il posto in cui sarebbe sempre voluto tornare, ogni volta che gli parlava era perso tra i suoi occhi e non riusciva a farsene una ragione. Di lei amava così tanto la sua ambiguità. Avrebbe solo voluto chiederle se il cuore gli battesse forte come il suo, ma era preoccupato di udire la risposta, era incredibile come in così poco tempo fosse già follemente innamorato. Improvvisamente la madre entrò nella camera di Zack, curiosa di sapere perché fosse così diverso dal solito e chiese “Tutto bene?è successo qualcosa che dovrei sapere?“. “Niente, oggi mi sento felice” rispose Zack. Il padre li raggiunse e disse “Dai, si vede che sei diverso dicci cosa ti succede, siamo qui per te”. Zack dalle parole del padre fu stupito, era sempre stato severo con lui e così gli disse “Ho conosciuto una ragazza che mi piace molto, non è successo ancora niente, ma spero che andrà bene” e i genitori guardarono il figlio felici e lo abbracciarono. “Meriti di essere felice” gli dissero emozionati e lo lasciarono solo.

Serie: Amore d’estate


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Discussioni

  1. La scuola a quell’età può essere un inferno per una persona empatica e introversa. Da adulti le cose appaiono del tutto differenti, ma è difficile trovare un proprio posto se non si desidera fare branco