Il caos e l’odio

Serie: Cronache del mondo di fuori


L’urlo della notte si espande, feroce e selvaggio; rimbomba nell’aria, ferisce i timpani e impregna i cuori di tristi pensieri.

Nell’oscurità un vampiro è una parte del tutto; il fiume zigzagante, serpente purpureo. Bestia immonda.

Si muove, apparentemente senza meta; a volte la coda diventa testa e a volte la testa diventa coda, in un alternarsi che all’occhio umano appare confuso. Eppure nulla è casuale in quel caos; tutto è guidato dal desiderio primordiale intinto nel sangue.

«L’abbiamo catturato.»

«Non lasciate le funi! Vi si scorticassero le mani, maledizione.»

Un vampiro, strappato dal corpo della bestia, è solo una bocca che non ha più voce; denti aguzzi che non sanno più mordere.

Come hanno fatto a catturarlo? Un attimo prima era parte del serpente, una piccolissima parte, d’accordo- E adesso? La legge universale di preda e predatore sembra capovolta.

«Hai finito di urlare, mostro!»

Una pietra lo raggiunge vicino all’occhio sinistro, poi un’altra e un’altra ancora. Non prova dolore, il dolore è tutt’altra cosa, ma fa male comunque.

«Ti piace? Ti piace, bastardo? Spero che mia figlia possa vederti dal regno dei morti.»

Il regno dei morti? Che ne sa un vampiro del regno dei morti? Un vampiro conosce i segreti dell’eternità, ma la morte? Carissimi umani, la morte è un dono che il Creatore ha riservato a voi e a voi soltanto.

«Che diamine state facendo?! Volete che si liberi?»

Nonostante le parole degli umani, liberarsi non è facile; lui è debole.

«Dov’è Carlo?»

«Se n’è andato.»

«Se n’è andato?! Maledetto codardo! Ha già dimenticato quello che hanno fatto questi mostri alla sua famiglia?»

Carlo, Davide, Mario, sono già tre gli uomini che si sono dileguati. La debolezza del vampiro è forza dal punto di vista di un semplice uomo.

«Non farti illusioni. Non ti lascerò scappare, dovessi restare solo.»

Lui è un vampiro, figlio della notte, fratello dell’oscurità. Abbassa il capo, in un’immagine di sottomissione che non gli dovrebbe appartenere. Parole velenose lo raggiungono, portate da pietre aguzze: la disperazione di un uomo che si è visto strappare la figlia.

In lontananza il serpente urla la fame, grida la sete; non tornerà a prendere ciò che si è lasciato indietro.

Presto la Luna scenderà dal trono per lasciare posto al Sole.

Saprà quest’ultimo aprire la via per il regno dei morti? Oppure si limiterà a spalancare la porta del dolore?

Un vampiro debole non si pone certe domande. Un vampiro debole attende in silenzio.

Serie: Cronache del mondo di fuori


Avete messo Mi Piace4 apprezzamentiPubblicato in Horror, Narrativa, Fantasy

Discussioni

  1. “Non prova dolore, il dolore è tutt’altra cosa, ma fa male comunque.”… quanti significati insiti in questo brevissimo passo. Sei tra gli scrittori di Edizioni Open che più stimolano la mia curiosità da lettore. Altro episodio interessante in cui, se non ho capito male, introduci un personaggio ben diverso rispetto al precedente. Forse più “umano”? Vediamo cosa mi riserva il prossimo episodio. 🙂

  2. “Un vampiro, strappato dal corpo della bestia, è solo una bocca che non ha più voce; denti aguzzi che non sanno più mordere.”

    Mi piace molto questo passaggio dove la caratterizzazione del tuo vampiro ha sempre quello spessore affascinante di cui già si parlava, bravo.

    1. In fondo i miei vampiri ( il protagonista di questo episodio è l’antitesi del protagonista dell’episodio precedente ) non sono altro che la rappresentazione delle debolezze umane.
      Grazie per il commento !