Cyrano

Adam sorrise, felice di trovare Cyrano al solito posto. Lo conosceva da un paio di mesi: lo chiamava così perché lo aveva aiutato a risolvere una questione piuttosto spinosa. La prima volta che avevano avuto modo di conversare gli aveva confidato che si trovava lì per “tenere il posto” a un amico che si era allontanato per andare ad acquistare del cibo. Adam non aveva questionato, deciso a non mancare di sensibilità. Se quel giovane desiderava mantenere una parvenza di dignità aggrappandosi a quella bugia non era affare suo. Seppure trasandato, Cyrano aveva cura della pulizia personale. Probabilmente investiva parte delle monete raccolte per fare una doccia a pagamento o lavare i panni in una macchina a gettoni.

Il senzatetto sostava sul marciapiede dell’edificio che ospitava lo studio di architettura dove lavorava e aveva preso l’abitudine di trascorrere la pausa pranzo con lui. Era stato il barbone ad avvicinarlo per primo, la sua risata contagiosa lo aveva colto del tutto impreparato mentre si allontanava in direzione della metropolitana con uno sguardo sconsolato. Non per la prima volta, erano mesi che lo stomaco gli si stringeva in una morsa e aveva voglia di piangere. Trent’anni spesi male… ancora si innamorava con la foga di un’adolescente.

Lei si chiamava Roxana ed era una tigre asiatica il cui sguardo diffidava chiunque ad avvicinarsi. Una bella donna, coetanea, che non indulgeva in vezzi se non nell’abbigliamento curato: pratica, solida, si era costruita una carriera grazie al carattere che le permetteva di macinare i sassi.

‹‹Buongiorno!››

Cyrano sollevò lo sguardo su di lui, ricambiando il sorriso. ‹‹Buongiorno Adam. Allora, com’è andata?››

Il barbone stese a terra uno dei suoi cartoni per farlo accomodare senza sporcare i pantaloni e Adam gli tese il panino e la bibita che aveva portato con sé.

‹‹Avevi ragione, ha accettato il libro.››

Cyrano gli aveva consigliato di osservarla da lontano. Cogliere ogni particolare di lei mentre abbassava le difese, seppure per pochi secondi, quando si concedeva una pausa per bere un caffè. Adam aveva fatto incetta di monete procurando di correre al distributore non appena la vedeva andare in quella direzione. Buttava lì qualche parola, imbarazzato, sperando di non risultare fastidioso. L’idea di sembrare uno stalker lo terrorizzava.

Roxana era una donna corteggiata e non era insolito vedere il fattorino, novello Babbo Natale, caracollare verso la sua scrivania carico dei doni inviati dagli ammiratori. Profumi, fiori, biglietti per il teatro, cioccolatini. Roxana degnava quegli oboli di uno sguardo distratto, tornando a immergersi nel lavoro. I fiori non le piacevano, gli odori intensi la infastidivano, era allergica al cioccolato. Nulla sembrava smuoverla.

Adam aveva afferrato al volo, come un affamato, uno sbuffo che la bella aveva rivolto a una collega. Roxana aveva arricciato il naso all’entusiasmo della segretaria, intenta a tessere meraviglie di un film appena uscito nelle sale cinematografiche: “L’Hobbit”.

L’uomo se n’era servito come punto d’appoggio cercando di scoprire il motivo del suo malumore. Caffè dopo caffè, aveva compreso che Roxana non apprezzava le versioni cinematografiche ricavate dai romanzi di Tolkien.

Confrontandosi con il suo fido confidente, Cyrano, era giunto a pensare che la tigre amasse la letteratura fantasy nel suo genere più classico. Cyrano gli aveva consigliato quale libro acquistare e così aveva fatto.

Aveva rivoltato ogni bancarella e libreria della città, alla ricerca del suo sacro grall: un’edizione lusso illustrata, copertina di pelle, del Silmarillion. Lo aveva letto da bambino e non era riuscito a reggere più di dieci pagine, trovando il linguaggio pesante e arcaico.

Quel mattino era arrivato in ufficio per primo e aveva posato il librone sulla scrivania di Roxana con delicatezza. Aveva deciso di non confezionarlo per darle modo di vederlo subito e di non allegare alcun messaggio.

‹‹Le è piaciuto›› il sorriso di Adam si allargò da un orecchio all’altro. ‹‹Appena arrivata si è seduta come suo solito, compassata, ma nel suo sguardo c’era sorpresa. Ha posato le dita sulla copertina e l’ha accarezzata.››

Tenne per sé che gli aveva rivolto un fuggevole sguardo, dandogli ad intendere di aver compreso l’identità della persona che le aveva fatto quel dono. Lo aveva riposto nella cartella portadocumenti senza lasciare spazio alla curiosità di chi le si era radunato attorno.

‹‹Ne sono felice.››

Lo sguardo del barbone gli fece intendere che era sincero. Forse, pensò Adam, era il momento giusto per portare la loro conoscenza a un livello più intimo: non gli sarebbe dispiaciuto averlo come amico.

‹‹Che c’è?›› Cyrano parve intuire il suo imbarazzo.

‹‹Ecco…›› Adam si grattò la testa con fare distratto. ‹‹Mi chiedevo come una persona come te sia finita per strada. Non so, avresti potuto trovare lavoro come terapista: magari consulente matrimoniale.››

Il senzatetto rise, divertito. ‹‹A dire il vero, non sei molto lontano dalla verità. Mi capita spesso di ascoltare i guai degli altri e mi piace dire la mia. Sono un prete hippie›› resse lo sguardo sorpreso dell’architetto. ‹‹Ho le mie idee a riguardo. Quando Cristo farà ritorno, distruggerà i troni d’oro per andare a vivere fra mendicanti e battone. Gestisco il rifugio all’angolo del quartiere.››

Adam posò lo sguardo sugli abiti lisi, chiaramente sconcertato.

‹‹Posso vivere con quello che ricevo dagli altri, i vestiti servono solo a coprire: è il cuore a riscaldare l’anima, non un pezzo di stoffa. Utilizzo quello che le dame della carità donano al rifugio, con i pochi soldi che mi sono stati assegnati dalla curia provvedo a ben altre necessità. L’umanità non è senza speranza, c’è ancora qualcuno disposto a condividere un panino e un succo di frutta›› gli strizzò l’occhio, divertito.

Adam arrossì leggermente, contento per il complimento. Non aveva mai pensato a sé in quei termini. Una brava persona… non vi aveva mai prestato particolare attenzione, ma forse lo era.

Cyrano staccò lo sguardo dal suo, puntandolo in direzione di un anziano che si avvicinava con incedere incerto. ‹‹Devo convincerlo a fare un bagno…›› rise sornione.

Si alzò e quando il nuovo arrivato giunse alla sua portata gli diede una pacca sulla spalla. ‹‹Tutto bene John, nessuno è venuto a rubarti il posto.››

John rivolse a un mugugno ad Adam, chiaramente infastidito di trovarlo lì. L’architetto si alzò in tutta fretta, temendo gli sputasse addosso. Il barbone, questa volta quello vero, sembrò masticare qualche improperio fra le labbra secche tenendo la bocca chiusa a fatica, sicuramente trattenuto dalla presenza del prete. L’olezzo che emanava non era dei più piacevoli e Adam si allontanò di alcuni passi.

La decisione presa d’istinto lo fece ragionare: avrebbe mai condiviso un panino con un barbone malconcio, chiaramente un alcolista, che puzzava di urina a duecento miglia di distanza? Forse, non era poi una così brava persona. Si era accostato a Cyrano perché si era specchiato nei suoi occhi sani, diversamente…

Cyrano sembrò comprendere il suo dilemma. Gli rivolse un sorriso gentile accostandosi a lui per battergli una pacca sulla schiena come aveva fatto con John.

‹‹Ormai il padrone di casa ha fatto ritorno ed è tempo che io faccia lo stesso. Se questa sera ti va di passare al rifugio potrei offrire io, una volta tanto.››

Le sue parole fecero breccia nell’incertezza di Adam, dandogli modo di ritrovare serenità. ‹‹Verrò di sicuro›› era sincero.

‹‹Bene. Tienimi aggiornato su Roxana, non mi dispiacerebbe officiare il vostro matrimonio.››

Adam arrossì come un bambino e il prete scoppiò a ridere incamminandosi in direzione della metro.

‹‹Aspetta!››

Cyrano tornò a guardarlo, incuriosito.

‹‹Come ti chiami? Non te l’ho mai chiesto.››

‹‹Mia madre è cubana ed ha uno strano senso dell’umorismo. Jesus Fidel.››

Salutò Adam con la mano, voltandogli nuovamente le spalle. Il giovane architetto non poté che osservarlo allontanarsi senza poter dare risposta alle molte domande che gli affollavano la mente. 

Avete messo Mi Piace12 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Davvero molto bello e intriso di un significato che la società ha ormai perduto da tempo.
    Credo che a noi, in quanto scrittori (professionisti o amatoriali), sia rimasto il compito di mettere questa cosiddetta società davanti ad uno specchio per spingerla a guardarsi dentro.
    Forse non riusciremo a cambiare nulla. O forse sì, chissà. Però, è un onere che non possiamo di certo rifiutare.

    1. Ciao Giuseppe, sono perfettamente d’accordo con te. Lo scrittore spesso ha il compito di ricordare verità scomode, rispetto alle quali molti distolgono lo sguardo. Indagare l’animo è un modo per rimanere ancorati alla nostra umanità, alle nostre radici profonde ottenebrate dal peso che ci mette addosso la vita in ogni istante. Ormai non c’è più tempo per concedersi qualche istante di riflessione, gli impegni riempiono ogni spazio possibile fino a soffocarci. Credo che per quanto piccole, come la mia, ogni voce autoriale sia importante proprio per creare un varco.

  2. Quando scrivi che non sono i vestiti a scaldare l’anima, ma è il cuore a produrre quel bel calore confortevole… Ecco: leggendo questo racconto mi sono ritrovato accanto al falò che si accende per brusare la Vecia! Antichi ricordi di quando vivevo a Noale…
    Cyrano è uno di quegli abbracci che ti lasciano sia il calore, che il profumo di chi ti stringe con tanta dolcezza. Adoro ogni singola lettera utilizzata.

    1. Ciao Emiliano 😀 Quando ho scritto questo racconto, mi sono immaginata un Gesù hippies vagare per le strade e dare parecchie “bastonate” ai falsi profeti: rubando le parole che ho messo in bocca al mio personaggio, penso che se Cristo tornasse su questa Terra sceglierebbe di stare con i mendicanti e le battone. Quanto al calore umano, ricevere un sano abbraccio è diventato un lusso: oggigiorno c’è troppa paura, per tutto. Paura di fidarsi, paura di essere traditi, paura di morire. Spero che arrivi una svolta. Possibilmente lasciando da parte l’Apocalisse, le sette trombe e le sette piaghe…

  3. Ciao Micol 😊 oggi su Instagram ho trovato questa proposta di lettura e mi ci sono buttata. Un racconto diverso rispetto a quallo cui mi hai abituata. Un linguaggio anche quello diverso che sposa perfettamente il tipo di narrazione. Sinceramente ne sono rimasta colpita. Soprattutto dalla dolcezza di questo rapporto creatosi fra due persone diverse fuori, ma in realtà molto affini dentro. La presenza femminile l’ho vista più come una sorta di ‘espediente’ per permettere l’avvicinamento fra i due. Come un filo conduttore. La magia è in quella coppia che si scambia aiuto reciproco. L’ho molto apprezzato.

    1. Ciao Cristiana, a volte nella mia oscurità sprizza qualche lampo di luce ;D Ho scritto questo racconto parecchi anni fa, rileggendolo ora ritrovo il desiderio di credere fermamente che in questa Terra esista il bene. Che ognuno di noi, ne porti dentro di sé una scintilla. Basterebbe esserne più consapevoli e tendere una mano a chi ci sta vicino.

  4. @Cedrina Ciao M.Luisa. Purtroppo la cronaca e la storia insegnano che l’essere umano è la “bestia” più pericolosa al mondo. Amando il distopico, mi chiedo spesso come si reagirebbe in una situazione di estremo pericolo: senza alcun filtro, con il solo scopo di mantenersi in vita penso che l’etica, l’umanità, la morale verrebbero calpestate in fretta. Nonostante i tempi attuali siano bui, le nostre condizioni di vita ci permettono tutto sommato di farci delle domande anche scomode: siamo dei fortunati. Ripongo ancora fiducia, ma in pochi: spero siano sufficienti a salvare ciò che resta. Ho inserito il commento in questo modo perchè non riesco a rispondere direttamente, probabilmente per un problema tecnico 🙂

  5. Ciao Micol, avevo gia` letto questo tuo racconto un po’ di tempo fa. Ieri ho ascoltato una vecchia canzone di Guccini che ha lo stesso titolo, ma rispecchia il personaggio Cyrano, in modo più classico. Mi e` venuta perciò voglia di rileggere il tuo bel racconto. Trasmette sensazioni che scaldano il cuore e lascia ben sperare. Esiste veramente una parte del nostro prossimo che contribuisce a rendere più umana e meno snob questa nostra società dell’ immagine, del profitto e dell’ indifferenza sempre più diffusa. Nonostante la sua amicizia fuori dagli schemi, il tuo personaggio si interroga, nel dubbio di non saper accettare la vicinanza di chi e` più sporco e maleodorante. Uno scrupolo, forse, che non sfiora minimamente la maggior parte delle persone. Stando alla cronaca di ieri, molti sono persino capaci di assistere, immobili, anche all’ uccisione, a colpi di bastone, di un mendicante inerme, di colore, per strada, senza intervenire in alcun modo.

  6. “i vestiti servono solo a coprire: è il cuore a riscaldare l’anima, non un pezzo di stoffa”
    Applauso 👏 Brava… hai detto bene!
    Una storia di amicizia nata in modo non convenzionale… molto appassionante! Poi come sarà andata con Roxana?

    1. Questo racconto è ispirato ad un laboratorio che proponeva un breve filmato di un barbone intento a dividere un panino con un yuppie. Mi sembrava carino pareggiare i conti e descrivere un’amicizia alla pari. Grazie per aver apprezzato 😀

  7. Ciao Micol,
    ho trovato questo racconto particolarmente delicato: un barbone che però vive dignitosamente aiutando gli altri senza pensare che anche lui, come gli altri senzatetto, potrebbe aver bisogno. Ma lui no… Jesus no… 😊

    1. Ciao Isabella, grazie per avermi letta. In questo periodo frenetico di iper produzione su Open è difficile tenersi al passo e ti ringrazio per avermi nuovamente fatto visita 😀 Questa è una storia un po’ diversa dalle mie, sono contenta ne sia uscito qualcosa di buono.

  8. Ciao Micol, complimenti per questo bellissimo librick: scritto davvero bene, leggero e al contempo capace di far riflettere. La “chicca” finale, il nome Jesus, ci sta alla grande. A proposito di Silmarillion… prima o poi ne faranno la trasposizione cinematografica. Chissà cosa combineranno! 🙂

    1. Ciao Giuseppe, questa volta ho voluto tenere il tono leggero (nessuna apocalisse in corso) 😉 Pensare a come rendere il Silmarillion in un film mi pare cosa da titani. Appena uscito nelle sale cinematografiche andrò a darci un’occhiata,

    1. Ciao Dario, manco il mio ma ho cercato di scavare da qualche parte sperando di trovare qualcosa fra la “roba” accumulata in anni di vita. Che ci si inventa, per il laboratorio di ottobre? Mentre rispondevo al commento di Claudio Massimo forse ho trovato risposta: reincarnazione 😀

    1. Ciao Claudio, hai ragione. Penso che molto sia frutto dell’empatia, con alcune persone ci si sente a proprio agio fin da subito, quasi le “sentissimo” nostre. Già acquisite. Io credo nella reincarnazione e non lo trovo assurdo 🙂

  9. Scritto molto bene, cara Micol! Mi è piaciuto. Hai alcune trovate davvero esilaranti. Su tutte: Roxana aveva un carattere che le permetteva di macinare i sassi. Sono ancora qui che rido. Un saluto 🙂

  10. Un racconto dolce che fa venire in mente quanto presto facciamo a giudicare senza sapere nulla delle persone con cui interagiamo.
    Mi è piaciuta molto la tua storia, in alcuni punti ho sinceramente sorriso intuendo lo stupore nella mente dell’architetto.
    Alla prossima lettura…

  11. Ciao Micol, se il tuo intento era quello di usare una traccia romance nel tuo lab, beh ci sei riuscita! Un racconto dove, da una parte, viene ritratta la voglia di conoscere, di comunicare e confidarsi anche in un volto quasi sconosciuto. Dall’altra ai mostrato il lato diffidente di noi esseri umani: siamo disposti ad avvicinarci ad un barbone alcolizzato e maleodorante? Penso che solo un buonista o un santo certificato risponderebbe di si senza batter ciglio. Il tuo riferimento al Silmarillion mi è piaciuto molto, un vero mattone in tutti sensi😅, ed è vero: i film non riescono mai a riprodurre sino in fondo la controparte cartacea!

    1. Ciao Tonino, dicevo a Vanessa che questo è il massimo “romance” che riesco a spremere da me. Attribuisco a questa parala un significato diverso a quello corrente che vuole storie appassionate e travagliate dove a farla da padrona sono fragili pulzelle e il bellone super intelligente, sportivo, scienziato, ninja, astronauta (tutte queste cose assieme, naturalmente). Quanto al Silmarillion sono con te, quella è una nota autobiografica. Cavoli, io mi sono arresa! 😀

    1. Ciao Vanessa, questo è il “massimo” di romance che sono riuscita a tirare fuori ;D Grazie per aver apprezzato, in fondo sono una tenerona: mi piacciono i lieto fine.

    1. Ciao Lorenza, sono felice di aver preso il toro per le corna e affrontato il rosa infinito 😀 Non sono praticante, ma un prete come Jesus Fidel potrebbe conquistare l’attenzione: un santo anarchico.