Dall’alba al tramonto

David camminava su e giù sulla banchina, aspettando la metro che lo avrebbe portato al lavoro, come ogni mattina.

Le sue giornate erano scandite da orari precisi: tutto veniva eseguito alla stessa ora e con le stesse modalità onde evitare spiacevoli imprevisti. Gli stessi cereali per la colazione inzuppati nella stessa marca di latte, i vestiti stabiliti per giornata, lo stesso percorso con l’auto per raggiungere la stazione. E adesso su quella banchina osservava le stesse persone che, come lui, quotidianamente facevano parte, in qualche modo, della sua vita.

Cominciò a sentire il caldo vento dal forte odore di acciaio, che proveniva dal tunnel, segno che a breve sarebbe arrivato il suo treno e che le porte del secondo vagone si sarebbero aperte davanti a lui.

Una voce atona e metallica annunciava, attraverso l’altoparlante, il prossimo arrivo raccomandandosi di non sostare oltre la linea gialla. Che banalità! Ormai lo sanno tutti che non va fatto.

Proprio mentre stava arrivando il treno, il bimbetto con il grembiule celeste scappò dalla mano della mamma: quel giorno proprio non ne voleva sapere di andare all’asilo. Per non essere preso, fece una corsetta in direzione di David, come per rifugiarsi dietro di lui, ma l’impatto inaspettato con il bimbo gli fece perdere l’equilibrio per finire sulle rotaie proprio all’arrivo della metro.

“Ma dai! Ma siete seri lassù!!” David si trovò a guardare la scena dall’alto, come un palloncino sfuggito di mano, con un misto di stupore e rabbia: “sono morto proprio oggi che in biblioteca dovevo seguire un neo assunto”.

***

Ormai erano settimane che girovagava in stazione cercando di capire come poterne uscire, quando accanto alla distributrice di bevande calde apparve una bigliettaia. Era Natalie, la bigliettaia che era morta anni fa, uccisa da un tale ubriaco che voleva entrare in metro senza biglietto: a saperlo che sarebbe andata così lo avrebbe volentieri fatto accomodare.

Incuriosito, le si avvicinò e le chiese come mai non riuscisse ad uscire dalla stazione e lei gli spiegò che finché si hanno conti in sospeso, con qualcuno e anche con se stessi, non si può raggiungere la luce. Ma lo raccontava da spirito annoiato, quasi conducesse una trasmissione scientifica in seconda serata. Lei aggiunse inoltre che per saperne di più avrebbe dovuto contattare il “Dormiente”: era solitamente un uomo che, seduto in un vagone, avrebbe potuto fare da portale per uscire da quel tunnel.

Così David attese l’arrivo del prossimo treno e, come se lo stesse aspettando, si ritrovò davanti a sé, una volta aperte le porte, un uomo con lo sguardo tranquillo che sembrava aver visto ogni cosa.

L’anima di David entrò come in automatico dentro il Dormiente che, con calma, si mise a sedere e a sonnecchiare nel vagone. Era un personaggio anonimo e scialbo nel vestire, nessuno gli mostrava attenzione ed era per questo che era stato scelto: poteva dormire in metro su e giù nell’indifferenza.

Ma aveva un’anima potente, che in quel momento stava chiedendo a David se davvero avrebbe voluto tornare nella sua biblioteca: in un silenzio che non era più neanche suo. Cosa avrebbe voluto fare per risolvere il suo conto in sospeso?

In quel momento David pensò che forse quel giorno avrebbe potuto rompere la sua routine e cambiare direzione. Chiese al Dormiente di farlo scendere alla fermata CENTRO COMMERCIALE e lì avrebbe fatto quello che per lui era assolutamente impensabile: shopping compulsivo. Così il Dormiente fece “scendere” l’anima di David in un affascinante avvocato rampante.

Quando l’Avvocato raggiunse il camerino si provò quei pantaloni che tanto vanno di moda adesso: stretti a sigaretta con le caviglie scoperte. David all’inizio si sentì a disagio ma poi notò quanto gli stessero bene addosso e che se si fosse presentato così in biblioteca ci sarebbero state molte più lettrici durante il giorno a fargli compagnia.

Fermata successiva… STADIO. Questa volta la sua anima entrò in un rozzo uomo di mezza età: la sua pancia sporgente proprio non gli piaceva (soprattutto dopo l’Avvocato) ma quest’uomo conosceva il responsabile dello stadio e ottenne un ottimo posto vicino agli allenatori. David mai pensò di divertirsi così tanto, in fondo il rugby non gli era mai piaciuto molto, ma l’Uomo Rozzo sapeva come divertirsi. Non fece altro che mangiare ogni tipo di junk food e tifare come un ossesso, compreso sventolare la sciarpa animatamente.

Ormai era scesa la sera e la splendida giornata stava per finire, rimaneva un’ultima fermata: PUB IRLANDESE.

Qui veramente il Dormiente superò se stesso: diede a David il corpo di uno studente universitario che aveva da poco superato un esame difficilissimo a pieni voti.

Lo Studente si fece largo tra i tanti avventori del pub per raggiungere gli amici, cui aveva dato appuntamento qualche ora prima. A David non pareva vero: per quanto fosse impossibile da pensare, non aveva mai bevuto una birra in un pub, sempre la solita birra in lattina presa dal secondo scaffale dall’alto nel corridoio 3.

Lo Studente invece se n’era fatta spinare una davvero buona, forte e che gli diede subito alla testa. Ma quando una giovane ragazza gli venne incontro per stampargli un bel bacio sulle labbra, David pensò che adesso poteva davvero morire felice.

Però purtroppo già lo era, ma adesso si sentiva diverso e pronto.

Una volta ritornato alla stazione il Dormiente gli disse che ormai la sua anima era pulita, aveva vissuto un’esperienza che pochi vogliono o possono fare. Il prossimo treno sarebbe stato l’ultimo per lui. E partì.

Improvvisamente un fascio di luce cominciò ad arrivare dalla fine del tunnel e non erano fari ma l’onda in cui lui sarebbe dovuto entrare per essere portato via nel luogo che lo stava aspettando.

Si stava preparando al salto mentre si voltò verso la Bigliettaia, che lo guardava con occhi pieni di rimpianto. Lui invece aveva raggiunto la pace e, quando il flusso di luce lo raggiunse, David si tuffò dentro e sparì da quel luogo di buio e acciaio.

Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in LibriCK

Commenti

  1. Marta Borroni

    Molto bello il tuo modo di scrivere, davvero avvolgete, hai anche delle metafore e dei passaggi poetici, mi piace molto e come qualcuno ha già detto, sarebbe rivedere questo protagonista. BRAVA!

  2. Fabio Volpe

    Ciao Isabella.
    Bella la visione con cui racconti la storia. Mi è piaciuta! E mi associo a chi dice che sarebbe stato bello vedere David in altre situazioni, ma solo perché la storia cattura è ci si immerge nelle varie tappe della narrazione.
    Brava!

    1. Isabella Sguazzardi Post author

      Ciao Cristina,
      grazie per il tuo messaggio. Volevo infatti unire l’idea della metro vera e propria con ciò che stava per accadere al protagonista, quasi un presagio 😀

    1. Isabella Sguazzardi Post author

      Ciao Raffaele,
      grazie per i complimenti. Della serie “non è mai troppo tardi” 😉 Vediamo la prossima volta di fare una lunghezza maggiore 😀

  3. Micol Fusca

    Ciao Isabella, bellissima ghost story! Mi associo al detto che hai citato: “meglio rimorsi che rimpianti”. A volte la vita scivola fra le dita senza averne realmente nozione, ci è solito pensare di avere del tempo per fare tutto. C’è sempre qualcosa di più urgente e mettiamo da parte quelle che non consideriamo priorità: un viaggio, un giorno trascorso in famiglia, una pizza con gli amici. Storie come la tua fanno riflettere con il sorriso e ci ricordano il concetto del “tempo umano”: abbiamo una data di scadenza a noi sconosciuta.

    1. Isabella Sguazzardi Post author

      Ciao Micol,
      ti ringrazio per quanto mi scrivi. Verissimo, ogni giorno che passa senza aver fatto qualcosa per noi è un giorno sprecato… tic tac tic tac… le lancette scorrono 😀

  4. Giuseppe Gallato

    Storia davvero interessante, non c’è che dire! L’idea di collegare il tema (ma anche l’ambientazione) proposto in questo lab al “famoso tunnel” mi è piaciuta tantissimo. Lab superato alla grande!

  5. Isabella Sguazzardi Post author

    Ciao Antonino,
    grazie per il commento. Questa volta ho voluto ironizzare un po’ e trascendere la realtà e sperimentare una nuova strada. Ho lasciato all’immaginazione di ognuno di noi cosa ci fosse oltre il flusso di luce 😀

  6. Antonino Trovato

    Isabella, il titolo mi aveva portato altrove con la mente, ma la tua idea è stata comunque una bomba! Un condensato di realtà e un pizzico di ironia qua e là che non guasta mai e una perfetta divisione delle varie situazioni, specchio fedele di varie sfaccettature della realtà (e tu di sfaccettature te ne intendi…). Il tema di quello che accade dopo la nostra dipartita è ovviamente un mistero, ma la tua idea del Dormiente come traghettatore è affascinante!! Un lab che supera i confini della nostra vita!! Ottimo!!