Ucronie – Dall’altra parte

Anno 2019.

L’ipotesi dell’impatto, formulata nel 1974 per spiegare la formazione della Luna, viene perfezionata nel 2001 dal “modello del doppio impatto”. Il corpo generato dal primo impatto, entrando nuovamente in collisione con la Terra, generò dei detriti che poi formarono il nostro satellite.

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Ma se dal primo impatto non si fosse formato quel corpo che ne generò un secondo? E se i detriti invece di agglomerarsi fossero rimasti “intrappolati” dalla nascente gravità terrestre?

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Circa 4,5 miliardi di anni fa.

Un corpo celeste, successivamente chiamato Theia, impatta sul futuro pianeta Terra ancora in ebollizione, provocando il distacco di alcuni detriti, che orbitano intorno alla Terra, senza però staccarsi dalla sua gravità.

Un secondo impatto provoca altri detriti, che raggiungono in fuori sincrono quelli precedenti: ne deriva una traiettoria ellittica all’interno della quale si crea un ipogeo attaccato alla Terra e un apogeo molto più lontano.

Quando la Luna si trova in ipogeo le atmosfere si fondono dando origine alla Lunosfera, che permette l’avvicinamento dei due corpi senza che entrino in collisione tra loro e di conseguenza un tunnel spazio-temporale, dovuto ai venti atmosferici della nuova atmosfera.

La luna gira su se stessa molto velocemente: anziché compiere 1/4 di giro su di sé mentre ruota 1/4 di giro intorno alla Terra, compie mezzo giro su se stessa e 1/4 intorno alla Terra. Ciò comporta che ogni 54 giorni circa sulla Lunosfera si avvicina la “faccia nascosta della Luna” chiamata DOPPIA LUNA e il vortice spazio-temporale permette lo scambio lunare.

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Era dicembre e come ogni anno Greta usciva di casa tutta emozionata per controllare se all’edicola sotto casa sua fosse arrivato il calendario bilunare. Scorreva le pagine dei mesi con curiosità per verificare dove e quando si sarebbe avvicinata la Doppia Luna, perché almeno una volta in vita sua voleva avere l’occasione di attraversare il tunnel e poter visitare quel luogo misterioso e lontano e parlare con un lunare.

Sin da piccola aveva passato ad osservare quanta bellezza emanava questo straordinario corpo celeste, innamorandosi della pallida luce romantica che trasformava il suo mondo. Anche quando si avvicinava la Luna Piena ero un bello spettacolo, ma lo riteneva ormai senza mistero, era ormai stato tutto rivelato.

Ma la Doppia Luna era un’altra cosa… Ogni 2 mesi circa si rivelava in tutta la sua magnificenza: l’idea che lì vivesse una popolazione le cui giornate trascorrevano più velocemente la emozionava, e la possibilità di poter entrare in contatto con loro la rese ancora più determinata. Doveva riuscire a sentire il suo volto nascosto su di lei!

Se poi la visione della Doppia Luna l’avesse portata alla conclusione della sua tesi di laurea, meglio ancora! Erano settimane che ci stava lavorando senza sosta, ma non era riuscita a scrivere niente di concreto: doveva vederla e rendere reali i suoi appunti. Greta scoprì che la Doppia Luna si sarebbe avvicinata in Francia solo tra 4 mesi, a febbraio sarebbe stata troppo lontana da raggiungere. Così cominciò già a prepararsi perché l’impegno che avrebbe dovuto affrontare non sarebbe stato da poco.

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In una frizzante mattina di aprile l’aereo atterrò in orario e la confusione che pervadeva l’intera città le fece pensare che tutto fosse sicuramente legato all’evento bilunare. Meno male che aveva prenotato già a dicembre altrimenti sarebbe stata esclusa da tutto quel fermento.

L’avvicinamento sarebbe avvenuto di notte, per cui decise di riposarsi un po’ per essere al meglio delle sue forze. Eral’1:15 quando decise di incamminarsi verso la Tour Eiffel, vide il cielo che cominciava ad emettere scintille elettriche color verde-azzurro simili all’aurora boreale: era l’entrata della Doppia Luna nella Lunosfera, la quale cominciava a creare il tunnel. Uno spettacolo straordinario!

Vedere la Doppia Luna a pieno cielo che predominava la città francese, rendendo ben visibili a occhio nudo i propri boschi, i deserti, le metropoli e i vari continenti.

Greta, dopo aver superato il primo momento di shock emotivo, cominciò a chiedere agli addetti alla sicurezza, come poter entrare nel tunnel. Il poliziotto cui si era rivolta però le disse che purtroppo non sarebbe potuta passare: se era arrivata fin là per le sue ricerche  avrebbe dovuto presentarsi con un pass universitario.

Era veramente delusa: un viaggio così impegnativo e tutto sfumato per un dettaglio al quale lei non aveva pensato, il prossimo evento sarebbe stato a giugno in Spagna. Non aveva più tempo, non avrebbe potuto aspettare ancora.

Stava per andare via quando dal tunnel vide uscire un giovane lunare che, dall’abbigliamento, sembrava essere uno scienziato: “Efrem” c’era scritto sulla sua targhetta.

La sua pelle era pallida, i capelli argentei e gli occhi grigi riflettevano la luce lunare. Si scambiarono sguardi curiosi ed intensi: lei non avrebbe potuto avvicinarsi così fu lui a fare il primo passo per andarle incontro. C’era una particolare intesa tra loro, tanto che cominciarono a parlare delle loro esperienze di lavoro, essendo entrambi studiosi di altri mondi.

Ormai per Efrem era ora di rientrare, raggiunse il tunnel promettendo a Greta che si sarebbero presto rivisti e che l’avrebbe aiutata per la sua tesi, raccontandole la storia della Doppia Luna. Avrebbe dovuto aspettare solo due mesi e questa volta non le sembrò inutile aspettare. Peccato che quella bella amicizia sarebbe stata destinata ad essere limitata dal tempo.

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Giugno del mese bilunare. Spagna.

Greta si emozionò quando vide il cielo che cominciava a scintillare e non più solo per ammirare la bellezza del corpo celeste ma in attesa che Efrem varcasse il tunnel.

Lo vide uscire e con sé portava una valigia, si avvicinò a Greta, le accarezzò il viso e le chiese se poteva ospitarlo: era intenzionato a starle vicino per aiutarla a preparare la sua tesi di laurea.

Lei accettò volentieri dandogli un tenero bacio sulla guancia, intrecciando il braccio con quello di Efrem.

Non sapeva cosa le avrebbe riservato il futuro, ma di certo per lei quello era il più bello scambio lunare che potesse desiderare.

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Discussioni

  1. Ciao Isabella, delle varie ucronie che mi è capitato di leggere, questa mi sembra la più sofisticata, almeno sotto il profilo scientifico. La cura con cui hai formulato l’ipotesi di partenza è ammirevole, ma direi che con lo schizzo leonardiano dell’orbita lunare hai è degno dell’uomo vitruviano. Un veri tocco di genio!

    1. Ciao Tiziano,
      mi fa molto piacere il tuo commento. Era un po’ che ci ragionavo (anche perché amo il mistero intorno alla luna) e poi ho scannerizzato il mio schizzo proprio per rendere l’idea della donna china sui sui appunti… Grazie ancora

  2. Presumo che hai dovuto fare una grossa ricerca per dare la spiegazione scientifica dettagliata.
    Anche in una situazione del genere la burocrazia è implacabile: mi riferisco alla questione del pass universitario.
    Per Greta ed Efrem ci sarà un seguito?
    Complimenti.

    1. Ciao Raffaele,
      in effetti mi sono sempre piaciute le storie di pianeti e di nuovi mondi possibili. Poi, avendo studiato con mia figlia l’argomento per la sua tesina mi sono appassionata ancora di più. Vedremo se dare un seguito…. ?

  3. Ciao Isabella, queste tematiche affascinano anche me. Conoscevo la teoria dell’impatto: non quella del “doppio impatto,così sono andata ad aggiornarmi grazie all’onnisciente rete internet. Bel laboratorio, l’ho apprezzato moltissimo e anche il romanticismo non guasta. Mi piacerebbe saperne di più di questa tua Doppia Luna, chissà… magari con il tempo potresti farci un pensierino e regalarci un racconto collegato a questo.

  4. Ciao Isabella, questo è un libriCK davvero notevole, con un ottima presentazione di carattere scientifico da cui hai “assunto” la tua teoria, credo elaborata non solo dalla tua fantasia, ma anche dalle tue ricerche. Scienza che si intreccia con la fantascienza, ma tu hai saputo dar vita ad una storia ricca di emozione quotidiana, “realizzando” il sogno di più vivido dell’uomo, oltrepassare i confini della terra, con un pizzico di delicato romanticismo. Un racconto che scorre piacevole e come sempre ben scritto. Ottima Ucronia, ci sarà un seguito? Un saluto, alla prossima!

    1. Ciao Antonino,
      grazie per i complimenti. In effetti era un po’ che ci stavo lavorando, tra disegni strappati e volati via ? poi la bozza definitiva che ho allegato al testo perché non rimanessero solo parole. La mia sfida è sempre verso ciò che non vedo e non posso capire e adesso l’altra faccia della Luna può essere visibile a tutti ?

  5. Bella storia nella quale, a sensazione, si intrecciano meravigliosamente scienza e romanticismo. Un approccio tematico non semplice e, a mio modesto parere (da autore non esperto quale sono), condotto con assoluta destrezza narrativa 🙂

    P.S. : la prima parte sembra un trattato scientifico vero e proprio…cioè…”sembra” a un profano come il sottoscritto. Magari lo è davvero.

    1. Ciao Rossano,
      grazie per l’apprezzamento. Infatti la parte iniziale è dove inizia a snodarsi l’ucronia: prima ciò che è veramente scientifico e poi parte l’ipotesi… Poi un po’ di romanticismo non guasta mai ?

  6. Ciao Isabella e complimenti per l’idea alla base di questo librick. Sei partita tra l’altro da notevoli assunti scientifici (che ho apprezzato davvero tantissimo), segno che prima di dare vita a questa storia hai approfondito le ricerche in materia. Davvero brava! 🙂

    1. Ciao Giuseppe,
      in effetti ho rispolverato i miei libri di scienze, che ho tenuto proprio perché adoro questa materia. Così come adoro la luna e il mistero che si cela dietro la sua luce. La storia è poi venuta da sé. Grazie per i complimenti ?