death or life

Autrice: Buongiorno/buonasera! Vi troverete di nuovo in un flusso di pensieri sotto forma di diario, probabilmente non positivo, ma vi auguro comunque una buona lettura, spero vi piaccia quello che starete per affrontare e, se si va, lasciate anche un commentino. 


17. 07.2021

Labirinto, catastrofe, limbo.

E rieccomi da un paio di settimane nel mio labirinto di emozioni, in quel dannato limbo Dantesco in cui i sentimenti rimangono bloccati a contatto con l’Inferno che si cela dentro di me.

Sono di nuovo incastrata tra le candide mura cliniche ovattate da urla e lamenti, i quali sono seguiti da immenso dolore e sangue; ed io non sono altro che una catastrofe naturale con il cuore tra le mani pronto ad esplodere. Cosa ne è della mia vita e cosa ne sarà di questo schifo che sto momentaneamente vivendo?

La tristezza non è altro che l’emozione prevalente di questo turbine, nonché causa di lesioni cutanee e sofferenza interiore, le quali manifestano una continua voglia di morire, di non essere mai nata, di cessare la mia esistenza. 

18.07.2021

L’ennesimo giorno in questa struttura psichiatrica è ormai giunto quasi al termine (speriamo che anche la mia anima in vita lo sia). La giornata tutto sommato stava trascorrendo in maniera decorosa, fin quando nel tardo pomeriggio ho maturato il desiderio di togliere la mia linfa vitale: non sono altro che una persona di poco valore che causa malessere, involontariamente, a chi o cosa mi circonda. 

Sogni. Desideri. Futuro. 

Come ogni essere vivente ho anch’io i miei sogni, seppur penso siano oramai infranti e irrealizzabili a causa dei miei più cari amici: DPB (disturbo personalità borderline), depressione, fobia sociale e DCA (disturbo comportamenti alimentari), nonostante tutto ho anch’io i miei desideri pieni di amore, erotismo, gioia e spensieratezza. E spesso mi pongo i soliti quesiti: come sarà il mio futuro? Ne avrò mai uno degno di essere vissuto appieno senza ripudiare ogni misero e potente sentimento umano? Istintivamente risponderei di no, il mio difficile vissuto infatti mi consiglierebbe una risposta negativa alla precedente domanda, ma mi viene frequentemente ripetuto che “la speranza è l’ultima a morire”, non è così? Beh, io sono dell’idea che noi terrestri siamo gli ultimi a spegnerci mentalmente grazie alla nostra forza di volontà, alla grande forza celata nella nostra fragilità e delicatezza, all’immensa forza nel nostro intelletto e grazie alla medesima forza nel nostro cuore.

Immersa dall’impetuoso dolore costante vorrei solo uscire da questo vortice di disperazione, vorrei solo stare bene con il mio corpo e con la mia incasinata mente.

Morte, Vita. Morire. Vivere. Arrendersi. Combattere. 

L’imminente morte non è altro che un pensiero prevalente, contrastato dalla remota possibilità della ricerca verso la felicità. Non sono altro che una combattente senza armatura in attesa del Cupo Mietitore e la sua falce: la tenera fanciulla sceglierà la breve via della dolce necrosi o la lunga strada pungente ricca di avversità della vita? 

Autrice: mi scuso in anticipo per il casino, come sempre, ma ho mille pensieri in testa e buttarli di getto su carta bianca mi preoccupa ogni volta, visto che si parla della mia esperienza personale! 
Alla prossima, un saluto.

Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Letture correlate

Discussioni

  1. Quel “buttare giù di getto su carta bianca” è un mondo. Il tuo personalissimo mondo, dove fra la cenere nasce qualche fiore: “ho anch’io i miei desideri pieni di amore, erotismo, gioia e spensieratezza”