
DEJA VU-CUMPRA
Serie: Beat on the Brat
- Episodio 1: Soltanto il sole batte più forte dei rovesci al Dubai Tennis Championships
- Episodio 2: Racket the Casbah
- Episodio 3: Game, set, match
- Episodio 4: Dope Final
- Episodio 5: Per un pugno di Rubli a Dubai
- Episodio 6: Un cielo chimico sopra il deserto
- Episodio 7: DEJA VU-CUMPRA
- Episodio 8: Dobbiamo andarcene da qui
- Episodio 9: Piccola città bastardo posto.
STAGIONE 1
Mamma dammi la benza
Non posso fare più senza
Ne sento già la mancanza
Esiste la dipendenza
Oh mamma dammi la benza
Non posso fare più senza
+
San Maledetto del Tronco – Gennaio 1998 – Imbrunire.
Il vento sferzante di gennaio si abbatte sui campi del circolo come un esercito furioso. Urla e sibila tra le palme malconce, solleva nuvole imbizzarrite di terra rossa, scuotendo le finestre e facendo tremare i solai.
Le sue raffiche gelide si insinuano sotto i cappelli e i cappotti, mordendo la pelle esposta con il suo gelo pungente. La neve cade fitta, trasportata dal vento in vortici bianchi e accecanti.
Gli alberi piegano i loro rami nodosi, come se implorassero pietà. Le foglie secche vengono strappate via e danzano nell’aria come fantasmi.
Il vento soffia forte sull’Adriatico creando onde spumeggianti che si infrangono sulla costa con fragore assordante. I gabbiani volano bassi, lottando contro la furia del vento.
La città è deserta, le strade vuote tranne per qualche passante temerario che si affretta a ripararsi dal freddo. Le saracinesche dei negozi sono abbassate, le luci spente.
Eppure, in questa desolazione c’è anche una bellezza selvaggia. La forza del vento è un promemoria della potenza della natura, la sua gelida bellezza un contrasto affascinante con il calore e la vita.
Il maestrale di gennaio è un simbolo di cambiamento e rinnovamento. Spazza via il vecchio, preparando la strada per il nuovo. È un vento che porta con sé la promessa della primavera, un tempo di rinascita e di nuova vita.
In questa desolata terra di nessuno a San Maledetto del Tronco, Brat si trascina fuori dal circolo di tennis “Andrea Pazienza” spinto da folate insidiose di spilli di ghiaccio, esausto ma appagato. Il sudore gli cola sulla fronte, per note cause di forza maggiore meteo è stato costretto ad allenarsi nel pallone, al chiuso su un sintetico di finta erba e sabbia su cui la pallina rimbalza male quasi controvoglia. Gli spogliatoi sono inagibili per mancanza di acqua calda, sarebbe un suicidio lavarsi con l’acqua gelata con temperature siberiane, cosi si dirige verso i giardinetti ed una probabile polmonite, un luogo di ritrovo abituale per lui e la sua gang.
Lo attendono già lì, avvolti in una nuvola nera di fumosa apatia e disillusione: Amir, il marocchino con i suoi occhi profondi e la sua risata amara, e Gianni, il Mummia, un gigante silenzioso con un passato da collezionista di traumi.
Si siedono su una panchina scrostata, tirando fuori dalla tasca stropicciata di Brat la stagnola contenente la loro dose di roba. La fiamma dell’accendino squarcia il silenzio siderale, illuminando i loro volti emaciati e già segnati dalla vita.
Inalano il fumo denso, lasciandosi avvolgere da una ovattata atarassia che li tiene riparati dalla solita routine di provincia.
Il placido calore li folgora a tal punto da togliersi i piumini consunti e forati da scintille cadenti di canne e sigarette. Vorrebbero prendersi a pallate di neve ma si afflosciano sul manto nevoso in t-shirt come fosse maggio.
Lo sballo li tiene impegnati per qualche ora, i rarissimi passanti li guardano con curiosità come si osserva un pupazzo di neve durante le feste di Natale.
Brat è stufo di questa rota. Stanco di Amir e del Mummia, di San Maledetto e della sua miseria inv(f)ernale.
Quando si sveglia,, stropicciato come un canovaccio di un Kebbabbaro, finalmente si decide.
Con l’aiuto di alcuni volontari del Sert locale, riesce ad entrare a San Patrignano, l’esclusiva e chiacchierata comunità di recupero per tossicodipendenti. È un percorso duro e doloroso, ma Brat è determinato a liberarsi dalla sua scimmia.
Nel viaggio da San Benedetto a San Patrignano Brat è sempre piu convinto di disintossicarsi e diventare un tennista professionista.
Il motore della Peugeot 206 romba cupo mentre sfreccia lungo l’autostrada, divorando chilometri verso San Patrignano.
Brat è al volante, il viso teso e concentrato. Non è già più il ragazzo emaciato e disilluso che perdeva tempo ai giardinetti di San Maledetto del Tronco. Ora è un ragazzo con una luce nuova sul viso, soprattutto con uno scopo, una missione da compiere.
Chiude gli occhi per un momento, inalando a fondo l’aria fredda che entra dal finestrino. Sente il sangue pulsare nelle vene, il cuore che batte con forza nel petto. È vivo, e questo è tutto ciò che conta.
“Santo Iggy (PoP),” mormora tra sé, “tu sei la mia ispirazione. Sei caduto, bruciato dalle fiamme della tua stessa leggenda, ma sei risorto dalle ceneri, più forte e più potente di prima. Anch’io posso farlo. Posso liberarmi da questa merda e diventare ciò che ho sempre sognato di essere.”
“Non sarò più uno schiavo,” urla al vento. “Sarò una rockstar del tennis, una leggenda vivente. Il mio nome sarà scolpito nella storia, e tutti ricorderanno Brat, il ragazzo che è risorto dalle ceneri.”
La Peugeot 206 accelera, lasciando la neve sporca del passato. Brat è pronto per un nuovo inizio, pronto a realizzare i suoi sogni. La sua storia è solo all’inizio, ma una cosa è certa: sarà una storia epica.
Iggie sarebbe fiero di lui.
A San Patrignano, Brat dopo aver trascorso la via crucis di disintossicazione si impegna ad affrontare i suoi demoni, a costruire relazioni sane e a vivere una vita pulita. Non è facile, ma con il tempo e il sostegno della comunità, ce la farà.
Serie: Beat on the Brat
- Episodio 1: Soltanto il sole batte più forte dei rovesci al Dubai Tennis Championships
- Episodio 2: Racket the Casbah
- Episodio 3: Game, set, match
- Episodio 4: Dope Final
- Episodio 5: Per un pugno di Rubli a Dubai
- Episodio 6: Un cielo chimico sopra il deserto
- Episodio 7: DEJA VU-CUMPRA
- Episodio 8: Dobbiamo andarcene da qui
- Episodio 9: Piccola città bastardo posto.
Ci spieghi qualcosa, finalmente, di questo Brat che tanto mi assomiglia al pilota Case della trilogia degli Sprawl di Gibson. Un passato complesso, dipendenza, fallimento e rinascita, debolezza e forza, in un ambiente ipertecnologico e iperchimico immerso nei soldi e comandato da chi li possiede.
Giancarlo di Gibson sono arrivato solo a metà del seminale “Neuromante” ma l’ho abbandonato, probabilmente non sono riuscito ad entrarci dentro. Mi fa comunque piacere questo accostamento. Grazie!!!
Questo episodio sembra quasi un cambio di rotta, con uno stile nuovo. In realtà si tratta di un salto nel passato che ci mostra e racconta pezzi di vita del protagonista.
” Inalano il fumo denso, lasciandosi avvolgere da una ovattata atarassia che li tiene riparati dalla solita routine di provincia” molto ben riuscito nell’intento di smuovere quella giusta dose di malinconia.
Innanzitutto grazie Cristiana per la tua attenta analisi. In effetti il mio intento era di evocare quella atmosfera invernale e malinconica che solo la provincia riesce ad esprimere.
Hai cambiato stile, con tutti quegli aggettivi e la forma tipica di altri generi; ho come l’impressione che tu lo abbia fatto per gioco.
Poi ci metti l’omaggio al fumettista di SBdT e leghi la sua fine prematura al vizio di Brat, con tanto di rimandi agli stravizi di Iggy Pop e al punk nostrano.
Bel lavoro.
Grazie mille Pino. Cerco di sorprendere me stesso quando scrivo, mi rileggo poco e si vede:) Appena mi illudo di padroneggiare uno stile cambio sperando che la narrazione non me risenta. In questa serie l’IA mi consente di mantenere una certa coerenza di stile.
Però! Interessante
Grazie Kenji!
““Non sarò più uno schiavo,” urla al vento. “Sarò una rockstar del tennis, una leggenda vivente. Il mio nome sarà scolpito nella storia, e tutti ricorderanno Brat, il ragazzo che è risorto dalle ceneri.””
👏
Bellissimo questo salto nel passato di Brat, già dal titolo. Non ho ancor capito se si salverà, alla fine, il nostro (anti)eroe, ma ho capito molte più cose ora che so un pezzettino della sua genesi…bravo Hugo 🙂
Grazie Dea, è un work in regress, ne so quanto te sui personaggi e la storia 🙂